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venerdì 24 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Rassegna stampa

Il magistrato di Maglie che aveva aperto il caso con le sue sentenze
Il pretore Madaro "Ma io non mi fido"

LECCE (d.c.)- Il pretore di ferro non ci sta: nominerà una commissione di esperti per controllare i controllori. Un nuovo gruppo di lavoro esaminerà i dati della sperimentazione del metodo Di Bella. "E se dovesse emergere qualcosa di diverso da quanto stabilito dai professori del Ministero, beh, allora le cose si complicherebbero non poco e non credo per coloro che hanno il dovere di amministrare la giustizia". Messaggio forte e chiaro quello del dottor Carlo Madaro, pretore di Maglie, la città pugliese dove il 16 dicembre '97 è nato il caso-somatostatina, quando il giudice ordinò la somministrazione gratuita dei farmaci del cocktail del medico modenese a un bambino di due anni affetto da un tumore al cervello. Quel bambino, però, è morto proprio due giorni fa.
"Non facciamo sciacallaggio - avverte Madaro - il bimbo era malato gravemente e i genitori hanno voluto stabilire il sacrosanto principio che il diritto alla salute dev'essere garantito a tutti".
Ieri pomeriggio, in un clima di grande commozione, si sono svolti i funerali del piccolo che qualche giorno fa era stato ricoverato in condizioni disperate nel reparto di pediatria dell'ospedale di Gallipoli. Il bambino è stato sepolto a Parabita, dove vivono e lavorano i genitori, entrambi avvocati, che avevano deciso di rivolgersi al pretore di Maglie per ottenere la somatostatina. Il "sì" del giudice aveva aperto la strada a decine di malati che avevano richiesto e ottenuto i farmaci per i quali, poi, c'è stata la verifica del Ministero. Ma il pretore Madaro ha molti dubbi.
"Non me la sento di prendere per buoni i risultati della sperimentazione sul metodo anticancro Di Bella fatta dal Ministero della Salute, perché conosco personalmente malati che da tempo si curano con quella terapia e hanno recuperato la salute".
E ancora: "Ci sono circa 200 processi pendenti sui ricorsi presentati da persone affette da cancro, le quali chiedono alle Asl di potersi curare col metodo del professore modenese". Il pretore rincara la dose contro il Ministero che parla di farmaci tossici e dannosi: "Vadano a raccontarlo alle decine di persone che sono venute a testimoniare sotto giuramento non solo d'aver tratto giovamento, ma in alcuni casi d'essere rinate. Ho visto persone che hanno ripreso a guidare, a lavorare, a vivere. Ho sentito chi si sentiva uno straccio ed ora sta bene".

La Repubblica 29/07/1998
http://www.repubblica.it
   
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