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venerdì 24 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Rassegna stampa

Il caso. In Commissione affari sociali riprese le argomentazioni del libro del modenese Brancatisano Leghista chiede nuova sperimentazione. Sottosegretario si oppone.
La terapia Di Bella spacca il Governo

Il caso Di Bella torna alla ribalta in una "question time" alla Commissione Affari sociali della Camera, dove il governo è stato costretto a rispondere a una interpellanza della Lega su quesiti rimasti irrisolti.
L'on. leghista Cesare Ercole, che dai microfoni di Radio Padania Libera ha dichiarato di avere fatto proprie le denunce contenute nel libro del giornalista modenese Vincenzo Brancatisano "Un po' di verità sulla Terapia Di Bella", ha replicato duramente alle risposte del sottosegretario alla Salute Cesare Cursi, il quale ha ricordato che l'Istituto Superiore di Sanità, responsabile della contestata sperimentazione "non ha rilevato alcuna nuova evidenza scientifica sia a livello nazionale che internazionale, da porre a fondamento di una eventuale riconsiderazione dell'ipotetica efficacia della Mdb".

L'Istituto, ha detto, "ha svolto un ruolo preminente nell'effettuazione della sperimentazione di tale metodo terapeutico, ha inteso ribadire che la sperimentazione del Mdb è stata condotta seguendo i migliori metodi scientifici i quali sono stati valicati sia da un Comitato di esperti internazionali sia dalle pubblicazioni dei risultati su prestigiose riviste scientifiche internazionali".

Dure le contestazioni di Ercole, collega di maggioranza e medico: "Nella letteratura internazionale - ha spiegato - vi è stata una rivalutazione di alcuni derivati nella terapia Mdb. Inoltre, nella documentazione rilevata dal sottosegretario manca il riferimento al verbale redatto dai Nas nel corso di un sopralluogo in cui si rileva l'uso di farmaci scaduti o addirittura tossici".
Ci si riferisce a una delle denunce più inquietanti contenute nel libro, denuncia tuttora pendente presso la procura di Firenze.

"Non si può ignorare il problema - ha proseguito Ercole - perché ci sono due fattori convergenti che dimostrano essere il momento di prendere di nuovo in mano l'argomento a tutela del diritto alla salute: i controlli sulla sperimentazione del 1998 quando i farmaci somministrati ai pazienti non corrisposero affatto alle indicazioni fornite dal prof Di Bella.
Si rilevarono agenti esterni come l'acetone, la somministrazione dei farmaci avvenne in modo errato e inefficace, si usarono farmaci scaduti, i pazienti scelti erano in fin di vita; tutto ha alterato l'effetto della somatostatina e dei retinoidi.

Il secondo elemento è l'ampio riscontro della letteratura scientifica che ha dimostrato l'efficacia antitumorale dei componenti del Mdb, somatostatina e retinoidi.
Negare questo significa disconoscere l'attività di ricerca di ben 2000 pubblicazioni e numerosi congressi internazionali".
E ancora: "Se la sperimentazione è stata inficiata all'origine - ha aggiunto Ercole riferendosi ai dati raccolti dalla magistratura - è legittimo chiedersi se non sia necessaria una nuova sperimentazione condotta diversamente dal'98".

La Gazzetta di Modena 18/12/2002
   
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