torna all'Home Page
   
giovedì 24 agosto 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
  Contiene 752 articoli  
  News  
  Rassegna stampa  
  testimonianze  
  relazioni mediche  
  Rassegna scientifica  
  Diritto e Giurisprudenza  
  Editoriale  
  dedicato a  
 
Leggi un articolo estratto a sorte
 
Glossario
Ricerca per lettera iniziale:
a - b - c - d - e - f - h - m - n - p -
t -
 
Contatti
tel: 055 7330595
fax: 055 353345
0187 563172
e-mail: atsat@mediastaff.com

relazioni mediche

La testimonianza del dott. Vittorio Zocchi che con la solerzia e l’impegno che lo contraddistingue si è reso disponibile nel raccontarci la sua esperienza con la multiterapia. Il Dottor Zocchi quale antesignano nell’applicazione del metodo nella nostra regione (Toscana) ha raggiunto nel corso di questi anni, ormai numerosi, ottimi risultati.
Vittorio Zocchi il medico di Pontedera

Come medico che applica da tanti anni il metodo del prof. Di Bella per la cura del cancro, posso oggi fare le seguenti osservazioni.
Il cancro è una malattia terribile e subdola. Nonostante certe statistiche porta alla morte, prima o poi, la maggior parte dei pazienti. Pertanto non mi fido anche quando sembra che lo abbiamo sconfitto. In sostanza si può affermare che di cancro non si guarisce mai, ma è possibile conviverci per lunghi periodi di tempo.
Le possibilità di sopravvivenza più o meno lunghedipendono dalla precocità della diagnosi. E’ errato dire che con i mezzi diagnostici si fa la prevenzione. Con la mammografia, la TAC, la RMN ecc. si fa la diagnosi precoce. Questa è importantissima perché permette di intervenire chirurgicamente e spesso la chirurgia, anche da sola, riesce a regalare al paziente lunghi anni di sopravvivenza con un’ottima qualità di vita.Spesso quando il cancro ha dato metastasi ad uno o più apparati (fegato, polmoni, scheletrico ecc.) la chirurgia serve a poco se non a volte a peggiorare una situazione già drammatica. L’unica prevenzione efficace che conosco è quella basata sulla somministrazione di RETINOIDI, VITAMINA E MELATONINA. Vi sono studi in merito a carattere internazionale sui retinoidi, ed uno in particolare portato a termine da poco dall’Harvard Medical School che ha coinvolto oltre settantottomila infermiere per circa dieci anni (dal 1988). In questo studio, pubblicato sul Jurnal of National Cancer Institut, è stato documentato un aumento del cancro al seno delle infermiere che hanno fatto turni di notte fino al 36% in più. Gli studiosi americani spiegano questi risultati con la mancanza di melatonina, la cui produzione fisiologica è notturna.Questi risultati danno piena ragione alla teoria del professore Luigi Di Bella che da ormai un quarto di secolo adopera la melatonina in forma “coniugata” nella cura e prevenzione dei tumori.
La terapia con il metodo Di Bella funziona molto bene quando il paziente non è stato sottoposto a chemioterapia in precedenza. Tutti o quasi i casi di lunga sopravvivenza, che ho tra i miei pazienti, non hanno mai fatto chemioterapia o ne hanno fatta pochissima, e parlo di tumori inoperabili con prognosi “quad vitam” di pochi mesi ma che sopravvivono bene da parecchi anni.
Riservando in altra sede di presentare questi numerosissimi casi con tanto di pazienti e documentazione clinica vi cito solo l’ultimo in ordine di tempo.
La signora M. di 39 anni si presenta da me il 30.08.2001.
Aveva tenuto nascosto il suo tumore maligno al seno destro per circa venti mesi. Quando non ha potuto più nascondere il grave stato di malattia neoplastica da cui era affetta soprattutto al fratello che è medico, ha dovuto suo malgrado sottoporsi ad un esame TAC. Il tumore della mammella si era ulcerato e la massa tumorale aveva reso duro e di volume quasi doppio dell’altra la mammella stessa. Vi erano linfonodi visibili alla regione laterale del collo e alla regione sovraclaveare destra. Da uno di questi linfonodi è stato fatto l’esame istologico risultato positivo per carcinoma.
Ma meglio ti tutto è leggere il referto dell’esame TAC del 21.08.2001 che rivela, purtroppo, metastasi alle ossa, polmoni, fegato, e mediastino. Dopo circa 50 giorni di cura Di Bella la signora non aveva più dolori alle ossa, il marker CA.15.3 era sceso da 996,5 a 157,6 (8.11.2001) l’ulcera della mammella si è chiusa e l’escara è caduta lasciando il seno libero e di dimensioni rientrate nella norma.
I linfonodi latero cervicali sovraclaveari ed ascellari destri erano visibilmente scomparsi. Una TAC torace addome con mezzo di contrasto eseguita in data 24.01.2001 a distanza, cioè, di 5 mesi dall’inizio della terapia Di Bella dimostra la scomparsa completa delle metastasi polmonari e mediastiniche e la netta riduzione delle metastasi ossee ed epatiche e conferma la scomparsa dei linfonodi del cavo ascellare destro. Il marker tumorale CA15-3 è sceso a 39 valore massimo è 38,6 (17.01.02). Vi allego i referti delle due TAC firmate dallo stesso radiologo, che inutile dire è rimasto stupefatto di un simile risultato. I casi che insieme a questo vorrò pubblicamente presentare si riferiscono a pazienti che con il tumore della mammella o di altri organi con metastasi al fegato ed alle ossa hanno seguito l’iter classico di cura: chirurgia, chemioterapia, radioterapia e che non hanno mai avuto un arresto, né tanto meno una regressione delle lesioni metastatiche. Iniziata la terapia del professore di Bella hanno avuto un lento ma progressivo miglioramento. Riduzione delle metastasi epatiche in numero e dimensione, netto calo del marker CA15-3 in un caso rientrato nella norma. I dolori ossei sono scomparsi quasi completamente ( dovremo fare una scintigrafia ossea).
Ho parlato di questi casi per ribadire che a mio avviso la cura Di Bella riesce a funzionare anche là dove la terapia “ufficiale fallisce”. A presto. Vittorio Zocchi.


Data Esami : 21.08.2001
Esami eseguiti : TC TORACE SENZA MEZO DI CONTRASTO
TC ADDOME SUPERIORE SENZA MEZZO CON.

Esame eseguito unicamente in condizioni basali per rifiuto della paziente a ricevere mdc ev.

Si rilevano i seguenti reperti (in pz con nota etp mammaria Dx localmente avanzata) :
-multiple adenomegalie nel cavo ascellare DX
-esiti pleuro-parenchimali biapicali
-due micronoduli localizzati, rispettivamente, nel segmento apicale del LSSn e nel segmento dorsale del LSDx
-due millimetriche aree di aumentata densità parenchimale a vetro smerigliato, a carattere pseudonodulare, localizzate, rispettivamente,nel segmento apicale del LIDX e nel segmento anteriore del LSDx
-sottile stria densa nel segmento anteriore del LSSn in sede periferica sub pleurica
-alcuni linfonodi con asse corti max attorno o sotto il cm in sede media stinica prevascolare dx, tracheobronchiale dx e sottocarenale
-tre lesioni focali epatiche localizzate, rispettivamente, nei segmenti I (2,5cm) e V-VI (due, delle dimensioni rispettivamente di 1 e 1,5 cm circa).
-grossolana lesione osteolitica a carico della metà Dx della porzione medio-distale del manubrio e della porzione prossimale del corpo sternali con estensione delle parti molli sia anteriormente sia posterioremente ( in corrispondenza dei vasi mammari interni, ove non risulta possibile una sicura distinzione con adenomegalie eventualmente presenti).
-lesioni osteolitiche a carico del soma di D2, D4, D5 e L4
-lesione osteolitica del tratto medio della V costa SN.

24-01-2002 : TC TORACE, ADDOME SUPERIORE SENZA E CON
MDC EV

Esame messo a confronto con un precedente eseguito in data 21.08.2001

Al Controllo odierno si apprezza un netto miglioramento dei reperti precedentemente segnalati, in particolare si documentano attualmente i seguenti rilievi:
-riduzione volumetrica delle adenomegalie a sede ascellare dx con presenza oggi di un solo linfonodo dimensionalmente ai limiti della significatività (asse corto max centimetrico)
-assenza di distinte modularità in ambito parenchimale polmonare bilateralmente
-assenza di linfoadenomegalie dimensionalmente apprezzabili in sede mediastinica
-netta riduzione volumetrica delle focalità epatiche precedentemente descritte a livello dei segmenti I e V-VI; microfocalità a carico del II segmento, in sede sottoglissoniana laterale, non distintamente apprezzabile nell’indagine di riferimento (eseguita comunque solo in condizioni basali)
-vena renale sn a decorso retroaortico
-marcata regressione dell’interessamento osseo con aspetto maggiormente strutturato (osteoaddensante) dei segmenti scheletrici sede di secondarismi; in particolare a carico dello sterno si documenta riduzione subtotale dell’estensione nelle parti molli limitrofe.


intervista di Sabina Giangreco

09/04/2002
   
  stampa quest'articolo
<<:: Pagina precedente invia l'articolo ad un amico

 

 

 

Cerca su Atsat.it


nel sito
nell'archivio articoli

Tutte le parole
Ogni parola
Frase esatta


Ultimi 5 articoli

 

 




Area Riservata
 

Newsletter A.T.S.A.T.
 

Segnala ad un amico
Nome mittente

 

Nome destinatario

 
e-mail destinatario
   
   
   
 

Risoluzione minima 800 x 600 - copyright 2002-2003 A.T.S.A.T. Onlus Firenze
web design by Mediastaff Web Solutions La Spezia in memoria di Susi

Condizioni d'utilizzo| Informativa sulla Privacy