torna all'Home Page
   
domenica 19 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
  Contiene 752 articoli  
  News  
  Rassegna stampa  
  testimonianze  
  relazioni mediche  
  Rassegna scientifica  
  Diritto e Giurisprudenza  
  Editoriale  
  dedicato a  
 
Leggi un articolo estratto a sorte
 
Glossario
Ricerca per lettera iniziale:
a - b - c - d - e - f - h - m - n - p -
t -
 
Contatti
tel: 055 7330595
fax: 055 353345
0187 563172
e-mail: atsat@mediastaff.com

Rassegna stampa

MODENA. Stroncato da problemi respiratori, fu al centro di una tormentata stagione di polemiche con la medicina ufficiale Il padre del metodo anticancro aveva 91 anni
Il professor Di Bella è morto

Modena. Il professor Luigi Di Bella è morto ieri mattina poco dopo le dieci nella divisione di medicina dell’ospedale Estense di Modena, dove era ricoverato dalla fine di maggio. Il 17 luglio avrebbe compiuto 91 anni. I funerali si terranno oggi alle 11 nella chiesa parrocchiale di Fanano, un centro dell’Appennino modenese che Di Bella frequentava spesso per andare a pregare sulla tomba della sua allieva prediletta Anna Maria Rossi, là sepolta. La camera ardente è stata allestita nel pomeriggio di ieri all’ospedale Sant’Agostino, ed è stata meta fin da subito del silenzioso pellegrinaggio di un gran numero di persone.
Luigi Di Bella - celebre per la discussa terapia anticancro a base di somatostatina, melatonina e retinoidi - era stato ricoverato d’urgenza alla fine di maggio in condizioni già molto gravi, a causa di una crisi respiratoria indotta anche da quei problemi cardiaci che ne avevano consigliato un primo ricovero l’anno scorso in clinica, dove gli era stato impiantato un pace-maker.
In queste settimane, il figlio Giuseppe sta per dare alle stampe un libro che definisce il testamento spirituale dell’anziano fisiologo: «È la sintesi dell’opera di mio padre», dice, «e dovrà servire da punto di riferimento a tutti quelli che vorranno impegnarsi nello sviluppo della sua terapia».
La casa-studio di via Marianini 45, alla periferia di Modena, è stata fin dall’84 - anno del suo pensionamento - la sede delle sue ricerche, e il punto d’approdo, da tutta Italia e dall’estero, di tante persone alla disperata ricerca dell’ultima speranza nella lotta contro il cancro. Le sue terapie hanno provocato forti polemiche, scontri con il potere politico e la medicina ufficiale; per i critici, solo illusioni.
L’immagine dello scienziato curvo e canuto tenne banco soprattutto tra le fine del ’97 e l’estate ’98, quando le sperimentazioni sul suo metodo (frutto anche di ordinanze di magistrati, in primis il pretore di Maglie Carlo Madaro, che ordinò al Servizio sanitario nazionale di pagare le cure) fecero parlare a lungo stampa e oncologi. E fu memorabile il suo scontro con l’allora ministro della sanità Rosi Bindi. «Ho raggiunto buoni traguardi in silenzio, ignoto a molti ma non ai pazienti e ai parecchi colleghi che hanno creduto perchè hanno provato», scriveva Di Bella nel volume Cancro: siamo sulla strada giusta? . «I miei protocolli sono stati adottati, in 25 anni, da oltre diecimila pazienti. I risultati ottenuti e le tante remissioni mi hanno convinto che oggi possiamo avere meno paura dei tumori».
Di Bella, catanese di Linguaglossa, nato il 17 luglio 1912, ultimo di tredici figli, si laureò all’università di Bari con 110 e lode nel ’36, e il suo primo incarico fu quello di aiuto, per tre anni, nell’istituto di fisiologia umana dell’ateneo di Parma. Lavorò poi a Modena, e nel ’41 partì come capitano medico per la Grecia, dove diresse un ospedale da campo; nel ’48 conseguì la libera docenza in fisiologia umana e in chimica biologica.
Sono stati gli studi su melatonina e somatostatina e le applicazioni sui malati a creare interesse attorno a Di Bella, la cui terapia si proponeva di arrestare la crescita tumorale, inibendo la riproduzione delle cellule neoplastiche e creando le condizioni biologiche per controllare ed equilibrare la riproduzione delle cellule.
Ma fu il libro pubblicato nel febbraio di otto anni fa da un medico, Mauro Todisco, Non morirai di questo male , ricco di testimonianze di persone guarite, ad attirare per primo l’attenzione sull’anziano ricercatore e sui suoi protocolli di cura. Un anno dopo, a Monza, durante un dibattito i pazienti insorsero minacciando di denunciare il ministero della sanità per omicidio colposo plurimo se non fosse stato ritirato il decreto legge che comminava sanzioni ai medici che prescrivevano la melatonina.
Partirono le prime interrogazioni parlamentari, nacquero a Roma e a Trento le prime associazioni di pazienti. Poi fu un’ escalation di commenti, di prese di posizione pro e contro, di manifestazioni di piazza a favore del medico. Un sabato pomeriggio del marzo ’98 l’allora ministro della sanità Rosi Bindi - a poche ore di distanza da un’ imponente manifestazione pro-Di Bella a Roma - arrivò d’urgenza a Modena e si chiuse a lungo nella casa-studio di Di Bella. Mesi dopo, gli esiti della sperimentazione, sfavorevoli al medico, rinfocolarono le polemiche.

Il Giornale di Vicenza 02/07/2003
http://www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/nazionale/Bab.htm
   
  stampa quest'articolo
<<:: Pagina precedente invia l'articolo ad un amico

 

 

 

Cerca su Atsat.it


nel sito
nell'archivio articoli

Tutte le parole
Ogni parola
Frase esatta


Ultimi 5 articoli

 

 




Area Riservata
 

Newsletter A.T.S.A.T.
 

Segnala ad un amico
Nome mittente

 

Nome destinatario

 
e-mail destinatario
   
   
   
 

Risoluzione minima 800 x 600 - copyright 2002-2003 A.T.S.A.T. Onlus Firenze
web design by Mediastaff Web Solutions La Spezia in memoria di Susi

Condizioni d'utilizzo| Informativa sulla Privacy