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venerdì 24 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Rassegna stampa


Mio padre ricoverato non parla che con noi.

«Le condizioni di salute di mio padre sono critiche. Siamo tutti molto addolorati e preoccupati».
A parlare è Adolfo Di Bella, figlio del noto fisiologo e inventore della terapia anticancro Luigi. Dalla sera del 27 maggio l'anziano medico è ricoverato all'ospedale Estense di Modena dove i medici lo tengono sotto controllo per diversi problemi tra cui quelli respiratori e cardiaci.

«La situazione è stazionaria — dice Adolfo Di Bella — Mio padre non è in grado di parlare con nessuno se non con i famigliari più stretti e qualche collaboratore che lo ha sempre assitito in via Marianini e continua ad assisterlo anche ora con affetto. Non è quindi possibile che mio padre abbia potuto rilasciare alcuna intervista».
Il riferimento è all'articolo apparso su un giornale nazionale il cui contenuto e le cui espressioni «non sono in linea con quanto sempre affermato dal professore. Ho già dato mandato al nostro legale — fa presente Adolfo Di Bella — di procedere nei confronti dei responsabili di questo atto inqualificabile».

Archiviata questa vicenda, il figlio del fisiologo modenese affronta per la prima volta un argomento decisamente 'pesante', quello dell'eredità scientifica di Luigi Di Bella. «Ho parlato diverse volte con mio padre di questo — dice Adolfo Di Bella — e lui mi ha spiegato chiaramente qual è la sua volontà. Le sue esatte parole sono queste: “Non ho alcun erede scientifico, non conosco alcun laureato in grado di comprendere e men che meno far progredire la mia opera scientifica”. Ciò che vuole dire è molto chiaro ed è anche stato messo per iscritto da tempo. Nel settembre dell'anno scorso, dopo una conferenza tenuta da mio padre a Fanano, abbiamo concordato un testo che contiene tutti i suoi orientamenti. Lui è sempre stato fiducioso e ha sempre creduto che prima o poi la sua terapia si affermerà a dispetto di tutto. E che la comunità scientifica prenderà atto della sua concezione scientifica. Nel suo laboratorio è sempre stata fatta ricerca pura e ci sono persone che hanno lavorato intensamente con lui».

Il Resto del Carlino 26/06/2003
http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/chan/29/5:4502179:/2003/06/26
   
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