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venerdì 17 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Rassegna stampa


Il prof. ...

Il prof. Luigi Di Bella è stato mio professore di fisiologia all'Università di Modena quando ero studente di medicina e di lui ho sempre mantenuto un buon ricordo: mi colpivano a quel tempo, come anche in seguito, il suo entusiasmo e le sue idee abbastanza rivoluzionarie nella terapia dei tumori.

Nonostante non abbia condiviso il suo approccio per la cura del cancro con la sua famosa terapia e nonostante i risultati negativi della sperimentazione condotta nel nostro Paese, almeno secondo i parametri che tutto il mondo adotta per la valutazione di un trattamento oncologico, riconosco senz'altro al prof. Luigi Di Bella una sincerità di intenti. Purtroppo però probabilmente molta gente non sa che quando si parla di cancro, si parla effettivamente di oltre 100 malattie diverse tra loro per cause che le determinano, per la storia naturale e per la risposta ai trattamenti.

Mentre alcuni tumori possono essere spesso guariti con le armi a nostra disposizione, soprattutto la chirurgia, ma anche con la radioterapia e la chemioterapia a volte combinate fra di loro, altri tumori invece non risentono positivamente dei trattamenti convenzionali e per questo tutti noi oncologici siamo pronti ad accettare nuovi approcci terapeutici, purché si dimostri che siano efficaci ed accettabili dal punto di vista della tossicità.

È necessario pertanto sottoporre ogni nuova cura ad una serie di sperimentazioni che, nel caso della terapia Di Bella, non ha passato il vaglio della valutazione scientifica che è stata pur messa in campo, con uno studio che non solo ha coinvolto tutti gli istituti dei tumori italiani, ma che ha avuto la supervisione dei maggiori esperti mondiali della terapia del cancro.

Certamente in alcuni pazienti la terapia Di Bella ha potuto portare dei vantaggi sintomatici anche per il semplice fatto che tra i 10-15 farmaci che vengono impiegati, vi è, per esempio, un ormone sintetico che si chiama Acht (nome commerciale Synacten), farmaco molto impiegato anche dagli oncologi in quanto può far stare molto meglio un paziente oncologico avanzato perché può ridurre i sintomi, ma purtroppo molto raramente il tumore stesso.

Inoltre, tra i farmaci della terapia Di Bella vi erano quasi sempre dei chemioterapici antitumorali veri e propri, come quelli che usano gli oncologi medici, penso al Ciclofosfamide (nome commerciale Endoxan), che come viene impiegato nella terapia Di Bella ha una sua propria attività antitumorale che fra l'altro può portare non solo a risposte cliniche, ma anche a tossicità gravi a carico del midollo osseo. Ovviamente questo classico farmaco antitumorale non viene impiegato al meglio nella terapia Di Bella,almeno secondo i criteri oncologici accettati in tutto il mondo.

Comunque, nonostante l'insuccesso della terapia Di Bella e le molte speranze che non sono state soddisfatte in migliaia di pazienti che purtroppo non ce l'hanno fatta nonostante la sua terapia, non dimenticherò mai la sua intelligenza, il suo coraggio e la sua generosità.

di Umberto Tirelli

Il Gazzettino 02/07/2003
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