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sabato 25 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Rassegna stampa

Risoluzione del deputato sul metodo anti-tumori
Di Bella: Ercole in campo

VIGEVANO. Una risoluzione destinata a suscitare il dibattito è stata presentata dal deputato della Lega Nord Cesare Ercole in Commissione Sanità per impegnare il governo ad accertare l'attendibilità scientifica della sperimentazione sulla Multiterapia Di Bella tenendo conto delle prove scientifiche raccolte dai Nas e delle testimonianze dei pazienti in sperimentazione e per adeguare la normativa sull'erogazione gratuita di somatostatina e retinoidi da parte delle Asl.
Risoluzione presentata dal deputato eletto nel collegio di Vigevano sulla luce della convinzione che diritto alla salute e «alla libertà di scelta delle cure continua ad essere riconosciuto dai giudici che condannano le Asl ad erogare gratis la MDB». Che cosa significa dunque questo documento e quali sono i passi successivi?
«Questo è l'ultimo di una serie di passaggi realizzati da me con altri della maggioranza per rivalutare il Metodo Di Bella iniziati con la question time al ministro Sirchia - spiega Ercole - una rivalutazione che nasce dalla constatazione che la sperimentazione non seguiva criteri scientifici. In base a quanto dichiarato dai Nas e dal figlio di Di Bella, sono stati dati farmaci scaduti a 1048 pazienti sottoposti alla sperimentazione, mancavano i retinoidi nella metà dei farmaci erogati dal Ministero, è stato trovato acetone, una sostanza riscontrata e ammessa dallo stesso Ministero e vietato dal professore perché giudicato tossico e cancerogeno. Solo quattro dei sette farmaci fondamentali sono stati usati e infine l'infusione della somatostatina senza siringa temporizzata, come prevede l'MDB, ha ridotto il tempo di somministrazione della sostanza. Per questo mi sto muovendo perché parta una sperimentazione nuova, seria e definitiva. Il problema però è anche di natura politica perché la prima sperimentazione è costata circa 50 miliardi e quindi brucia a qualcuno dire che non è servita a niente. La risoluzione, dopo l'approvazione in Commissione, andrà in aula ed il governo dovrà prendere atto che il legislatore vuole capirci meglio in questa terapia».
Lo scopo dell'operato di Ercole, quindi è far avviare una nuova sperimentazione che permetta di rendere disponibile a tutti la MDB.
«Una decisione che nasce da un fatto: tutti i pazienti che scelgono questa terapia vedono i loro ricorsi al TAR riconosciuti ed accettati - prosegue il parlamentare della Lega Nord - e così i pretori stanno costringendo le Asl a pagare terapie e somatostatina».
Sono quasi un migliaio i ricorsi in atto che provano quanti siano coloro che hanno comunque proseguito con la terapia nonostante il parere negativo dato dal Ministero. «Non dobbiamo creare false speranze - spiega Ercole - ma da politico mi pongo davanti alla libertà di scelta di cura che deve essere riconosciuta a tutti. E' chiaro che la MDB non funziona per tutti i tumori. Non va usata come un omnibus come nella prima sperimentazione. E' utile per certe patologie dove da risultati davvero eclatanti rispetto alla chemioterapia. I risultati quindi sono innegabili e lo provano le cartelle cliniche che mi ha inviato il professor Di Bella, con cui sono in contatto e le tantissime persone che si curano con la MDB che mi dicono di star bene. D'altronde ora la comunità scientifica, soprattutto americana, dopo gli studi usciti, ha rivalutato la somatostatina come adiuvante antitumorale».
Il cammino della nuova sperimentazione come si presenta? «Purtroppo, politicamente devo ammettere che sarà un cammino irto anche perché nella maggioranza non tutti la pensano in questo modo; inoltre basta leggere le risultanze di un mio emendamento nell'ultimo decreto sanitario in cui proponevo il finanziamento dell'MDB per vedere come la sinistra si è scagliata contro ed il professor Petrella oncologo, l'ha definita "una bufala". La mia speranza è che questa volta i media restino fuori, evitando la bagarre della prima volta, per permettere un lavoro sereno, sotto l'egida del professore. Non ho difficoltà a dire che in quella prima occasione, il professor Di Bella sbagliò accettando che altri praticassero il suo metodo; doveva essere lui a controllare la somministrazione e l'aspetto scientifico della sperimentazione».

MiriamPaola Agili

La Provincia Pavese 26/06/2003
http://www.laprovinciapavese.quotidianiespresso.it/provinciapavese/arch_26/vigevano/cronaca/pv204.ht
   
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