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lunedì 20 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Rassegna stampa

Tratto dalla puntata di Report di giovedì 11 ottobre 2001 ore 20:50 - Rai 3
"Il marketing del farmaco" - parte 1

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Credo che molti di noi possano dire di conoscere personalmente almeno un medico che si rovina la salute per quella dei suoi pazienti . Questi medici, che non sono due o tre, non si fanno influenzare dal signor Giulio, ma altri si', e sono piu' di due o tre. Gli informatori sono 30.000 ed è evidente che non sono tutti uguali, ma se fossero solo 2 o 3 non saremmo qui a parlarne, e che l'azienda che produce farmaci deve vendere è un fatto. Ancora prima di andare in onda abbiamo ricevuto lettere : "SONO UN'INFORMATRICE SCIENTIFICA CHE LAVORA PER UNA GRANDE MULTINAZIONALE ...NOI NON SIAMO IMBONITORI, NON COMPRIAMO I MEDICI, CHI LO FA E' DISONESTO…E''UNA PICCOLA REALTA'". GIORGIA ANCONA. Poi il Presidente e il Vice Presidente dell'Associazione Italiana Informatori Scientifici: "NON E' INFANGANDO INTERE CATEGORIE CHE SI RISOLVONO I PROBLEMI". Dall'altra parte Silvio Garattini, un' autorita' nel campo della farmacologia, che la settimana scorsa scrive: "GLI INFORMATORI HANNO IL COMPITO DI ILLUSTRARE I VANTAGGI DEI PROPRI FARMACI RISPETTO A QUELLI OFFERTI DAI PRODOTTI DEI CONCORRENTI ; POICHE' SONO PAGATI E FANNO CARRIERA SULLA BASE DELL'AUMENTO DELLE VENDITE, E' ASSAI IMPROBABILE CHE NELLE LORO CONVERSAZIONI SI SOFFERMINO AD ILLUSTRARE GLI EFFETTI TOSSICI O I PUNTI DI DEBOLEZZA DEI LORO PRODOTTI.
Inoltre LA PRESSIONE PROPAGANDISTICA SI TRADUCE IN UNA CIFRA CHE VA DAL 30 AL 50% DI MEDICINE NON NECESSARIE".
Senza fare di ogni erba un fascio, la portata del fenomeno è grande.
L'inchiesta di Paolo Barnard che vi mostreremo questa sera fa un percorso lungo dentro il marketing del farmaco, ma il punto di partenza è proprio l'informatore scientifico, e il suo ruolo. Il farmaco non puo' e non deve essere pubblicizzato o venduto come un qualunque altro prodotto, ma ricordiamolo, dietro al farmaco ci sono le direttive dell'azienda che lo produce.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Signor Giulio, che cos'è che io non so quando mi siedo davanti al mio medico generico e ho un problema di salute?
INFORMATORE
Lei non sa che prima di lei sono passato io.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
E lei chi è?
INFORMATORE
Io sono il rappresentante, l'informatore.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
E perché la sua presenza è un pericolo per la mia salute?
INFORMATORE
Perché io spesso per convincere un medico a prescrivere certi farmaci uso metodi come le cene, i regalini, i congressi eccetera.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Quindi lei mi dice che se il mio medico generico mi prescrive un farmaco, spesso è perché ha ricevuto un regalo da uno come lei?
INFORMATORE
Molto spesso è così.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Questo accade anche in ospedale?
INFORMATORE
Anche, addirittura certe aziende hanno linee di informatori che fanno solo gli ospedali.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Questo uomo faceva parte di quella schiera di giovani incravattati che troviamo spesso negli studi dei medici e che si chiamano informatori scientifici: alle dipendenze delle case farmaceutiche, questi avrebbero il compito di informare i dottori sui nuovi farmaci, ma purtroppo sembra che la loro specialità sia quella di corromperli per ottenere più prescrizioni. Il mio testimone ha deciso di raccontare quello che sa su questo fenomeno, che prende il nome di comparaggio; si nasconde dietro l'anonimato perché rischia molto, infatti mi ha detto che l'industria del farmaco non è tenera con i dissidenti. Giulio ora ha altro da raccontarci. Se domani avete un appuntamento col vostro medico, è meglio che ascoltiate con attenzione.
Come fate a coccolare i medici affinche' prescrivano i vostri farmaci anziché altri?
INFORMATORE
Dipende dal medico. Alcuni arrivano a prendere le mazzette, altri si accontentano di gadget, di congressi-vacanza, di un apparecchio per la pressione, di una bilancia. Poi ci sono i gadget che non si vedono, come il telefonino, il programma computer, per i quali si chiede qualcosa in cambio.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Cosa?
INFORMATORE
La prescrizione.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Giulio, questo sistema fa parte di un'iniziativa di uno o due produttori o è diffuso?
INFORMATORE
E' un sistema tipicamente italiano, e in Italia chi non applica questo sistema è tagliato fuori. I grossissimi produttori che non applicano il sistema si trovano svantaggiati rispetto agli altri.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Giulio denuncia un sistema che, come lui stesso ammette, riesce a corrompere solo una parte dei medici, ma che è sufficiente a falsare tutto il mercato del farmaco nostrano. Le sue sono parole supportate anche da documenti.
INFORMATORE
Provare l'esistenza del comparaggio è difficile, ma qui ci andiamo vicini... cosa abbiamo qui?
Questo documento ufficiale di una Usl parla di una donazione di 5 milioni fatta da me per conto di una nota casa farmaceutica a un grosso ospedale di Genova, divisione di cardiologia, finalizzata allo sviluppo di un farmaco ipertensivo, donazione fatta con una motivazione assurda.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
E questo altro documento cosa ci dice?
INFORMATORE
Questo dimostra che nel periodo immediatamente successivo alla donazione le vendite di quel farmaco sono triplicate nelle farmacie di quella zona.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Però lei prima mi diceva che ha avuto dei guai in questa storia, perché alla fine il numero di scatolette prescritte non è stato quello che voi vi aspettavate
INFORMATORE
Sì, non hanno prescritto secondo i patti e io me ne sono dovuto andare, ho perso il posto.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Ma se io faccio l'avvocato del diavolo e le dico: non potrebbe essere che il farmaco ha venduto di più perché era un buon prodotto, con meno effetti collaterali, lei cosa risponde?
INFORMATORE
E allora perché abbiamo donato 5 milioni a quel reparto?
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Lei però ha bianchettato sia il nome della casa farmaceutica che quello dell'ospedale e del primario, e non me li vuole dire, perché?
INFORMATORE
Perché ho ricevuto delle minacce, anche fisiche, e lascio a chi vuole il cercare chi è.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE (interviste in strada)
Buongiorno, sono di Rai Tre, posso farle una domanda?
DONNA 1
Si'
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Lei ha un medico generico?
DONNA 1
Si'
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Sa cosa è il comparaggio?
DONNA 1
No
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Lei dal medico ha mai visto quei giovani incravattati, con la valigetta ventiquattr'ore?
DONNA 2
Certo
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Sa chi sono?
DONNA 2
Rappresentanti
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Informatori farmaceutici. Sa cosa fanno gli informatori farmaceutici?
DONNA 2
No, non lo so
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Lei ha un medico generico? Sa cosa è un informatore farmaceutico?
UOMO 1
Si'
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Li ha visti dal medico?
UOMO 1
Si'
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
E lei sa cosa fanno questi signori?
UOMO 1
Danno delle informazioni sui nuovi prodotti da dare poi al cliente
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Tutto qui?
UOMO 1
Penso diano informazioni scientifiche in merito all'efficacia del medicinale
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Se le dicessi che a volte tentano di corrompere i medici, lei cosa mi dice?
UOMO 1
Io non sono del ramo quindi non so
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Ma non ha mai pensato che potesse essere una possibilita'?
UOMO 1
In Italia tutto puo' essere
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Di comparaggio, sa qualcosa? Niente?
UOMO 2
No
INFORMATORE
A questo punto c'è un documento di marketing di un'azienda farmaceutica che ho conservato e che si chiama piano di lancio, per una nuova medicina. Per esempio, vi si dice: "costruire un gruppo di opinon leader, e cioé i baroni universitari e ospedalieri, fidelizzati alla casa farmaceutica"!
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Fidelizzati significa?
INFORMATORE
Resi molto fedeli all'azienda, molto riconoscenti, da impiegarsi come testimonial del prodotto.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Cioé, devono essere fedeli alla casa farmaceutica? Ma questo è molto spudorato.
INFORMATORE
Ma c'è di peggio. Diventa ancora più spudorato quando si parla di "Obiettivo", e dice: "costruire rapporti continuativi con specialisti e medici generici dalla resa prescrittiva elevata", cioé che possano prescrivere tante scatolette.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Questo vuol dire che le aziende identificano dei medici dall'alto potere prescrittivo.
INFORMATORE
Dalla resa prescrittiva elevata.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Ci sono, esistono, quindi io mi siedo davanti a uno di questi, non lo so, e questo potrebbe essere uno fidelizzato all'azienda. Questo succede tutti i giorni.

INFORMATORE
Regolarmente.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Nella telefonata che segue un noto cardiologo mi conferma che lo scambio di favori fra case farmaceutiche e medici è una realtà. Si parla di congressi di medicina in luoghi esotici usati talvolta per coccolare i dottori in cambio di prescrizioni.
CARDIOLOGO (al telefono)
Per fare l'esempio banale dei congressi, io sfrutto queste sponsorizzazioni perché mi fanno comodo, ed è l'unico rapporto che ho con le case farmaceutiche. In questo caso la mia correttezza morale nei confronti del paziente non è toccata perché io prescrivo comunque il farmaco che devo prescrivere e invece di mettere il nome di una ditta ne metto un'altro, e favorisco...
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
E questo perché la invitano al congresso?
CARDIOLOGO (al telefono)
Mi invitano al congresso e allora invece che mettere il primo nome che mi viene in mente io metto il farmaco del congresso.
INFORMATORE
Esiste una teorizzazione sul congresso come arma di fidelizzazione del medico, per renderlo riconoscente a chi l'ha mandato a farsi una bella vacanza con la scusa dell'aggiornamento. All'inizio dell'anno ogni informatore ha una lista di posti disponibili per congressi in giro per il mondo, cui mandare i medici interessanti, quelli che prescrivono tante scatolette. Qui ho una lista curata da me dove si vede il congresso al Cairo, naturalmente a febbraio, quello a Salvador de Bahia, a dicembre, e poi in Sardegna a giugno, a Ischia a maggio e così via. Qui ce n'è anche uno a Washington, uno serio, ma qui c'è un solo posto ovviamente, per gli altri ce ne sono diversi.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
E allora andiamoci a uno di questi congressi, e guarda caso siamo in giugno, in Sardegna e ospiti di una località balneare fra le più belle d'Italia. Si tratta del congresso nazionale di neuropsichiatria infantile, e il primo impatto è con gli stand delle multinazionali farmaceutiche proprio nel cuore dei lavori. Ho l'accredito stampa e sono riconoscibilissimo. A telecamera accesa colgo solo simposi e relatori seriamente concentrati sui temi di medicina. Tutto sembra contraddire la denuncia del mio informatore pentito. Poi, decido di nascondere la telecamera, e il quadro cambia.
(GIOVANE CHE SI ABBRONZA IN SPIAGGIA CON LA VALIGETTA DEL CONGRESSO L'AUTORE LO RIPRENDE CON LA TELECAMERA NASCOSTA).
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
E voi siete qua col congresso?
GIOVANE 1
Sì, col congresso
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Col congresso, e quindi non pagate voi... no?...beati voi medici!
GIOVANE 1
C'è qualcuno che paga... io veramente lavoro per una azienda farmaceutica e siamo noi che paghiamo i medici, loro vengono pagati da noi, sponsorizzati.
GIOVANE 1
Noi abbiamo sbagliato tutto nella vita... dovevamo passare dall'altra parte della barricata...
GIOVANE 2
Dovevamo fare i medici.. perché noi viaggiamo ma viaggiamo per lavoro e allora vedi stiamo scappando perché siamo già un pò in ritardo...
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Sì però voi siete in spiaggia e i medici sono al simposio..
GIOVANE 2
Però aspetta, al simposio lo sai quanto c'è? il 10%! li vedi questi qua (a prendere il sole)? questi qua sono tutti congressisti.
(PARLANO ALCUNI MEDICI CONGRESSISTI)
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Ecco, tu vieni qua e vedi che c'è la Novartis in prima fila e allora dici: un medico che viene ospitato a un convegno così, al mare in un posto stupendo qualcosa in cambio dovrà pur dare... è vero o no che vi sponsorizzano?
MEDICO 1
Certo... assolutamente..
MEDICO 2
Adesso qui vengono solo italiani, ma io ho visto un'industria che paga il viaggio a degli psichiatri che non capiscono l'inglese e li manda in capo al mondo. Io ho avuto vergogna di essere con loro, perché che cavolo ci facevano a quel congresso? Era ovvio che era un premio per aver prescritto il farmaco... Esiste questo!
MEDICO 1
747 organizzati dall'Italia di psichiatri che prima di tutto non vanno mai (ai simposi)...non capiscono un cavolo di inglese e poi vanno a fare shopping con le loro magliette Polo in giro a lamentarsi che non mangiano la pasta al dente...

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Da quel che emerge i congressi sono luoghi di incontro di promozione , di conoscenza, ma anche l'occasione di svago o riposo in cambio di una prescrizione. Ma chi organizza i congressi, ovvero le grandi aziende farmaceutiche, lo sanno che i congressisti invitati, ovvero i medici, sono attratti piu' dalle spiagge che dalle relazioni scientifiche?
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Ad un congresso in una localita' esotica il medico in realta' se ne sta in spiaggia non non va ai simposi. Che cosa potete fare per correggere questo comportamento?
GIAN PIERO LEONI - presidente Farmindustria
Se noi avessimo queste informazioni, se ci fosse una evidenza chiara che il medico, guardi che si tratta di medico specialista che viene invitato, se il medico non partecipa noi abbiamo suggerito agli organizzatori di questi congressi per esempio di controllarne e verificarne la presenza, di fare dei questionari che testimonino l'apprendimento e quindi facciano prova della presenza. Se pero' qualcuno fa diversamente bisognorebbe avere delle indicazioni precise perche' lei sa che i rumori sono molti e non si puo' andar dietro ai rumori, tanto per essere chiari.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
E allora torno sui grandi sponsor di questo congresso: ascolto la relazione di un noto neuropsichiatra infantile su alcune terapie farmacologiche per bambini con gravi problemi di comportamento. Si parla di farmaci, e leggo che la sua relazione è di fatto sponsorizzata da due note case farmaceutiche, la Novartis e la Eli Lilly.
ALESSANDRO ZUDDAS - Professore Universita' di Cagliari
Allora, io ho fatto la relazione su quello che io penso e per organizzare un simposio ho chiesto aiuto alle industrie.Io non lavoro per Novartis, ed è normale che l'industria finanzi la ricerca, il problema è la correttezza delle informazioni, garantita dalle fonti che io cito.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Dottore io non sto dicendo che lei è corrotto. Ma se una persona vede il simposio, la ditta che paga tutto, e il suo farmaco sta lì per essere presentato, e poi gli addetti ci dicono che i medici sono pagati e sponsorizzati, allora nasce il sospetto capisce?. Non sarebbe meglio che queste cose si facessero senza aziende sponsor?
ALESSANDRO ZUDDAS - Professore Universita' di Cagliari
Sono d'accordo con lei ma questo in Italia è impossibile.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Su questo il Dottor Zuddas ha ragione da vendere, e infatti denaro pubblico per i congressi e per le ricerche, in Italia, ve n'è ben poco. Ma mi rimane il sospetto che la presenza qui di sponsor farmaceutici così potenti miri ad interessi meno nobili, e che i ricercatori come Zuddas, per quanto certamente in buona fede, siano anche vincolati al successo commerciale dei farmaci che studiano. Per ottenere conferme mi tocca nascondere di nuovo la telecamera, e puntualmente la musica cambia.
PARLA UNO PSICHIATRA RIPRESO CON TELECAMERA NASCOSTA
PSICHIATRA
Questo è il primo congresso finanziato in questo modo dalle aziende, che noi abbiamo nella nostra storia...
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
E perché?
PSICHIATRA
Perché oggi ci sono i farmaci che interessano...Se vuoi, loro stanno investendo in un settore nel quale fra pochi anni ci saranno grandi profitti, per esempio c'è un farmaco che si chiama Tomoxetina...
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Della Eli Lilly.
PSICHIATRA
Che di fatto sta finanziando Alessandro Zuddas, non è un segreto, tutti qui hanno, io no, ma hanno delle ricerche finanziate dalla Lilly su questo farmaco che sarà pronto a Ottobre.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Ecco allora io mi chiedo Zuddas poi in cambio cosa dovrà dare?
PSICHIATRA
Questo devi chiederlo a lui!
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Io gliel'ho chiesto e lui dice niente, dice che la sua coscienza…
PSICHIATRA (ridendo)
Questo è un problema della sua coscienza... tu hai fatto delle domande e di fatto hai avuto queste risposte... però sostanzialmente è questo l'elemento di grande complessità.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Comparaggio, medici fidelizzati, congressi per coccolare il medico dall'alta resa prescrittiva, ma tutto questo, alla fine che costi ha per noi pazienti, e soprattutto per la collettività?
INFORMATORE
Il disastro peggiore è che in Italia non c'è ricerca sul farmaco, perché i soldi le case farmaceutiche li spendono tutti per il comparaggio, da notare che sono soldi pubblici, perché il grosso fatturato la aziende lo fanno con i farmaci di fascia A, quelli rimborsati dallo Stato.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Il mio informatore ha tenuto la ciliegina sulla torta per ultima, e la dedica a tutti i medici che in questo momento lo stanno ascoltando.
INFORMATORE
Anche perché se i medici sapessero come sono considerati dalle aziende...io qui ho un documento di marketing di una industria del farmaco dove viene detto agli informatori: "Non aspettatevi che sia il TACCHINO a organizzare il pranzo di Natale", ossia si vede il medico come un tacchino che non vuole essere spennato e che va dunque in qualche modo costretto o violentato.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
È tollerabile secondo lei che in un documento di marketing di una grossa azienda farmaceutica italiana si parli di medico come dei tacchini da spennare?
GIAN PIERO LEONI - presidente Farmindustria
Assolutamente no. No.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Eppure è accaduto.
GIAN PIERO LEONI - presidente Farmindustria
Se è accaduto io credo che questo sia un errore di impostazione di quell'azienda.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Quell'azienda preciso fa parte di un grande gruppo internazionale che opera da anni in Italia.
Lascio questo tema e, con rammarico, anche la splendida località del congresso, ma proprio lì, prima di partire, colgo una traccia assai controversa. Infatti uno dei farmaci presentati dal Dott. Zuddas era il Ritalin, uno stupefacente che in Italia è classificato in Tabella1, assieme a cocaina e anfetamine, e di cui il Ministero della Sanità non ha ancora autorizzato la prescrizione. Il Ritalin è roba che scotta, perché è destinato ai bambini, e in America è da tempo l'oggetto di violente polemiche, subito esplose anche da noi.
COLLAGE DI IMMAGINI DI TITOLI DI GIORNALI POLEMICI SUL RITALIN
Psicofarmaci per bambini, attenti agli abusi - Sedativi ai bambini, psichiatri in rivolta: mettono in pericolo la salute mentale - Psichiatria: come tradire e drogare i bambini per ricavarne profitto.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Il Ritalin sembra sia efficace nella cura di una sindrome chiamata Deficit di Attenzione e Iperattività, o ADHD, a causa della quale alcuni bambini si dice divengano violenti, scatenati, incontrollabili e soprattutto incapaci di stare a scuola e di progredire come gli altri. Per capire meglio, ecco un esempio dal vero di cosa sia la Sindrome da Deficit di Attenzione e Iperattività.
Suo figlio è ammalato di Sindrome da Deficit di Attenzione e Iperattivita'
MARIA LUISA ORETO - madre del piccolo Alessandro
Sì, da quello che ha detto il dottor D'Alessandro sì.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Che sintomi aveva per dire che era ammalato e non vivace?
MARIA LUISA ORETO - madre del piccolo Alessandro
Era un bambino intrattabile e non riusciva a comunicare a stare da nessuna parte, era allontanato da scuola perché era aggressivo, non sopportava gli spazi chiusi, era impossibile contenerlo. Io faccio un esempio: Alessandro era ai giardinetti, i bimbi giocano in gruppi, lui era la pecora nera fra tante pecore bianche.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Ed ecco che il farmaco Ritalin, prodotto dalla multinazionale Novartis, è visto da questa madre, e da molti altri genitori, come la speranza contro questa sindrome. Ma, come dicevo, gli esperti sono drasticamente divisi sia sulla sua efficacia che sulla natura stessa della malattia.
CARLO CIANCHETTI - professore Universita¹ di Cagliari
La malattia è genetica, è una disfunzione biochimica, il farmaco ce lo dimostra poiché modifica il meccanismo dei neurotrasmettitori, e dunque ferma il sintomo.
PAOLO CREPET - psichiatra
Se il cervello e tutte le sue interazioni con l'ambiente potesse ridursi a un neurotrasmettitore! Non funziona neanche fra i criceti, figuriamoci un bambino. Drogare un bambino per farlo adattare a tutti i costi all'educazione scolastica è anti pedagogico per eccellenza.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
La Commissione Unica del Farmaco, prima di permettere la prescrizione in Italia del Ritalin vuole prendere ogni precauzione contro eventuali abusi di questa anfetamina sui nostri bambini. Infatti pochi saranno gli specialisti cui verrà permesso di prescrivere il Ritalin, e rigorosamente in ospedale. Lavoro lodevole quello della CUF...peccato che sia inutile. Ho scoperto che oggi in Italia questo stupefacente circola liberamente ed è prescritto a centinaia di bimbi senza controlli, complici medici autoreferenziati e dogane colabrodo. Come l'ho scoperto? Ecco come.
A COLLOQUIO CON UN MEDICO CHE PARLA DEL RITALIN, RIPRESO CON TELECAMERA NASCOSTA
MEDICO
Oggi come oggi non si trova..
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
No, oggi come oggi non si trova in farmacia, ma lei mi diceva che riesce a prescriverlo lo stesso?
MEDICO
Io perché lo ordino dal Canada, io ho sia la licenza là che la licenza in Italia, allora mi è facile, faccio la ricetta di là... però spesso la dogana lo ferma...
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Ma come può portarlo in Italia se non è ancora approvato, cioé se non è ancora distribuito...
MEDICO
Ma la dogana non lo ferma, cioé lo ferma lo vede, dopo di che lo rilascia, vuole soltanto avere una dichiarazione che io mi assumo la responsabilità.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Questa era la traccia. Ho scoperto l'identità del medico, la città dove lavora e chi precisamente gli permette di ottenere il Ritalin. Lui si chiama dottor Enzo D'Alessandro e questo è il suo prestigioso studio nel centro di Genova; la mamma del bambino affetto dalla sindrome da Deficit di Attenzione e Iperattività è una sua cliente privata, e per venire all'approvvigionamento di questa anfetamina ancora proibita, bé, arriva in Italia per posta, come una cartolina.
Signora lei ha ricevuto il Ritalin direttamente per posta come una cartolina?
MARIA LUISA ORETO - madre del piccolo Alessandro
Sì, dal Canada con scritto fuori Ritalin. Ecco, la volta successiva il pacchetto mi arriva alla dogana di Genova, arriva in busta chiusa...
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
E sulla busta c'era scritto?

MARIA LUISA ORETO - madre del piccolo Alessandro
C'era scritto Ritalin.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Per correttezza, prima di chiedere spiegazioni alla dogana postale di Genova, sento il dottor D'Alessandro, che non ha problemi a parlare. E' psichiatra ed è registrato come medico sia in Italia che in Canada, ed è questo che gli permette di ordinare il Ritalin oltreoceano. Ma un conto è ordinarlo, un conto è riuscire a sdoganarlo.
ENZO D'ALESSANDRO - psichiatra
In genere arriva lì e la dogana mi fa riempire dei fogli cercando di spiegare come il farmaco dovrà essere usato. Io riempio i fogli e poi loro danno l'assenso per l'entrata in Italia del Ritalin.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Lei si rende conto che in questo probabilmente c'è stata una violazione delle leggi e delle direttive del Ministero della Sanità?

ENZO D'ALESSANDRO - psichiatra
No, non me ne rendo conto.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Il Ritalin è uno stupefacente e non può entrare in Italia senza permesso del Ministero. Lei non poteva fare questo.
ENZO D'ALESSANDRO - psichiatra
Io non lo sapevo, ma la mia coscienza mi ha suggerito di aiutare questo bimbo.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Fra la disperazione di una madre con un figlio considerato affetto da sindrome di iperattivita', l'arbitrarieta' dell'azione di un medico e la libera circolazione in Italia di sostanze che possono essere pericolose e non sono autorizzate dal Ministero della salute, devono esserci dei filtri, dei controlli.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Uno di questi è la dogana ma evidentemente qui qualcosa non ha funzionato.
(Autore rivolgendosi a Giuseppe Ansalone Direttore Dogana postale di Genova)
Io le faccio sentire ciò che ha detto il dottor Martini, direttore della Commissione Unica del Farmaco:
(Dialogo tra dottor Martini e autore su audiocassetta registrata: "Ma chi è che sdogana farmaci che sono della Tabella 1?"
Autore: "Mi risulta che accada in diverse parti d¹Italia". Martini: "Io farò le indagini, manderò i NAS, ma non mi risulta che questo possa accadere!")
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Lei ha sentito Martini: il Ritalin è uno stupefacente, come passa la sua dogana?
GIUSEPPE ANSALONE - Direttore Dogana postale di Genova
La normativa è a carattere generale. Io le leggo una nota del Ministero della Sanita' del 77, perché è attinente...
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
La nota ministeriale dice che medici e pazienti italiani possono procurarsi all'estero piccole quantità di farmaci per uso personale senza autorizzazione del ministero. Ma poi precisa.
GIUSEPPE ANSALONE - Direttore Dogana postale di Genova (mentre legge nota ministeriale)
Per le sostanze psicotrope o stupefacenti è invece richiesta autorizzazione ministeriale…(imbarazzo di Ansalone).
In effetti da questa nota si deduce che non dovevamo consegnarlo... Sotto il profilo anche di natura penale, se il mio impiegato ha sbagliato, lo verificherò, ma ha sbagliato sotto l'inganno della prescrizione medica.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
In sostanza il dottor Ansalone si è reso conto, in diretta, che secondo le nostre leggi il Ritalin non doveva essere sdoganato poiché è una anfetamina, meno che meno doveva essere consegnato direttamente nelle mani di una madre.
E a Roma, proprio sotto il naso della Commissione Unica del Farmaco, il fenomeno è ancora più esteso. Di nuovo, la telecamera nascosta carpisce il primo indizio.
AUTORE A COLLOQUIO CON UN MEDICO RIPRESO CON TELECAMERA NASCOSTA
Mi diceva il suo collega che c'è un medico svizzero...
MEDICO
Mi ha detto un paziente che c'è uno svizzero, un medico svizzero che con la prescrizione per il Ritalin, che in Svizzera si trova, si vende, allora questo collega svizzero sulla prescrizione del medico italiano copia e tu compri in Svizzera il Ritalin.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Col sistema che mi ha rivelato lei questo prescrive il farmaco senza vedere i pazienti...
MEDICO
Praticamente no...
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Quella che avete appena sentito è un'altra triangolazione che permette di ignorare i divieti della CUF. L'ho individuata: un pediatra italiano, il dottor Francesco Renzulli di Roma, manda le ricette per il Ritalin a un collega di Lugano, questi le ricopia sul suo ricettario e ordina il medicinale in una farmacia vicina, che lo spedisce a Renzulli senza problemi. Il grave, è che in questo modo il medico di Lugano prescrive un farmaco stupefacente a bambini italiani senza neppure visitarli.
E questa è la farmacia di Lugano, qui arrivano le ricette di e il Ritalin viene impacchettato e spedito con due corrieri che saltano I controlli della dogana. Renzulli paga con carta di credito.
Ho tentato di intervistare sia il medico di Lugano che il farmacista, ma si sono negati.
REGISTRAZIONI TELEFONICHE CON MEDICO E COL FARMACISTA DI LUGANO
MEDICO (al telefono)
Siamo ai limiti del legale, io ne ho parlato col farmacista cantonale il quale mi ha reso attento e mi ha detto "ti prendi i tuoi rischi" perche' di per se' io dovrei vederli questi pazienti e invece li vedo solo telefonicamente. Volete delle informazioni? Magari anonime, mi date le domande scritte…
AUTORE (al telefono)
Ma è tv dottore, devo riprenderla.
MEDICO (al telefono)
Ah! È televisione…allora no…devo dire purtroppo…mi dispiace ma mi capisce o no?
AUTORE (al telefono con farmacista di Lugano))
Siamo fuori tempo massimo, lei mi ha rimandato due volte l'intervista...
FARMACISTA (al telefono)
…no a me se voi non la fate è meglio, cioe' io non ho nessun interesse di fare l'intervista…
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Il dottor Renzulli invece mi accoglie, e si difende con vigore.
Lei quanti bambini sta trattando?
FRANCESCO RENZULLI - pediatra
Io credo di averne più di 150 ora
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Quindi il suo collega svizzero non li ha visti
FRANCESCO RENZULLI - pediatra
Lui ne ha visti forse una mezza dozzina dei miei.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Ma lei sa che sta agendo nella più assoluta arbitrarietà, forse anche contro la legge?
FRANCESCO RENZULLI - pediatra
Mi rendo conto di questo, ma sto aiutando bambini che hanno bisogno, uno è stato anche picchiato dal padre che credeva fosse un impunito. Oggi c'è pace in famiglia.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Una famiglia di questo quartiere residenziale romano vive il problema di un figlio che dicono essere affetto dall'ADHD. Non me lo mostrano per giusti motivi di privacy, ma ammettono di essersi affidati al dottor Renzulli senza dubbi di sorta. Sono certi della sua perizia e lo difendono a spada tratta.
Il Ritalin viene prescritto a vostro figlio e questo viene fatto in maniera illegale, lo sapevate?
GENITORE BAMBINO
Siamo illegali!
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Ci vuole una grande fiducia nel vostro medico, perché in un sistema di questo genere se siete fortunati trovate un medico competente e se siete sfortunati incappate in un cialtrone che prescrive veleno al bimbo, se è possibile ottenere farmaci in questo modo, capite?
GENITORE BAMBINO
Abbiamo ascoltato medici che non sono vittime di baronie o gente che segue come caproni il gregge, abbiamo seguito gente seria e preparata.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Il dottor Renzulli sarà di sicuro un medico coscienzioso e competente, ma ricordiamo che si parla di una anfetamina, che se lasciata circolare senza stretti controlli può riprodurre in Italia l'abuso che se ne sta facendo sull'infanzia americana.
FRANCESCO CAFFO - Medico "Telefono Azzurro"
Il rischio c'è, soprattutto se si utilizza il Ritalin per problematiche che non siano l'Adhd, e sarebbe un disastro come sta accadendo in America. Dobbiamo rispondere con competenza, lo devono prescrivere solo medici competenti.

di Paolo Barnard

Report 11/10/2001
http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=83
   
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