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martedì 21 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Rassegna stampa

Gli anni messinesi di «Gino»
L'infanzia a Monforte San Giorgio, gli studi nella città dello Stretto

MONFORTE SAN GIORGIO (Messina) – Luigi Di Bella, nato a Linguaglossa (Catania) il 17 luglio 1912, trascorse l'infanzia e l'adolescenza tra la provincia di Messina e la città dello Stretto. E messinese era la moglie, la dottoressa Francesca Costa (che sposò il 3 settembre del 1939), che riposa nel cimitero del Villaggio Pace. Dal matrimonio sono nati due figli: Giuseppe (1941) e Adolfo (1947). Da bambino visse a Pallegrino di Monforte San Giorgio, dove i più anziani lo ricordano come «Gino». Per Luigi Arimondi, classe 1913, non ci sono dubbi: in una foto di gruppo che qualcuno gli mostra riconosce subito «Gino», il suo compagno di giochi di un tempo. I suoi ricordi, malgrado i moltissimi ganni trascorsi sono nitidi e rammenta ancora quella litigata con Gino che si concluse con la rovinosa caduta di entrambi giù per le scale. Ma a Pellegrino, frazione di Monforte San Giorgio a ridosso dei Peloritani, non è solo Luigi Arimondi a ricordarsi di Gino; c'è chi riferisce che da piccolo Gino faceva il chierichetto e c'è chi ricorda il suo carattere allegro, cordiale ma insieme riservato. Di Bella trascorse nel piccolo villaggio di Pellegrino anche la sua prima giovinezza. Vi giunse, infatti, nel 1916 con le sorelle Annetta e Ciccina, che avevano vinto qualche anno prima un concorso magistrale ed erano state assegnate alle scuole elementari di Pellegrino. Annetta Di Bella, successivamente sposatasi con Antonino Pavone, mai dimenticato sindaco di Monforte San Giorgio negli anni '50, e la sorella Ciccina, per alleviare le fatiche della madre per via della numerosa prole, pensarono bene di portare con loro a Pellegrino oltre a Luigi anche altri fratelli. Anche i ricordi di Rosa Cavatoi Gangemi, «grazie ai rapporti di amicizia», sono altrettanto precisi: oltre a Luigi si ricorda, infatti, di Vittorio, Filippo, Giovannino, Maria, Filomena, Maddalena e Concettina. E, sotto la guida della sorella Anna, Luigi Di Bella compì i suoi primi studi nella locale scuola elementare. Ma anche il prof. Di Bella (che nel 1998 ricevette la cittadinanza onoraria nel piccolo comune messinese), rammentava bene questa fase della sua vita, ricordi vivi che sono riportati diffusamente nel libro a lui dedicato da Mauro Todisco «Non morirai di questo male». La notizia della scomparsa del prof. Di Bella ha suscitato grande cordoglio a Linguaglossa, dove nacque, così come nella comunità monfortese. Il sindaco del piccolo comune, Nino Romanzo, ha annunciato che quest'estate Di Bella sarà ricordato con un incontro a lui dedicato e che a lui sarà intitolata una strada del villaggio Pellegrino. Il prof. Di Bella si trasferì successivamente, mantenenendo però ben vivi i suoi rapporti con Pellegrino, a Messina dove continuò gli studi conseguendo la maturità presso il liceo scientifico Seguenza dal 1925 al 1929 (molti studenti ricordano ancora una sua appassionata “lezione” tenuta nel liceo peloritano nel marzo del 1999). Allora abitava sul viale Boccetta, in un appartamento dell'isolato che fa angolo con la via XXIV Maggio. E a Messina, presso la Facoltà di Medicina dell'Università, cominciò i suoi studi universitari. Qui il prof. Tullio, docente di fisiologia umana, intuendo di trovarsi di fronte a un giovane dalle notevoli capacità, lo volle suo allievo interno e quando, qualche anno dopo, si trasferì all'Università di Bari, lo portò con sé. E a Bari Di Bella si laureò in Medicina sostenendo dodici esami in più di quelli previsti dal corso di laurea. Ottenne quasi subito l'incarico per l'insegnamento della Chimica biologica all'Università di Parma e nel 1939 conseguì la libera docenza in Fisiologia umana e in Chimica biologica, discipline che insegnò all'Università di Modena, dove cominciò anche le sue ricerche e le sue sperimentazioni contro il cancro, con oltre 250 pubblicazioni. Andato in pensione, il prof. Di Bella, per continuare le sue ricerche, diede vita a Modena al laboratorio di via Stefano Marianini.

Santo Coiro

La Gazzetta del Sud 02/07/2003
http://www.gazzettadelsud.it/index.asp?Pagina=edizioni.asp&Edizione=edz-in.asp&ART=025
   
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