torna all'Home Page
   
martedì 21 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
  Contiene 752 articoli  
  News  
  Rassegna stampa  
  testimonianze  
  relazioni mediche  
  Rassegna scientifica  
  Diritto e Giurisprudenza  
  Editoriale  
  dedicato a  
 
Leggi un articolo estratto a sorte
 
Glossario
Ricerca per lettera iniziale:
a - b - c - d - e - f - h - m - n - p -
t -
 
Contatti
tel: 055 7330595
fax: 055 353345
0187 563172
e-mail: atsat@mediastaff.com

Rassegna stampa

La nostra intervista al Dott. Mauro Todisco, autore di alcune pubblicazioni scientitifiche sulla MDB
Di Bella, uno scienziato troppo in anticipo rispetto al proprio tempo.

Il Dott. Mauro Todisco è da molti ricordato per la pubblicazione del libro “Non morirai di questo male” che nel 1995 portò sulle prime pagine dei giornali italiani il lavoro ultradecennale del professor Luigi Di Bella ma anche per alcune pubblicazioni scientifiche sulla MDB, apparse recentemente su riviste internazionali.

Dottore, lei è stato sicuramente fra i primi a credere nel metodo del Prof. Di Bella, ci può raccontare come è iniziata la sua conoscenza della terapia e quel’è la sua esperienza post-sperimentazione?
Ho conosciuto il Prof. Di Bella il 13 agosto del 1993 presso il suo studio-laboratorio di Modena. Ho chiesto al Professore quell’incontro, insieme interessato e incuriosito da una prescrizione che avevo avuto modo di osservare qualche tempo prima. A quello del 13 agosto sono poi seguiti numerosi altri incontri, e la conoscenza della cura Di Bella è avvenuta così, gradualmente, nelle ore passate a far domande al Professore nello studio e, quando era occupato, anche nelle ore passate con i pazienti nell’attesa di essere ricevuto. Per quanto riguarda la mia esperienza post-sperimentazione devo dire che la ritengo largamente positiva sia sotto il profilo scientifico che sotto il profilo umano.

Le critiche mosse nei confronti della sperimentazione del 1998 sono numerose. Molti ritengono che fin dal suo avvio si sia svolta secondo metodiche non conformi dalle indicazioni fornite dal prof. Di Bella; che i pazienti arruolati fossero quasi tutti “terminali” e che in casi analoghi qualsiasi terapia avrebbe dato risultati deludenti; infine che, come risulta da inchieste giudiziarie, alcune delle quali ancora in corso, i farmaci utilizzati erano in molti casi scaduti, in altri addirittura scadenti. A chiunque, pur non essendo medico, queste osservazioni sarebbero sembrate tali che se verificate avrebbero dovuto portare alla completa invalidazione della sperimentazione. Ciò nonostante, oggi come allora, rivolgendosi ad un qualunque medico di base o ospedaliero, in particolare ad oncologi, il solo nome Di Bella suscita una reazione analoga a quella che potrebbe suscitare in un fervente cristiano il menzionare il diavolo. Da cosa deriva questa viscerale avversione ad una terapia bocciata da una sperimentazione condotta in un modo che, a chiunque appare quanto meno “non rigorosa”, ma che secondo la maggior parte dei medici è stata esemplare?
L’avversione di cui, a ragione, lei parla, credo che sia proprio una sorta di strascico della sperimentazione. Mi spiego meglio: la multiterapia Di Bella (MDB) non è stata sperimentata per una esigenza di verifica della classe medica, né, d’altro canto, ciò sarebbe stato possibile considerato che, all’epoca, la MDB era sconosciuta alla quasi totalità dei medici. I medici, così, e in particolare quelli dell’area oncologica, hanno quindi dovuto subire una sperimentazione cui è stato dato inizio sull’onda di una fortissima pressione popolare. Il sentimento che presso di essi ne è derivato è stato quello, ritengo, di una invasione di campo, di un attentato alla professionalità. Questo sentimento, a mio parere, persiste ancora oggi sebbene la MDB non sia più una cura sconosciuta, e sebbene sempre più frequenti siano le ammissioni di una utilità antineoplastica di “novità” datate circa trent’anni quali melatonina, retinoidi, somatostatina; “novità” le quali dovrebbero far riflettere sul fatto che, probabilmente, in tutta questa storia, il vero problema è quello di uno scienziato ormai anziano troppo in anticipo rispetto al proprio tempo.

Una delle osservazioni spesso fatte dai detrattori della MDB è che l’inefficacia della terapia è evidente anche per l’assenza di credito riscosso all’estero. Per suffragare questa tesi, si ammette che molti sono gli studi condotti sulle singole componenti della terapia ma che in nessun paese si è mai seriamente presa in considerazione l’intera MDB in quanto tale. Cosa pensa in proposito?
A me paiono argomentazioni deboli. Una volta documentata l’efficacia di ciascun costituente della MDB, infatti, non vedo come possa essere contraddetto chi, ad esempio, sostenga che sono mancati gli studi sulla intera MDB per un difetto di visione d’assieme, per la mancata percezione di una logica terapeutica più ampia, capace di integrare le potenzialità antineoplastiche di tutte quelle diverse sostanze.

La critica più frequente mossa ai medici che applicano la terapia Di Bella è quella di aver pubblicato poco, lei, a parte il Professore e i suoi diretti collaboratori, è fra i pochi ad aver pubblicato qualcosa sulla stampa specialistica, le risulta che ciò si verifichi per qualche forma di “pigrizia” o in effetti esistono difficoltà per i medici dibelliani a superare il vaglio degli esperti editoriali che selezionano il materiale da pubblicare e se si come mai avviene?
Nel mio caso, devo dire, ho avuto enormi difficoltà iniziali ma per totale assenza della “forma mentis” che si richiede a chi voglia fare pubblicazioni scientifiche. Non credo che sarei mai riuscito a pubblicare il mio primo lavoro se non avessi avuto il prezioso e disinteressato aiuto di un noto oncologo che tuttora ringrazio, e che non cito e non ho intenzione di citare per ovvi motivi. Una volta appreso il metodo, non ho poi avuto problemi. Naturalmente i lavori devono essere ben fatti e devono soddisfare i requisiti editoriali. Per quella che è stata la mia personale esperienza, quindi, penso che la difficoltà a pubblicare risieda nella difficoltà a preparare lavori pubblicabili piuttosto che in particolari pregiudizi degli esperti editoriali.

Curriculum
Mauro Todisco si laurea con lode in Medicina e Chirurgia all’Università La Sapienza di Roma nel 1982.

Nel 1991, per i tipi dell’editore Tecniche Nuove, pubblica il volume “Cronodieta”, primo testo di cronodietetica; nel ’92, sempre per lo stesso editore, pubblica “Cronobiologia depressione e obesità”.

Nell’agosto ’93 conosce il Prof. Luigi Di Bella ed inizia a frequentarne lo studio.

Nel febbraio ’95, per i tipi dell’editore Sestante, pubblica “Non morirai di questo male”, il primo libro dedicato al Prof. Luigi Di Bella.

Dal 1996 pratica la multiterapia Di Bella (MDB).

Nell’aprile 2001 ha pubblicato sulla rivista scientifica statunitense Cancer Biotherapy and Radiopharmaceuticals l’articolo “Cyclophosphamide plus somatostatin, bromocriptin, retinoids, melatonin and ACTH in the treatment of low-grade non Hodgkin lymphomas at advanced stage: results of a phase II trial” in cui ha descritto, per la prima volta su una rivista scientifica internazionale, i risultati ottenuti con la MDB nei linfomi non Hodgkin a basso grado in stadio avanzato.

Nel dicembre 2002 ha pubblicato sulla rivista scientifica statunitense American Journal of Therapeutics l’articolo “Melatonin for refractory Idiopathic Thrombocytopenic Purpura: a report of 3 cases”, ed è di prossima pubblicazione, sempre su questa rivista, un ulteriore lavoro su melatonina e piastrinopenia idiopatica refrattaria.

Vive e lavora a Grottammare (AP), nelle Marche.

Piero Guerisoli

A.T.S.A.T. 04/02/2003
http://www.atsat.it
   
  stampa quest'articolo
<<:: Pagina precedente invia l'articolo ad un amico

 

 

 

Cerca su Atsat.it


nel sito
nell'archivio articoli

Tutte le parole
Ogni parola
Frase esatta


Ultimi 5 articoli

 

 




Area Riservata
 

Newsletter A.T.S.A.T.
 

Segnala ad un amico
Nome mittente

 

Nome destinatario

 
e-mail destinatario
   
   
   
 

Risoluzione minima 800 x 600 - copyright 2002-2003 A.T.S.A.T. Onlus Firenze
web design by Mediastaff Web Solutions La Spezia in memoria di Susi

Condizioni d'utilizzo| Informativa sulla Privacy