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venerdì 24 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Le reazioni - La morte di Luigi Di Bella riapre le polemiche politiche
La destra difende il professore - Rosy Bindi: una vicenda dolorosa

Milano - Indiscussa la sua umanità e la sua umiltà ma sulla sua terapia c'è ancora scontro. La morte del professor Di Bella riapre le polemiche che non riguardano solo il mondo scientifico ma anche e soprattutto quello politico.
«La sua morte rievoca una vicenda dolorosa e difficile contrassegnata da una grave strumentalizzazione della sofferenza dei malati di tumore da parte di forze politiche del centrodestra», afferma l'ex ministro della Sanità, Rosy Bindi, «di alcuni magistrati e parte dei mass media, che insieme hanno alimentato un clima di irrazionalità e irresponsabilità».
Ma Rosy Bindi, nonostante le critiche verso l'operato del professore, dice che «il suo caso non è stato vano. Se pur a caro prezzo si è affermata una maggiore consapevolezza dei principi di appropriatezza ed efficacia delle cure e una diffusa condivisione delle regole sulle sperimentazioni cliniche».
Ma chi difende la sua terapia non molla l'osso e continua ad alimentare speranze: «La cura aveva dato molte speranze poi buona parte spente dalla sperimentazione: ancora oggi non sono pochi coloro che si affidano alla sua terapia», afferma Raffaele Costa (Forza Italia). E c'è chi, come il presidente della Regione Lazio, Francesco Storace, difende a spada tratta l'intera figura del professore Luigi Di Bella: «E' stato uno straordinario protagonista della ricerca che ha visto andargli contro larga parte delle istituzioni. Ma è stato armato dal popolo». E sull'onda di Storace è anche Fabio Garagnani, di Forza Italia, che sottolinea come Di Bella sia stato ostacolato dalla medicina e anche dalla sinistra.
L'aspetto politico del caso-Di Bella è dunque ancora in primo piano e se da An e dal gran parte del centro destra arrivano dichiarazioni di solidarietà verso il lavoro del professore modenese, da parte di altri politici si sottolinea la sua umiltà e umanità. Sono queste le caratteristiche che ricorda Graziano Pattuzzi, presidente della Provincia di Modena ed è soprattutto il ricordo di Franco Cuccurullo, presidente del comitato etico per la sperimentazione Di Bella nel 1998 e attuale presidente del Comitato di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca, che mette a nudo gli aspetti buoni e cattivi dell'operato del professore. «Sotto il profilo scientifico il mio ricordo di Di Bella è negativo», ammette Cuccurullo, «perché tutte le sperimentazioni sulla multiterapia si sono rivelate fallimentari. Ma sotto il profilo umano è stato un grande perché ha riportato l'uomo al centro della terapia. Stabiliva un contatto psicologico straordinario con i suoi pazienti. E questa è un'eredità importante che lascia».
«Tutti ricorderanno il prof. Luigi Di Bella come uno scienziato caparbio e ingegnoso, ma in particolar modo come una persona seria, responsabile e disinteressata». Lo afferma in una dichiarazione Maurizio Parma, capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale. «E' stato uno scienziato che ha avuto il coraggio di affrontare problematiche scientifiche importanti e difficili come quella della cura al cancro. Ha saputo convincere e guadagnarsi la fiducia dei suoi pazienti che hanno voluto provare la sua terapia anche se era in contrasto con la cosiddetta 'medicina ufficialè».

r.r.

Libertà 02/07/2003
http://quotidiano.liberta.it/QuotidianoArticolo.asp?Qpar=&IDArt=20&Fname=0207INT202.jpg
   
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