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sabato 18 novembre 2017
 
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Burocrazia ostile ai malati

Una delibera della Regione, approvata con voto unanime dalla giunta, stabilisce che le aziende sanitarie concedano un contributo fino a 30 mila lire giornaliere, per trattamenti sanitari alternativi anche con farmaci «nel rispetto della dignità e della libertà di cura del paziente». Rispetto molto teorico: è la preoccupazione espressa dai responsabili dell'Associazione toscana sostegno ammalati di tumore, Atsat (telefono 055 4221710). In particolare questo sodalizio composto da volontari, anche malati o ex malati, è un punto di riferimento per la multiterapia Di Bella.
La delibera c'è, ma i pazienti con varie malattie gravi, e non solo tumori, non riescono a farla applicare, denunciano dirigenti dell'Atsat e assistiti. Sono citate alcune testimonianze, compresa quella della presidente dell'Associazione, Sabina Giangreco, che ha compiuto tutto l'itinerario così com'è indicato dalla delibera regionale «senza riuscire a sapere a chi devono essere presentate le domande: la burocrazia e il disinteresse penalizzano persone che soffrono e che devono anche pagarsi la cura. Siamo a conoscenza di pazienti che traggono beneficio dalla terapia Di Bella, ma hanno difficoltà a comprarsi le medicine, a spendere anche 60 mila lire al giorno, e forse più, visto che per la sola dose quotidiana di somatostatina occorrono 35 mila lire».
Anna Balenci, una giovane signora, tra le più attive nell'Associazione di sostegno ai malati di tumore, è in cura da tre anni, dichiara di stare bene, ma aggiunge che «la situazione sta diventando complicata per l'applicazione di una delibera regionale. I pazienti già trovano qualche difficoltà a farsi rilasciare la relazione dal medico curante, indispensabile per l'accesso al trattamento. Quando con questo documento si presentano all'Azienda sanitaria, sono fatti trasferire da un ufficio all'altro, senza esito». «Un muro di gomma» è la definizione data dalla presidente dell'Atsat «e la situazione viene giustificata dall'Azienda sanitaria con lo scarso tempo trascorso dall'approvazione della delibera, ancora ignorata, sebbene siano passati circa due mesi, durante i quali però i pazienti hanno dovuto ancora sostenere un grave impegno economico per comprare le medicine, mentre l'azienda sanitaria ha realizzato un risparmio».

Egisto Squarci

La Nazione 11/07/2001
http://lanazione.nazionedev.dada.it/2001/07/11/pages/artI2350958.html
   
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