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venerdì 24 novembre 2017
 
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Emergenza in tutta la regione per i malati che da tutt'Italia chiedono la somatostatina gratuita
Puglia, crocevia della cura Di Bella

BARI - E' la Puglia il crocevia della cura Di Bella. E non solo per le decisioni del pretore di Maglie, Carlo Madaro, che ha aperto il fronte della somministrazione gratuita della somatostatina, uno dei farmaci del cocktail che combatte il cancro. Era il 16 dicembre 1997 quando il giudice salentino firmava il decreto col quale obbligava l'Asl Lecce 2 a somministrare la somatostatina a un bambino di due anni affetto da un tumore al cervello. Da quel giorno il pretore di Lecce ha firmato altri 16 decreti. Il suo esempio in Puglia è stato seguito dal pretore di Barletta (Bari), Cerignola (Foggia) e Oria (Brindisi).

Dopo i decreti dei pretori è intervenuta la Regione: venerdì 9 gennaio 1998 la giunta ha approvato una delibera con la quale autorizza le Asl pugliesi a somministrare i farmaci. Due ospedali pugliesi, il Fallacara di Triggiano (Bari) e l'Ospedale di Casarano, in provincia di Lecce, hanno attivato un centro per la somministrazione dei farmaci. Ma è emergenza: in Puglia stanno giungendo da tutta l'Italia centinaia e centinaia di malati che reclamano la cura Di Bella. Gli ospedali stanno andando in tilt, sia perchè le scorte della medicina stanno terminando, sia perchè non c'è un organico sanitario sufficiente a garantire questo servizio speciale.

Per attenuare l'emergenza è intervenuto anche il pretore Carlo Madaro. Il giudice ha lanciato un appello ai malati che dal Piemonte alla Sicilia si mettono in viaggio "a non venire: la Puglia non può somministrare il farmaco ai non residenti". Infatti la delibera della Regione Puglia prevede che i farmaci siano erogati, su prescrizione del medico curante, a malati di cancro in ospedale, in assistenza domiciliare o in day hospital.

Intanto l'assessore regionale alla Sanità, Michele Saccomanno, non solo annuncia che la Puglia "procederà per la sua strada" non accogliendo l'invito del ministro della Sanità, Rosy Bindi a recedere dalla decisione, ma attacca lo stesso Ministro: "Non è nelle sue competenze negare alla Regione questa possibilità. La somatostatina è semplicemente un farmaco che con la nostra deliberazione si rende in qualche modo disponibile sul territorio in modo gratuito". L'assessore regionale ha continuato: "La Ministra continua a parlare solo in tv e non nella conferenza degli assessori. L'argomento delle decisioni prese dalla Puglia per la somatostatina, infatti, nella conferenza degli assessori, se è stato sfiorato, è già molto. Nessuno ha argomentato sulla necessità di recedere. La Ministra lo fa in tv quando è da sola e questo non è corretto".

Domenico Castellaneta

La Repubblica 17/01/1998
http://www.repubblica.it/online/dossier/dibella/puglia/puglia.html
   
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