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venerdì 24 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Rassegna stampa


Il caso di Ketha : quale terapia per i bambini con leucemia linfoblastica acuta

Su richiesta dei medici della clinica pediatrica di Brescia, la corte d'appello di quella città ha, in seconda istanza, imposto la chemioterapia
come unica cura per la bimba Ketha, ammalata di leucemia linfoblastica acuta (ALL = Acute Lympho- blastic Leukemia).
Esprimiamo il nostro dissenso da questa decisione per i seguenti motivi:
a) In seguito alla chemioterapia, la bambina era arri- vata ad un livello molto grave di prostrazione e di abbassamento delle difese immunitarie. Aveva 1080 globuli bianchi per mm 3, mentre il livello normale nei coetanei è di 5-6000. In questa situazione, il pericolo più immediato non è la morte per tumore, ma il rischio di complicanze infettive mortali in seguito alla leucopenia da chemioterapia. Non a caso, in un recente studio pubblicato sul prestigioso British Joumal of Cancer [I], si sottolinea come in un protocollo terapeutico che comprendeva le stesse cate- gorie di farmaci usati nel caso della Ketha, uniti a radioterapia, si sia avuta una mortalità dell'1 1 % dei pazienti per tossicità da chemioterapia. Il protocollo applicato alla Ketha non comprendeva la radioterapia, e quindi la sua tossicità dovrebbe essere inferiore, ma ciononostante aveva prodotto una grave leucopenia: in questa situazione le possibilità di infezioni estremamente gravi (sepsi) sono elevate. Nello studio citato, infatti, i pazienti sono morti per sepsi. Ora vorremmo chiedere: quali assicurazioni può dare la medicina convenzionale che una ripresa della chemioterapia non possa produrre complican- ze gravi, potenzialmente mortali, nel caso di Ketha? b) Poiché il primo scopo della medicina è di non nuocere al paziente (primum non nocere), in questa situazione era imperativo cercare trattamenti che potessero alzare i globuli bianche e le difese immunitarie della paziente.
e) E in generale accettato che quando una terapia produce buoni risultati in meno del 50 % dei casi, questa terapia è definita insoddisfacente, e quindi deve essere migliorata o cambiata. Nel caso della ALL, l'oncologia convenzionale sostiene di avere ottimi risultati: parla di un 80 % di risultati positivi. Occorre però precisare che l'80% si riferisce alla percentuale di remissioni dal tumore, non alla percentuale di guarigioni.
d) Qual è quindi la percentuale di guarigioni dalla ALL usando le terapie convenzionali? La rispostanon è semplice in quanto diversi protocolli terapeu- tici sono introdotti da tempi troppo brevi: non vi sono quindi certezze che l'alta percentuale di remissioni significhi una simile percentuale di guarigioni. Una recente casistica [2] ci fornisce però dati importanti: dopo 8 anni il discase free survival time (cioè il tempo in cui non si è più manifestata la ma- lattia) era del 53%, dopo 14 anni del 39%: quindi, a lungo termine, la percentuale di persone che non hanno più avuto recidive della malattia, è piuttosto bassa, inferiore al 40%:1'80 % va in remissione, ma solo il 40 % rimane a lungo senza recidive.
e) Quindi, i risultati della terapia convenzionale, anche se migliorati rispetto ad anni fa, sono insoddisfacenti: ciò impone la ricerca di nuove terapie. Inoltre, questi risultati sono ottenuti con pazienti consenzienti, che conoscevano ed accettavano la chemioterapia: nel caso di Ketha, queste statistiche sono quindi inapplicabili, oppure le percentuali vanno ancora abbassate (poiché Ketha non vuole più riprendere la chemioterapia, gli effetti terapeutici della chemioterapia stessa risultano ulteriormente diminuiti: è noto che una buona relazione fra i medici ed i pazienti, che qui evidentemente manca, concorre per il 20 - 30 % nel successo di qualsiasi terapia).
f) Quali sono i risultati del MDB nel caso della Ketha? La bambina non sta più seguendo la chemioterapia dalla metà di novembre. Secondo i criteri utilizzati nella sperimentazione del MDB da parte dell'lstituto Superiore di Sanità, dopo un mese di sospensione la chemioterapia non ha più effetto [3]. Quindi, i risultati terapeutici ottenuti da metà di- cembre (dopo 1 mese di sospensione della chemioterapia), ad oggi (metà febbraio) sono dovuti al MDB. In questi 2 mesi: la situazione generale di Ketha è notevolmente migliorata; i globuli bianchi sono tornati nella norma; non si è avuta nessuna recidiva della leucemia;Poiché un principio accettato in medicina è che non si cambia la terapia che si dimostra efficace, la decisione di imporre alla bambina di interrompere la terapia (in questo caso il MDB) che sta aiutando il paziente per riprendere una terapia (la chemioterapia) che aveva sì prodotto una remissione della leucemia, ma stava mettendo a rischio la vita di Ketha, ci sembra contraria ai più basilari principi sia medici che etici.
Se Kheta avesse una recidiva della leucemia durante il MDB?
Occorre chiarire che questo evento è possibile, sia con il MDB che con la chemioterapia. 1 medici che applicano il MDB hanno comunque ottenuto dei risultati anche in qs. situazioni. Se poi si verificasse che il MDB non è in grado di aiutare ulteriormente Ketha, i genitori e la bambina consapevolmente possono decidere di riprendere la chemioterapia: in effetti, la chemioterapia è di prassi usata dall'oncologia convenzionale nel caso di recidive delle ALL.
Conclusioni:
L'impostazione alla base della richiesta di chemioterapia coatta da parte dell'oncologia convenzionale italiana non ha valide motivazioni: non ha né motivazioni scientifiche, né etiche.
E' quindi indispensabile che questa decisione sia sospesa: è altresì fondamentale, per la vita e la libertà di ognuno di noi, che i cittadini riescano a far cessare questo atteggiamento, che non ha nulla di scientifico (la scienza ha sempre un atteggiamento di apertura e di ricerca) da parte della oncologi.a convenzionale italiana nei confronti di altre opzioni terapeutiche, rispettose sia della scienza che dell'umana sofferenza.
Vogliamo infine riferire una frase tratta da un recente sinposio internazionale sul tema delle leucemie infantili [4]: "the persistence of late adverse effects due to radiation and certain genotoxic agents, such as the anthracycline compounds and the epipodophyllotoxins, mandates the development of alternative therapies that are both safe and effective in children". (Trad.: la persistenza di effetti collaterali a lungo termine dovuti alla radioterapia ed ad alcuni farmaci genotossici, come i composti antraciclinici e le epipodofillotossine, rende imperativo lo sviluppo di terapie alternative che siano contemporaneamente sicure ed efficaci nei bambini).
Il MDB, stando ai fatti, si sta dimostrando efficace e sicuro nel caso di Ketha: perchè allora impedirlo, per tornare ad una terapia forse efficace, ma sicuramente non sicura?
[1] Improved cure rate in children with B-cell acute Iymphoblastic leukaemia) and stare IVB-cell non- Hodgkin's lymphoma (B-NHL)-- Results of the UKCCSG 9003 protocol. Atra A; Gerrard M; Hob- son R; Imeson JD; Ashley S; Pinkerton CR. Depart- ment of Paediatrie Oncology, The Royal Marsden Hospital NHS Trust/Institute of Cancer Research, Sutton, Surrey, UK. Br J Cancer 1998 Jun; 77(12):228 1 -5.
[2] [Long-term results of 2 therapeutic protocols in children with acute Iymphoblastic leukemia of usual risk. Experience at the 20th of November National Medical Centerl Lopez-Hernandez MA; de Diego Flores-Chapa J; Borbolla-Escoboza JR; Trueba Ch- risty E; Carrillo-Rosales T; Gonzalez-Avante M . Servicio de Hematologia, Centro Medico Nacional 20 de noviembre, ISSSTE, Mexico, D.E Gac. Med. Mex. 1998 Mar-Apr; 134(2): 145-5 1
[3] Risultati della sperimentazione del Multitratta- mento Di Bella - protocolli 4-6,8, 1 0. Istituto Superiore di Sanità-Roma 1997.
[4] Meeting report: International Childhood ALL Workshop: Memphis, TN, 3-4
December 1997. Pui CH; Evans WE; Gilbert JR. St Jude Children's Research Hospital, University of Tennessee, College of Medicine, Memphis 38105, USA. Leukemia 1998 Aug; 12(8):1313-8

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Per Vivere 04/04/1999
http://www.alternativepervivere.com/paginaprincipale.html
   
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