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giovedì 23 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Rassegna scientifica


Terapia Di Bella : l'ultima parola ?

Si hanno ripetutamente notizie di cure prodigiose per il cancro. L'ultima proviene dal fisiologo italiano Luigi Di Bella, la cui multi terapia comprende l'insieme di melatonina, bromocriptina, somatostatina, una soluzione di retinoidi, e a seconda dei tipi di tumore, la ciclofosfamide o l'idrossiurea. Le forze politiche e i media hanno condizionato il Ministero a sperimentare il MDB presso gli ospedali italiani. La ricerca che noi pubblichiamo oggi, che è già stata diffusa attraverso i media, suggerisce che il trattamento è inefficace e tossico.Tuttavia la ricerca avrebbe potuto essere meglio progettata. I ricercatori, finanziati dal governo italiano, hanno condotto i trials multi centrici indipendenti e incontrollati, nei quali è stata somministrata la multi terapia Di Bella a 368 pazienti con differenti tipi di cancro in fase avanzata. Gli sperimentatori non hanno riscontrato alcuna evidenza di una importante responsività clinica, ed il trattamento è stato interrotto nell'86% dei pazienti per la progressione della malattia, la tossicità o la morte. Noi sospettiarno che molti clinici possano trovare questo estremamente convincente, ma questo non è esatto. Non siamo in grado di giudicare se i pazienti arruolati in questi studi fossero rappresentativi, e non siamo in grado di sapere se i controlli avrebbero potuto essere fatti meglio o peggio. 1 ricercatori avrebbero dovuto condurre dei trials randomizzati e controllati.
Perché questi trials non sono stati randomizzati? Sebbene qualche esperto affermi che i trials clinici in fase Il usualmente non sono paragonabili, e gli autori affermino di usare questi studi per accertare se gli studi randomizzati siano garantiti, il miglior modo per togliere ogni pregiudizio è procedere alla randomizzazione dei pazienti trattati e confrontati con i gruppi di controllo. Le ragioni che usualmente si adducono per giustificare la mancata randomizzazione sono la difficoltà del reclutamento, i costi, le considerazioni di tipo etico, ed il tempo necessario allo studio. Le difficoltà della randomizzazione o del reclutamento in verità sono delle ragioni deboli. Una difficoltà potrebbe essere stata quella di portare a termine gli studi simultaneamente in 1 1 centri diversi in un periodo di 10 mesi. Allora perché non programmare un periodo di tempi più lungo? Gli autori affermano che probabilmente i pazienti non avrebbero permesso di essere sottoposti a diverse terapie (o in questo caso a trattamento placebo) in modo rando- mizzato. Ma è veramente così? Dato che alcune migliaia di pazienti avevano richiesto il trattamento Di Bella, alcune centinaia avrebbero potuto essere chiamat i a partecipare ad un trial randomizzato e controllato. Ci sarebbe stata una diminuzione dei costi.
Probabilmente sarebbe stato meglio sperimentare la terapia Di Bella in un minor numero di tipi di tumore, ma evidentemente c'è stata la necessità di sperimentare il trattamento in un ampio numero di tumori. Gli autori affermano anche che non avrebbero potuto eseguire dei trials randomizzati per ragioni etiche, ma ciò non è chiaro. Infatti si potrebbe obiettare che la qua- lità scadente di questi studi sia immorale. Il tempo probabilmente è stato il fattore che ha maggionnente influenzato l'andamento della ricerca, dato che c'è stata una grande pressione dell'opinione pubblica sul Ministero della Sanità per chiarire questo problema. Il progetto di questi studi è difettoso i risultati sono stati già comunicati; Di Bella e i suoi collaboratori probabilmente non avrebbero accettato i risultati anche se gli studi fossero stati randomizzati in doppio cieco e controllati con placebo. A questo punto perché abbiamo deciso di pubblicare questo articolo sul B.J.M.? Per prima cosa anche se i risultati sono apparsi sui media, questi studi ed i loro progetti non sono stati pubblicati su riviste scientifiche. Inoltre vorremmo renderci conto del perché di questa azione af- frettata e concertata di comune accordo verso una terapia giudicata inefficacia ma di grande importanza su vasta scala.
Da ultimo trattando questo argomento in modo serio, vorremmo evitare che in futuro si eseguano trattamenti medici di non riconosciuta efficacia con degli effetti collaterali negativi, oppure si intraprendono studi di scarso livello per cercare di risolvere importanti problemi.


(dal British Medical Journal del 23 1 1999 318:208-209)


A commento dell'aìlicolo possiamo fare alcune riflessioni importanti e porre dei seri interrogativi. E' evidente che c'è stata una granfretta di dimostrare l'inefficacia della terapia DB, e ci si può chiedere se ciò sia stato motivato dal timore di produrre una destabilizzazione troppo prolungata delle terapie tradizionali, mettendole in crisi. Quando il Ministero della Sanità Italiano si è assunto la responsabilità di una sperimentazione così importante, avreb- be dovuto considerare che si sarebbe trovato al centro delle attenzioni delle Comunità scientifiche internazionali, dovendo promuovere o bocciare con grande senso di responsabilità una terapia per una malattia sociale molto grave e di interesse mondiale. A tale scopo sarebbe stato dovere del Ministero di produrre un lavoro ineccepibile dal punto di vista scienti co, degno di essere pubblicato sulle migliori riviste internazionali.
D'altra parte, dato che alla data odierna sono stati raccolti più di 1300 lavori comprovanti l'attività antitumorale dei singoli componenti del MDB, o delle associazioni di alcuni di essi, e che la produzione diquesti lavori è in progressivo aumento, è facile dedurre che il non ammettere ciò, può essere segno di "disinformazione scientifica".Qualora inoltre vi fosse l'intenzione da parte di qualcuno di reinventare la terapia antitumorale, cercando di appropriarsi del MDB in tutto o in parte (e c'è già stato qualche tentativo in questo senso), dovrebbe tener conto dei numerosi lavori scientifici del Prof. Di Bella, pubblicati e accreditati da più di trenta anni. La nostra convinzione, basata sull'esperienza clinica, è che le terapie consolidate in campo oncologico hanno fatto il loro tempo, dimostrandosi tossiche e per lo più inefficaci. Questo perché sono partite da presupposti che sono risultati errati: il tumore non è un ospite estraneo all'organismo, ma rientra nei processi di accrescimento biologico, soltanto con ritmi diversi. Per curare questa malattia non è quindi necessario "distruggere" ma ricreare un equilibrio perduto.
Il tumore è una malattia a larghissima diffusione, e le conseguenze del male e delle terapie come effetto sono sotto gli occhi di tutti. Oggi più di ieri c'è una maggiore conoscenza della gente in campo medico scientifico, e soprattutto per questa malattia che ha ilpotere di terrorizzareper le sue conseguenze in grande percentuale mortali. Ilfatto che dopo la bocciatura ufficiale della terapia MDB le richieste per la stessa siano notevolmente aumentate, sta ad indicare che si sta assistendo ad un scollamento tra medicina "Di Stato" ed esigenza del malato a seguire una terapia di sua scelta, senza imposizioni di sorta. Oltre tutto questo principio è sancito da un articolo della Costituzione Italiana. Per concludere, nella ricerca della verità scientifica è sempre bene aver il beneficio del dubbio. La presunzione è nemica della verità scientifica, che è sempre una sola; è vero scienziato chi si dichiara sempre limitato nelle proprie conoscenze, anche se ha speso la sua vita tra i libri e il laboratorio. E'vero scienziato chi fa tutto questo indipendentemente dagli interessi personali, ma per il bene unico dell'umanità. Le persone veramente geniali, che hanno rivoluzionato e che possono ancora rivoluzionare il corso della scienza sono poche, e possiamo affermare di avere il privilegio di conoscerne uno.

British Medical Journal/commento di Achille Norsa

Per Vivere 23/01/1999
http://www.alternativepervivere.com
   
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