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venerdì 24 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Rassegna stampa

L'oncologo Di Salvo: 'Cura non valida ma era in buona fede' LE REAZIONI Un omaggio corale dal centro-destra
Sirchia: «Gli dobbiamo rispetto»

Il ministro Sirchia. "Una persona limpida e onesta, convinta di fare cose giuste alla quale dobbiamo rispetto". Il ministro della Salute, Girolamo Sirchia ricorda così Luigi Di Bella. Il ministro spiega di avere incontrato solo una volta il medico che divise il mondo scientifico per l'efficacia della sua terapia contro i tumori. "Sicuramente dava l'idea del medico che amava il malato, che lo ascoltava e che si immedesimava nei suoi problemi. Che la sua terapia non abbia retto alla verifica nulla toglie al valore dell'uomo".
Lui giusto, terapia errata Luigi Di Bella era un uomo onesto ma il suo piano di cura contro il cancro "non era valido". E' quanto afferma Enrico Di Salvo, direttore scientifico dell'Istituto per la cura dei tumori Pascale di Napoli. Di Bella, rileva Di Salvo, "ha fatto parlare di sé, era un medico onesto e non venale con una profonda umanità e con un senso della solidarietà". Purtroppo, aggiunge il direttore scientifico del Pascale, "si era invaghito di un piano di trattamento del cancro che la scienza ufficiale ha dimostrato non essere valido. Resta di lui però una evidente assoluta buona fede".
Il dolore di Aimi "Un grande medico, un grande scienziato, un grande italiano". Così l'avvocato Enrico Aimi, legale di Luigi Di Bella e consigliere regionale di An, ricorda il fisiologo al quale - dice - "mi ha unito un rapporto di affetto filiale". "Di Bella - sottolinea Aimi - è stato fino alla fine un esempio pulito di disinteressato amore per la ricerca e per le persone che a qualunque titolo a lui si rivolgevano. Un uomo senza tempo, che ha donato all'Italia e al mondo intero un protocollo di cura che rispecchia ordine e rispetto per la persona. Se oggi in Italia è cambiato positivamente il rapporto medico-paziente, e ancora se è possibile curarsi con metodi alternativi per le gravi patologie tumorali, questo lo si deve al fisiologo modenese. Abbiamo la serenità che ci deriva dall'avere combattuto una battaglia giusta e di avere avuto come esempio un uomo che ha inteso la vita come missione per il prossimo, vicino alla perfezione dei Santi".
Onore dall'avversario. Espressioni di cordoglio sono giunte ai familiari del professor Di Bella anche dal parlamentare Ds, Giuseppe Petrella, docente di oncologia dell'Università Federico Secondo di Napoli e negli scorsi anni acerrimo contestatore delle teorie scientifiche del medico modenese. I rilievi scientifici e le implicazioni sociali della vicenda collegata alla terapia a base di somatostatina furono raccolti in un volume "Un anno con Di Bella" che Petrella scrisse nel 1998. " E' stato comunque - ha dichiarato il parlamentare - un medico di altri tempi che ha dedicato la sua vita alla medicina e assoluta dedizione alla ricerca. La mia critica, oggi come ai tempi della sperimentazione della terapia anticancro messa a punto dal fisiologo modenese, non è mai stata rivolta alla sua persona, ma piuttosto a coloro che lo circondavano, trasformando le sue ricerche in nuove scoperte scientifiche capaci di animare false attese di guarigione e illusorie speranze di vittoria contro il cancro in tantissimi pazienti malati di tumore".
La Lega: un duro colpo."La perdita del prof. Luigi Di Bella è un duro colpo per tutti, è stato uno scienziato che ha avuto il coraggio di affrontare problematiche scientifiche importanti e difficili come quella della cura del cancro": è quanto ha dichiarato il capogruppo della Lega Nord alla Regione, Maurizio Parma.
Non sarà dimenticato "La scomparsa del professor Di Bella ci addolora profondamente. Oggi purtroppo si è spento un grande protagonista della scienza, un grande personaggio, un grande uomo". E' il commento dell'onorevole Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia e coordinatore regionale degli azzurri dell'Emilia."Chi ha lavorato per migliorare la vita di tutti - ha detto - dimostrando una profonda umanità, onestà e generosità, non può e non deve essere dimenticato. La nostra città poteva dargli di più. Come del resto il panorama scientifico italiano. Stima e riconoscenza accompagneranno il nostro ricordo
«Ansia di far del bene.
"Ho conosciuto il professor Di Bella in commissione sanità alla Camera, mi ha colpito subito l'ansia che aveva di voler fare del bene". Lo ha detto il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino commentando la morte del professore modenese.
Perseguitato politico.
"Non basta, come fa la Bindi, affidare Di Bella al Signore: anzitutto il Padreterno convoca ciascuno di noi quando crede senza il permesso della Bindi e del Parlamento, e poi per la verità storica va detto che oggi muore uno scienziato più che rispettabile e un perseguitato politico" afferma Gianfranco Rotondi Udc.
Nania: era umile e onesto"A nome mio personale e dei senatori di Alleanza Nazionale mi associo al cordoglio generale per la scomparsa del professor Luigi Di Bella, uomo umile ed onesto, medico scrupoloso e disponibile verso il malato a cui ha ridato speranza. Lo ricordiamo con rispetto, affetto e riconoscenza".
Protagonista della ricerca
'Il professor Luigi di Bella è stato uno straordinario protagonista della ricerca; è stato combattuto da larga parte delle istituzioni, ma è stato amato dal popolo", dice il presidente della Regione Lazio Francesco Storace.
Ostacolato dalla medicina "Di Bella si è trovato di fronte, puntualmente, l'ostilità preconcetta e ingiustificata di gran parte della medicina ufficiale nonché quella di una certa sinistra sempre pronta ad ideologizzare i problemi". Lo afferma il deputato di Forza Italia Fabio Garagnani.
Costa, la terapia continua La cura Di Bella aveva destato molte speranze, poi in buona parte spente dalla sperimentazione: ma ancora oggi non sono pochi coloro che si affidano ad una terapia che porta il suo nome e che non sarebbe giusto demonizzare.
Lo afferma Raffaele Costa (Forza Italia) secondo il quale, "il ricordo del professore deve indurre tutti ad una riflessione circa l'insufficienza degli sforzi anche economici per fare della ricerca contro il cancro un settore di più forte impegno finanziario e scientifico a tutela dell'intera umanità".
Una lezione di rispetto Il rispetto per il malato, il rispetto per la sofferenza, il rispetto per la morte: è quanto la vicenda Di Bella ha insegnato, secondo Franco Cuccurullo, Presidente del Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca, Rettore dell'Università Gabriele D'Annunzio di Chieti-Pescara, e, all'epoca del caso Di Bella, Presidente del Comitato etico del Ministero della Sanità, nominato da Rosy Bindi. "La gente - conclude Cuccurullo - è stanca di un rapporto con il medico e con il mondo sanitario che si è progressivamente inaridito sotto il profilo umano, perché si può essere anche molto bravi, ma solo se il paziente sente di avere nel medico un amico pronto a battersi per aiutarlo, metà del cammino verso la luce è già compiuta. Ed è forse questo uno dei messaggi più importanti della vicenda Di Bella. Ma per scoprirlo era davvero necessario un caso nazionale?"

La Gazzetta di Modena 02/07/2003
http://www.gazzettadimodena.quotidianiespresso.it/gazzettamodena/arch_02/modena/cronaca/dc902.htm
   
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