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giovedì 23 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Rassegna scientifica


Quale metodo?

Nessuno, direttamente o indirettamente coinvolto, può ormai disinteressarsi del proble ma del secolo, il cancro, non solo per la crescente probabilità di diventasse vittima domani, ma anche per le sofferenze di ogni natura inflitte dalla malattia. Siccome la decisione sul trattamento non dipende da noi, non ci rimane almeno questo! che la scelta: chirurgia? Radiazioni? Chemioterapia? In una famosa caricatura della monografia del 1985 di Buchner & Coll. Sulla Tumor Aneuploidy, la povera paziente che ascoltava la diatriba fra i partigiani delle tre scelte esclamava, dolorosamente colpita: "Deleted! " (povera me! Son finita!).
Se fossimo sinceri od avessimo il coraggio di esserlo, potremmo semplicemente dire che di tumore si muore, e piuttosto male, perché sappiamo con certezza tutto l'iter di rinunce, deforrnazioni fisiche, dolori, anche inflitti con raffinata crudeltà, che ci aspettano per guadagnare, in apparenza, un mese o un anno di vita.
Progresso? Tutto sta a specificare il significato della parola. Se progresso significa eleganza nei metodi di preparazione di potentissimi veleni, accuratezza nella determinazione della potenza di energia radiante su superfici ed a profondità perfettamente calcolate, raffinati metodi di perfusione, allora il progresso è
innegabile. Se per progresso s'intende mantenimento delle doti mentali e fisiche, sarebbe onesto dire che i metodi di cura oggi invalsi non lo consentono. Si cura meglio il dolore, si riducono le mutilazioni, si trapiantano organi, ecc., ma l'oncologo cosciente rifugge dal parlare di guarigioni e sceglie termini ambigui ed elastici come metodi palliativi, di man- tenimento, di consolidamento, termini tutti che hanno solo significato convenzionale.
Indipendentemente dall'apparente o reale progresso, la terapia medica del cancro si alterna oggi fra i poli della chemioterapia (CT) ed i cosiddetti metodi alternativi. L'illustrazione, apparentemente obiettiva, dei metodi alternativi, unconventional cancer treatments, si trova nel volume relativo al Congres so USA - Office of Technological Assessment -; mentre la critica spassionata dei principi relativi si trova nell'ormai introvabile volume di Ralph W. Moss "The Cancer Syndrome" della Grove Press Inc., 196 West Houston Street, New York, N.Y. 100 1 4, che ha avuto anche una traduzione italiana.
Per i principi degli "Unconventional methods", rimandiamo al precisato volume edito dal Congresso USA, mentre i principi generali della terapia dei cancro si trovano sufficientemente svolti nel classico volume di Clinical Oncology di Abelof M.D. & Coll. (Churchill Livingstone, 1995, New York).
Tra i principi della terapia generale dei tumori, non CT, quelli che più si avvicinano ai metodi propu- gnati da Di Bella sono i Metodi Biologici, nei quali gli effetti antiblastici sono dati soprattutto dai meccanismi di difesa naturali, come le sostanze immunologicamente attive; si tratterebbe di esaltare i meccanismi naturali di difesa mediati dagli anticorpi (umorali) o dalle cellule, o da entrambi essendo interdipendenti.
Nei principi alla base del Metodo Di Bella, si propone la modulazione negativa o positiva di fattori endo-od esoergonici, considerando il tumore come la conseguenza cronica di questa atassia quantitativa, nel momento in cui da episodica diventa costitutiva.
Non occorre andare molto lontano per trovare tali fattori. Basta ricordare la somatostatina, la somatropina, la prolattina e, anche se di minore importanza, tanti ormoni e mediatori chimici da una parte, ed i nuinerosissimi esoergoni dall'altra, a partire dagli acidi retinoici, dai carotenoidi e dall'axeroftolo, fino alle aftatossine. Si tratta di molecole che con meccanismi diversi esercitano effetti spettacolari in quantità esigue.
La sostanza viva si differenzia da quella morta per il suo continuo divenire causato da fenomeni intrinsechi autoregolati, solo in parte condizionati o modificati dal mondo esterno.
Di molti di questi endo od esoergoni, sappiamo già tanto da poterli impiegare per utili fini, essendo più che sufficiente la sperimentazione già fatta, che ha valore di acquisizione scientifica definitiva. Studiare sull'impiego, sulle modalità d'azione della somatostatina, o della prolattina o di altri ormoni, ovvero della vitamina A ed E, del carotene, degli ac. Retinoici ecc. è quantomeno ozioso, perché quel che si conosce è già tanto solido da non esigere conferma o approvazione.
Se il tumore è crescita, se la crescita è in genere regolata (inibita) da questi fattori, è ozioso chiedere un protocollo a conferma. Il metodo DB nasce da acquisizioni saltamente scientifiche, da verità cioè definitivamente acquisite dalla Scienza Ufficiale, non più bisognevoli del vaglio di una sperimentazione clinica.
Si confonde un'infarinatura di un metodo scientifico, con l'applicazione, moralmente doverosa e scientificamente irreprensibile, per fini umanitari.
Indipendentemente da questo il metodo è difficilmente attuabile con rapidità solo perché occorre cambiare cultura, mentalità, mezzi, uomini, sistemi; cambiamenti che oltre ad urtare contro formidabili radicatissimi interessi, rivoluzionano idee statiche, immutabili.
Il cambiamento di indirizzo terapeutico dei tumori implicherebbe prevedibilmente un mutamento di mentalità pratico-scientifica, il che può avvenire molto lentamente.
Occorrerebbe intanto cominciare a dare alla CT non più del valore che le spetta e consentire la diffusione del metodo DB, quale già praticato da numerosi pazienti e sanitari che l'hanno applicato con successo, e facilitare l'uso della Somatostatina nei casi accertati di tumore.

Prof. Luigi Di Bella

Per Vivere 04/04/1999
http://www.alternativepervivere.com
   
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