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venerdì 17 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Rassegna stampa


Chi ha detto che l'era delle mongolfiere è finita?

La nota sperimentazione italiana MDB (Multiterapia Di Bella) ha bocciato, senza ombra di dubbio, il professore siciliano e la sua terapia contro il cancro. E’ stato detto, tra l’altro, che i farmaci usati da Di Bella sono da buttare.
Eppure la letteratura scientifica mondiale si arricchisce sempre più di studi che attestano l’efficacia antitumorale ed oncostatica dei singoli farmaci della MDB. Molti studi rilevano, inoltre, l’importanza delle associazioni di più farmaci, tra quelli costituenti la Multiterapia Di Bella, allo scopo di inibire la crescita tumorale.
Una nutrita raccolta bibliografica di tali studi è possibile reperirla nel libro di Vincenzo Brancatisano “Un po’ di verità sulla terapia Di Bella” (capitolo XIII), pubblicato da Travel Factory S.R.L. Roma, acquistabile via Internet (E-mail: libro.tours.it – http://www.tours.it/dibella).
Nello stesso libro sono anche analizzati, in modo preciso e dettagliato i motivi per cui la sperimentazione non poteva che dare i risultati che ha dato.
Io sono un medico, e non un “luminare” (per fortuna!), un medico dalla mente aperta a nuove concezioni terapeutiche e libero da preconcetti, e ritengo che qualsiasi sperimentazione di terapie che prevedono l’uso di farmaci riconosciuti dalla farmacopea internazionale, come quelli usati dal prof. Di Bella, sia inaccettabile se condotta senza controlli randomizzati e a doppio cieco. Non posso pertanto che concordare con Marcus Müllner che, in un noto editoriale della prestigiosa rivista britannica “British Medical Journal”, criticò aspramente la sperimentazione MDB perché priva di studi controllati e la definì, per tale motivo, non etica.
Nelle sperimentazioni controllate e randomizzate un gruppo di pazienti viene sottoposto alla terapia da sperimentare ed un altro gruppo a terapie placebo o ad altre terapie. La divisione nei due gruppi viene affidata al caso (random). Le sperimentazioni sono inoltre a doppio cieco quando né il medico, né il paziente conoscono il gruppo di trattamento a cui il paziente è assegnato.
Chi regge le redini della “Medicina Ufficiale” diffida e deride i medici che riconoscono la validità della Multiterapia Di Bella. Ma la parte del bravo soldatino, ligio al dovere e sempre ubbidiente ai suoi superiori, a me sta alquanto stretta, anche perché non riconosco affatto negli attuali “generali” (buona parte delle autorità italiane della medicina ufficiale) i meriti e le competenze che sarebbe necessario possedessero.
Il prof. Renato De Magistris, della I Clinica Chirurgica della Seconda Università di Napoli, afferma, tra l’altro, che “la Medicina Ufficiale è sprovvista di basi culturali per poter affrontare seriamente la problematica della malattia neoplastica sulle direttive indicate da Di Bella”. Mi trova pienamente d’accordo!
Un’importante constatazione da fare, riguardo alla sperimentazione MDB, è che fu arruolato un buon numero di pazienti con pochi giorni di aspettativa di vita. Penso che la terapia antitumorale di Di Bella sia molto più efficace ed evoluta di tutte le terapie convenzionali, ma è pur sempre una terapia: i miracoli sono ben altra cosa.
Sono anche convinto che la MDB sia stata stroncata in partenza dalla sperimentazione, in virtù delle regole improprie che ad essa sono state date. La sperimentazione avrebbe infatti (teoricamente) decretato il successo della terapia Di Bella qualora questa fosse riuscita, in poche settimane, a determinare una diminuzione maggiore del 50% delle masse tumorali in almeno il 25% dei pazienti arruolati. Le “Autorità” indiscusse della “Medicina Ufficiale”, dimostrando malafede e assoluta mancanza di mentalità scientifica (altro che luminari…), non hanno tenuto conto del fatto che una terapia biologica, qual è appunto quella del prof. Di Bella, che mira non alla distruzione diretta delle cellule tumorali, ma ad un’azione citostatica mediata da sostanze che regolano ed inibiscono i fattori di crescita, non avrebbe mai potuto provocare una drastica riduzione delle masse tumorali, dopo appena 4/6 settimane di trattamento. Scopo precipuo della MDB è infatti la creazione di condizioni biologiche che, contrapponendosi alla crescita ed alla riproduzione delle cellule tumorali, possano col tempo portare alla loro autodistruzione (apoptosi).
Il dottore Giuseppe Fariselli, oncologo e dirigente medico dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (diretto fino a qualche anno fa da Veronesi e sede locale della sperimentazione MDB), dopo la bocciatura dei primi 4 protocolli, dichiarò:” La bocciatura della terapia Di Bella, date le premesse, era inevitabile”. Ed ancora:” La sperimentazione della “Terapia Di Bella”, seppure fatta con tutti i crismi della scienza, è stata un bluff”. Fariselli considerò già un successo che “solo” il 75% dei pazienti peggiorarono, tenendo conto che la maggior parte di loro aveva un’aspettativa di vita inferiore a tre mesi e che furono esaminati con le stesse regole che si usano per valutare i nuovi chemioterapici: la misurazione del diametro tumorale.
Per concludere riporto una meravigliosa battuta di Beppe Grillo (ricordata da Brancatisano nel libro sopra citato): “ Il professor Luigi Di Bella- disse Grillo- è come i fratelli Wright quando inventarono il primo aereo. A quel tempo c’era solo Montgolfier che volava e l’unico volo era in mongolfiera. “Anche noi voliamo- dissero i due fratelli- ma con l’aereo!” . Ma cosa dite, siete degli eretici”- rispose Montgolfier- “voi non capite niente, però proviamo, facciamo un … protocollo”. Così lui prese l’aereo dei Wright e si mise a gonfiarlo. Alla fine disse: ”Non vola. Vedete che ho ragione io?” Come è possibile che un uomo di spettacolo , che peraltro considero brillante e dotato di viva intelligenza, abbia potuto afferrare così bene un concetto che è invece sfuggito a molti grandi “luminari” della medicina?
Misteri della scienza…!

Guglielmo Ferraro

Tutto Net 29/08/2000
http://www.tuttonet.com/documenti/npa322.asp
   
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