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Rassegna stampa

E' il risultato di un sondaggio commissionato dalla regione Lazio a Datamedia sulla cura dei tumori. Nonostante il fallimento del primo esperimento nel '98. Nel Lazio tutto è pronto per iniziare.
Di Bella, il 60% degli italiani per la sperimentazione

ROMA - "Per combattere il cancro si devono tentare tutte le strade possibili". La frase è di Francesco Storace, presidente della regione Lazio, che ha proposto di tornare a sperimentare la cura Di Bella. Una intenzione che è diventata operativa già nei giorni scorsi, con il voto positivo alla mozione presentata in consiglio regionale. La terapia potrebbe tornare a essere somministrata nella Asl di Rieti, dove ci sarebbero tutte le condizioni adatte.

Il governatore era forte anche di un sondaggio commissionato dalla sua amministrazione a Datamedia, i cui dati andavano proprio nella direzione auspicata da Storace. Tra i quattromila italiani intervistati dalla casa di sondaggi, di diverse fasce d'età e residenti in tutta la penisola, il 60,2 per cento ha dichiarato di essere molto o abbastanza favorevole a una nuova sperimentazione, dopo quella fallita durante la legislatura in cui ministro della Sanità era Rosy Bindi. I contrari sono arrivati invece a superare di poco il 31 per cento.

Tra le domande sottoposte agli intervistati anche una che andava nel merito della vicenda della passata sperimentazione. Il campione ha risposto schierandosi a schiacciante maggioranza per la "necessità di sperimentare ogni strada che possa portare alla cura della malattia", mentre il 13 per cento ha risposto che Di Bella è "una vittima della confraternita dei luminari che in questi anni hanno cercato di combattere il cancro''.

Le tesi dell'opposizione del consiglio regionale del Lazio sono state sposate solo da una piccola percentuale del campione Datamedia. Il 7,7 per cento sostiene che "Di Bella ha dato false speranze ai malati", mentre il 2,1 % è del parere che "non si possono sprecare risorse economiche e fisiche per fare sperimentazioni nel campo dei tumori''.

Alla risposta immediata del ministro per la Salute, Girolamo Sirchia, che era stato scettico sulla ripresa della sperimentazione, dicendo che era già fallita nel '98, il 29,3 per cento degli intervistati ha detto di condividere l'opinione del ministro, mentre il 60,4 per cento (più o meno la stessa percentuale dei favorevoli a una nuova sperimentazione) ha detto di non essere d'accordo con la posizione di Sirchia.

Il Nuovo 23/11/2001
http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,89578,00.html
   
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