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Rassegna stampa

Avrebbero prescritto farmaci in cambio di viaggi premio, computer e soldi. Perquisiti studi e abitazioni, indagato per corruzione primario di Bolzano.
Regali Glaxo, 18 medici nei guai

Soldi, computer e viaggi. La Glaxo sapeva essere riconoscente con i medici che prescrivevano le sue medicine ai propri pazienti. Una riconoscenza concreta. Non qualche pubblicazione scientifica o un paio di gadget, ma regali costosi.
In tutta Italia erano molti i medici che cadevano nelle lusinghe degli uomini della multinazionale del farmaco.
La Guardia di finanza di Venezia, che conduce le indagini su delega del pubblico ministero di Verona Antonino Condorelli, ne ha contati ben 2902, tutti nei guai per comparaggio, il reato tipico del medico che prescrive determinate medicine piuttosto di altre in cambio di regali o denaro, previsto dal Testo unico sulla sanità.
A questi si devono aggiungere settantadue indagati per corruzione. Una quarantina di questi sono funzionari della Glaxo, gli altri sono primari ospedalieri, tra cui uno di Bolzano, e medici di strutture pubbliche.

Tra i primari vi sarebbero nomi molto noti, come l'oncologo Umberto Tirelli di Pordenone, noto per le sue battaglie anti Di Bella, l'endocrinologo di Verona Michele Muggeo e l'ematologo di Vicenza Francesco Rodighiero.
In totale in regione i medici coinvolti sono diciotto, oltre al primario indagato per corruzione, ci sono diciassette medici nei guai per comparaggio, dodici in Trentino e cinque in Alto Adige.
Nei giorni scorsi gli uomini della Finanza hanno perquisito alcuni studi e abitazioni. Gli investigatori erano alla ricerca dei regali e di eventuali documenti che provassero lo scambio. Per lo più si tratta di medici di base.

L'inchiesta, partita da un banale accertamento fiscale nella sede della Glaxo a Verona, si riferisce a due anni, il 2001 e il 2002. Pochi giorni fa le Fiamme Gialle hanno effettuato anche un blitz nella sede della Glaxo, a Verona. Il reato più grave tra quelli ipotizzati è quello di corruzione, che riguarda appunto 72 persone, tra cui una quarantina di componenti della rete commerciale dell'azienda e di una trentina tra medici e dirigenti di ospedali e Asl.

I pubblici ufficiali avrebbero ricevuto denaro o altre utilità per privilegiare la scelta dei prodotti farmaceutici Glaxo.
Tra i favori ai medici andavano molto forte i viaggi travestiti da partecipazione a convegni scientifici. Convegni che guarda caso si tenevano in località da sogno come la Florida oppure in concomitanza di avvenimenti sportivi, come il convegno tenutosi a Montecarlo nei giorni del Gran Premio.
A carico dei funzionari Glaxo ipotizzata anche la violazione dell'articolo 11 del Decreto Legge 541 del 1992 che punisce "la concessione o promessa di vantaggi pecuniari o di altra natura” a favore di medici.

Il terremoto sanitario viene da lontano.
A giugno gli uomini della Tributaria del Veneto si sono recati alla Glaxo per compiere una normale verifica fiscale. Ma la loro attenzione è stata attratta da alcune voci di bilancio per importi pari a decine di milioni di euro.
Il bilancio complessivo del gruppo supera i 1.600 miliardi all'anno e in quel flusso di denaro i finanzieri furono colpiti dall'entità di alcune spese. L'inchiesta sembra indirizzata soprattutto verso alcuni costi della produzione, in particolare i servizi.
Nel bilancio 2001, per esempio, Glaxo ha speso in totale 158 milioni di euro (300 miliardi di lire) per i servizi, tra cui spese funzionali per 34 milioni
di euro, prestazioni e consulenze per 48 milioni di euro, attività promozionali per quasi 30 milioni di euro.

Nelle pieghe di quelle voci ecco far capolino un doppio sospetto. Da una parte di dazioni di denaro a funzionari pubblici, soprattutto di ospedali e Asl, in grado di indirizzare le scelte di spesa farmaceutica. Dall'altro, dazioni o utilità a favore di medici privati.

di Ubaldo Cordellini

L’Adige 13/02/2003
   
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