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lunedì 20 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Rassegna stampa

SPERANZE E ILLUSIONI Cinque anni fa la bufera sulla terapia giudicata non utile e nociva da una apposita Commissione
Zocchi: «Mia figlia la curerei con il metodo del professore»

Vittorio Zocchi, 61 anni, da 31 è medico di famiglia: «Non come certi farmacologi, che il malato nel letto non l’hanno mai toccato». Da sempre è un seguace convinto di Di Bella e ne applica la cura.
Dottore, in quali casi la sconsiglia?
A volte l’esperienza dice di affidarsi alla chemioterapia, specie nei tumori del sangue. Ma per molti altri casi di tumore indicherei certamente la cura Di Bella: ci sono tumori solidi su cui la chemioterapia non fa nulla, al punto che gli stessi medici la sconsigliano, e non parlo di oncologi "pro Di Bella"!
Lei da 31 anni cura malati. In coscienza ha visto guarire qualcuno grazie alla somatostatina?
Peccato che solo pochi pazienti si affidano alle cure del professore fin dall’insorgere del male: a noi arrivano i terminali, chi con la medicina ufficiale ha già fallito, se no i successi sarebbero anche di più. Ma le cito due rari casi di donne che hanno ricevuto solo la cura Di Bella: Miriam, 42 anni, un tumore al seno stupidamente tenuto nascosto per anni, divenuto metastasi a ossa, polmoni, fegato. Non c’era nulla da fare, non le fecero nemmeno la chemio. Lei venne da noi: in due anni non ha più nulla. Donatella, 41 anni, carcinoma duttale infiltrante diagnosticato all’Istituto dei Tumori di Milano. Rifiutò la mastectomia e scelse la cura Di Bella: tumore sparito.
Una scelta difficile...
Potrei citarle persone con il cancro al pancreas sopravvissute per anni. Inoltre la cura Di Bella è adatta ai tumori alla mammella, ai linfonodi... Ma direi che quasi sempre otteniamo buoni risultati: che possono essere anche solo una migliore qualità della vita o il morire senza sofferenze atroci.
I costi?
Un decimo della chemio, sui 600 euro al mese. E alcune Regioni, ad esempio la Toscana, li rimborsa.
Eppure la sperimentazione...
Una sperimentazione seria non si fa in tre mesi. È stato un errore accettare che venisse fatta da persone prevenute e non da noi.
Si metta una mano sul cuore: se domani sua figlia avesse un tumore al seno?
Ha 29 anni, la lascerei scegliere. Se però mi chiedesse un consiglio? Parlo da padre: niente chemio, certamente cura Di Bella.

Da Milano (L.Bell.)

L'Avvenire 02/07/2003
http://www.db.avvenire.it/avvenire/edizione_2003_07_02/articolo_356341.html
   
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