torna all'Home Page
   
venerdì 24 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
  Contiene 752 articoli  
  News  
  Rassegna stampa  
  testimonianze  
  relazioni mediche  
  Rassegna scientifica  
  Diritto e Giurisprudenza  
  Editoriale  
  dedicato a  
 
Leggi un articolo estratto a sorte
 
Glossario
Ricerca per lettera iniziale:
a - b - c - d - e - f - h - m - n - p -
t -
 
Contatti
tel: 055 7330595
fax: 055 353345
0187 563172
e-mail: atsat@mediastaff.com

Rassegna stampa

Un parere positivo da Pianezza, chirurgo e oncologo, sulla controversa terapia del fisiologo modenese «Ha intuito per primo una nuova strada per fermare il cancro»
«Cura Di Bella, un'intuizione fondata»

«L'intuizione di Di Bella ha un fondo di verità»: è il titolo di un'intervista che il quotidiano cattolico Avvenire ha pubblicato ieri a proposito del fisiologo modenese e della sua controversa terapia.
Terapia che però comincia a raccogliere consensi parziali ma autorevoli, uno dei quali è venuto proprio da Veronesi.
In questo caso ad elogiare l'idea di fondo è Maurizio Pianezza, docente di Oncologia Sperimentale a Milano e chirurgo a Genova. La sua tesi è che Di Bella ha intuito per primo una nuova prospettiva per studiare e curare il cancro.

«Il cancro - spiega Pianezza - è finora è stato visto soprattutto come un'unità morfologica da estirpare e poi tentare di azzerare con una chemioterapia, cosa purtroppo spesso non possibile. Allora l'oncologia comincia a guardare quei farmaci in grado di agire sulle strutture biomolecolari tipiche del cancro, cioè i suoi fattori di crescita».
Qui interviene Di Bella attraverso un uso di farmaci che depotenzino e blocchino la proliferazione di cellule tumorali.
Strumento principe di questa cura è stata la somatostatina e Pianezza conferma che il ricorso a questo farmaco si fa sempre più largo nella comunità oncologica dato che riesce ad inibire i fattori di crescita insulinica e allunga il passaggio dalla fase quiescente alla fase proliferante delle cellule cancerogene.

Pianezza cita il caso del professor Lucien Israel, eminente oncologo parigino, che utilizza somatostatina anche se in un contesto terapeutico diverso.
«Credo - spiega Pianezza rendendo il dovuto omaggio al collega - che si sia capito che l'intuizione di Di Bella, più che la sua terapia vera e propria, ha un fondo di verità. Adesso alcuni provano a levare o aggiungere molecole e forse qualcuno finirà per appropriarsi dell'idea del professore modenese».

Secondo Pianezza l'ostilità tra Di Bella e la comunità medica è nata da un uso di linguaggi diversi attorno ad un unico argomento: Di Bella descriveva i fenomeni da fisiologo e non riusciva a convincere gli oncologi.
Il superamento di questa incomprensione porterà sicuramente ad un cambiamento.
Pianezza riconosce però che l'esito insoddisfacente della sperimentazione Di Bella nasce da alcuni gravi errori. Come il fatto che Di Bella abbia accettato di permetterla fuori dal suo stretto controllo. Poi non doveva accettare pazienti con metastasi plurime. Infine aveva accettato che la sperimentazione fosse condotta da istituti «ideologicamente contrari all'ipotesi Di Bella, infastiditi dal fenomeno popolare».
Insomma il fastidio nasceva dal fatto che Di Bella parla e agisce fuori dal circuito istituzionale della ricerca medica. Ciò non toglie che migliaia di persone continuino a seguire la sua cura anche oggi.

La Gazzetta di Modena 20/12/2002
   
  stampa quest'articolo
<<:: Pagina precedente invia l'articolo ad un amico

 

 

 

Cerca su Atsat.it


nel sito
nell'archivio articoli

Tutte le parole
Ogni parola
Frase esatta


Ultimi 5 articoli

 

 




Area Riservata
 

Newsletter A.T.S.A.T.
 

Segnala ad un amico
Nome mittente

 

Nome destinatario

 
e-mail destinatario
   
   
   
 

Risoluzione minima 800 x 600 - copyright 2002-2003 A.T.S.A.T. Onlus Firenze
web design by Mediastaff Web Solutions La Spezia in memoria di Susi

Condizioni d'utilizzo| Informativa sulla Privacy