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sabato 25 novembre 2017
 
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Rassegna scientifica


L'evoluzione endocrinologica

Dopo le classiche vedute di BAYLISS W.M. & E.H. STARLING di 94 anni fa (Proc. R. Soc. London, B. Biol. Sei. 1902, 69, 352) e la scoperta della sceretina, l'endocrinologia si è ampliata fino a diventare branca essenziale della Fisiopatologia generale e speciale, normale e patologica.
Per la sua non sempre adeguatamente riconosciuta importanza nella Clinica dell'apparato digerente, a livello del quale la fisiologia ha compiuto passi da gigante, si mettono in rilievo i seguenti punti essenziali . La ricerca essenziale di Bayliss & Starling parti da reperti di PAWLOW I.P. (Le travail des glambes di- gestives, Paris, Masson, 1901), secondo cui la perfusione del duodeno con soluzioni acide provocava secrezione di succo pancreatico, come pure l'inie- zione in circolo di estratti di mucosa duodenale: poiché la secrezione avveniva anche se il pancreas era denervato, essa non poteva essere di origine nervosa, ma conseguente allo stimolo da parte di una sostanza che chiamarono secretina. U avvenuta scoperta precedente di adrenalina e le affinità fisiologiche indussero Starling ad includere la secretina fra gli ormoni (Lancet, 1905, 339). Ad un principio scoperto da J.S. EDKINS dalla mucosa centrale fu dato il nome di gastrina (J. Physiol. London, 1906, 34, 133). Questi furono i primi ormoni scoperti e successivamente quasi trascurati dalle numerose ed interessanti scoperte delle gonadi, surrene, ipofisi, pancreas . La colecistochinina e la pancreozimina furono isolate nel 1940, e denominate insieme con l'acronimo CCK quando si scoprì che erano identici (Aeta Physiol. Scand. 1966, 66, 196; Eur. J. Biochem. 1968, 6, 156) . La biologia molecolare e cellulare di questi tre ormoni è diversa sia per quanto riguarda il meccanismo di trasporto ed i recettori, sia per la traduzione nelle cellule bersaglio . Dopo il 1960 si identificarono le strutture chimiche, per cui si conobbe la natura proteica degli ormoni isolati. Dal 1930 al 1950 si isolarono altri principi ormoni, mediatori diversamente denominati: incretina, enterogastrone, villikinina, duocrinina, enterocrinina, gastrone, urogastrone, pancreozimina, enteroglucagone; dopo il 1970 si identificarono altri principi di natura proteica, come il bulbogastro- ne, GIP (gastro - inibitore - polipeptide), VIP (vasoattivo - intestinale -polipeptide), entero-ossintina, nìotilina, vasogastrone, chimodenina, sostanza P, somatostatina, polipeptide e pancreatico (PP), encefalina, neurotensina, dinorfina, PHI (peptide - istidina - isoleucina), PYY (peptide, tirosina - tiro- sina), NPY (neuropeptide - tirosina), galanina, neurokinina A e B, IGFI (Insuline-like, Growth Factor 1), gastrocalina, TGF (x e P (Transorming Growth Factor cc e P), endotelina, CGRP (Calcitonin - Ge- ne - Related - Peptide), amfiregulina).
I nuovi peptidi isolati hanno tutti struttura Proteica, come quella di altri peptidi, e mediatori isolati in altri organi endocrini, o nel sistema nervoso centrale, come la sostanza P, le encefaline, la dinorfina, la neurotensina, ecc.
Altri principi isolati dell'intestino sono i neurotra-smettitori, come il VIP, il GRP; altri funzionano come fattori di crescita come l'EGF (Epidermal Growth Factor), IGF e TGF.
I singoli geni che codificano i diversi peptidi precedentemente elencati, che in relazione alle cellule e tessuti di origine danno infine origine ai diversi peptidi bioattivi.
Un gene può essere espresso in diverse forme molecolari, relative ad alteme "splicing" che può considerarsi un processo di maturazione dell'mRNA per la traslazione, che può comprendere l'eliminazione di tratti interni trascritti (introni) ed il ricongiungimento della estremità dei tratti estremi trascritti (esconi). A seconda della variazione del pun- to in cui avviene lo splicing si possono generare due o più diversi MRNA maturi dal medesimo tra- scritto (splicing alternativo) (KOPIN A. et alii: Proc. Natl, Acad, Sei, USA, 1991, 88, 5335) . Quanto precede consente di capire la probabile esi- stenza di attività di ormoni intestinali, inspiegabili con le conoscenze attuali, tanto più che di una de- cina di ormoni non si conoscono né struttura né i geni. Potrebbe tuttavia anche trattarsi di integrazione temporo-spaziale dei diversi ormoni già noti.
Un criterio di classificazione degli ormoni gastro-intestinali (GI) può ispirarsi alle parentele chimiche.
Tutti gli ormoni GI oltre che nel tubo digerente possono essere espressi anche in altri tessuti.
In alcuni casi può trattarsi di cellule neuroendocrine, o neuroni del sistema nervoso centrale o periferico, ma con possibilità di espressione anche in altri tipi di cellule e tessuti; solo una piccola parte della gastrina del sangue è prodotta da cellule diverse dalle cellule G antroduodenali; si tratta di cellule del tenue distale, della mucosa colo-rettale, di cellule endocrine del pancreas fetale e neonatale, di cellule ipofisarie melanotrope, di neuroni ipotalamo-ipofisari, di neuroni cerebellari e vagali, della midolla surrenale, della mucosa bronchiale, delle ovaie e del testicolo.
Secondo FRIIS-HANSEN, L. et al. (Am. J. Phy- siol. 274 Gastroint. Liver Phsysiol, 1998, G561) la gastrina antrale è determinante per lo sviluppo dello stomaco e per la secrezione acida dello stomaco. Il gene della CCK, viene espresso come peptide alle piccole cellule 1 dell'intestino ma l'espressione è limitata alle cellule neuro-endocrine, soprattutto nel cervello (neocortex). Carbossiamido derivati della CCK sono anche espressi nell'apparato genito urinario (HOOSEIN N. M.: Cancer Res. 1988, 48, 7149). Nell'ipofisi, tiroide, surreni, gonadi e mucosa bronchiale se ne trovano tracce. La CCK si trova soltanto nei neuroni e nelle cellule neuroendocrine di tumori benigni o maligni, oltre che nelle cellule germinali (REHFELD J. F. et al.: Adv. Cancer Res. 1994, 63, 295), contrariamente alla gastrina, che è reperibile nei carcinomi colorettali, ovarici, dello stomaco, del pancreas e dei bronchi. Le gastrine con glicina terminale non esercitano effetti sulla secrezione acida dello stomaco, mentre sembra che limitino l'azione in situ.
Da queste e da altre ricerche si può dedurre che il medesimo gene può sintetizzare diversi peptidi bioattivi, anche in rapporto a differenti processi specifici della cellula.
Occorre tener presente inoltre che le diverse cellule possono esprimere i peptidi in diverse modalità. 1 neuroni liberano i mediatori come vesciche sinap tosomiche, dalle terminazioni ai recettori della cellula bersaglio; sembra sia anche possibile un trasporto attraverso vie sanguigne o corti processi pro toplasmatici verso le cellule viciniori.
Esiste anche una secrezione autocrina atta a stimolare la propria crescita (SPORN M.B. & A.B. RO- BERTS: Nature 1985, 313, 745).
Mentre gli spermatozoi dei rnammiferi esprimono il gene CCK (PERSSON H. et alii: F>roc. Natì. Acad. Sei. USA 1989, 86, 6166), gli spermatozoi umani esprimono il gene della gastrina (SCHAL- LING M. et alii: J. Clin. Invest. 1990, 86, 660). Sia la CCK come la gastrina sono carbossiamidati e concentrati negli acrosomi, da dove rilasciano i peptidi appena vengono in contatto con il rivestimento gelatinoso dell'uovo per poi legarsi con i recettori di membrana dell' uomo. Questo processo di liberazione dei due peptidi bioattivi viene chiamato "secrezione spermiocrina".

Conclusione
La vecchia Endocrinologia GI è passata in 30 anni da 3 a 100 e più peptidi bioattivi, espressi in tutto il corpo. Essi partecipano al controllo locale della crescita e alla differenziazione. Per adempiere a questo compito funzionano come messaggeri intercellulari intersistemici.
Perciò la loro funzione non si limita all'introduzione, elaborazione, digestione, assorbimento degli alimenti, alla secrezione dei succhi digestivi e al movimento cordinato finalisticamente dei vari tratti dell'intestino, ma si espande a quello più generale ormonale, neuromediatore, fattore di crescita e citochimico.
Sotto questo aspetto il ruolo dei vecchi orinoni della digestione si espande e si integra in quello più generale dell'approvvigionamento energetico, dell ' economia generale dell'organismo, dell'ecologia.

Prof. Luigi Di Bella

Per Vivere 31/12/1998
http://www.alternativepervivere.com
   
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