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giovedì 23 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Rassegna stampa


1973-2003: la Terapia Di Bella compie trent'anni

Nel tardo pomeriggio del 6 dicembre 1973 la sede della "Società e Scuola Medica Chirurgica di Bologna" era affollata. Il prof. Domenico Campanacci, uno dei più eminenti clinici del dopoguerra, aveva invitato il prof. Luigi Di Bella a riferire sulle sue ricerche e sui loro risvolti terapeutici nel campo dell'ematologia. Tra i due medici una reciproca stima ed una lunga conoscenza: entrambi appartenevano alla stessa scuola, la prestigiosa scuola bolognese che, partendo dal nome glorioso di Augusto Murri, era giunta all'insuperata arte diagnostica del prof. Albertoni: ed il maestro di Luigi Di Bella era stato il prof. Pietro Tullio, l'allievo prediletto di Albertoni.

Una scuola medica che poneva la fisiologia come cercine di tutta la medicina e considerava il progresso scientifico indissolubilmente legato ad una cultura multi ed interdisciplinare.

Le ricerche del prof. Di Bella erano iniziate negli anni 1939-40, concentrandosi sullo studio dei retinoidi, ma era stata la morte per leucemia del figlioletto di un amico di famiglia ad accelerare i tempi. Ormai da quattro anni il prof. Di Bella, sostenuto ed incoraggiato da uno dei più insigni ematologi del nostro tempo, il prof. Edoardo Storti, aveva trattato alcuni casi di letali malattie del sangue, risultati refrattari ad ogni cura. Lo scienziato parlò per quasi un'ora e mezzo, esponendo il percorso seguito, le tecniche di laboratorio adottate, le indagini effettuate, le conclusioni sperimentali e, infine, relazionando sugli esiti della terapia, che aveva interessato sette pazienti, sei dei quali, per la cronaca, sono tuttora in ottima salute.

La soddisfazione maggiore fu forse il commento di Domenico Campanacci, il quale (è possibile risentire con emozione le sue parole dalla registrazione allora effettuata) si definì sbalordito ed ammirato dal rigore e dalla mole del lavoro sperimentale svolto ("noi clinici, che siamo lontani dal lavoro di laboratorio, rimaniamo sbigottiti di fronte ad una tale mole di dati e di lavoro..."). L'illustre clinico, dopo aver eccepito l'impotenza dell'approccio chemioterapico nelle leucemie, si augurò che la classe medica desse il massimo appoggio e la più vasta collaborazione al prof. Di Bella, evitando, aggiunse, la prassi diffusa di considerare con malevolenza il lavoro dei colleghi. Timore profetico, possiamo oggi dire.
La notizia fu ripresa da quotidiani e settimanali italiani e stranieri e provocò ben presto una reazione sommessa ma violenta da parte d’ambienti accademici. L'oggetto della comunicazione di Bologna, con ovvi approfondimenti e nuovi apporti, fu poi ripreso nel lavoro comunicato da Luigi Di Bella nell'agosto 1974 al Congresso Mondiale di Fisiologia di Nuova Dehli (XXVI International Congress- IUPS- International Union of Phisiological Sciences): "Nervous control of thrombocytopoiesis".

Solo quattro anni più tardi, in un congresso mondiale ad Amsterdam (First Colloquium of the European Pineal Study Group") il prof. Di Bella avrebbe affermato che "...nei pazienti affetti da cancro l'influenza regolatrice sulla crescita cellulare attraverso la Melatonina è notevolmente rafforzata dall'uso simultaneo di inibitori del GH (come la Somatostatina) e della Prolattina". Sono passati trent'anni dalla prima comunicazione dell'impiego della melatonina e venticinque da quello della somatostatina e della bromocriptina (inibitore della prolattina) nelle patologie neoplastiche: non pensiamo sia lontano il giorno del riconoscimento del valore di queste scoperte e, con il riconoscimento, della condanna che il mondo non potrà non pronunciare nei confronti di chi ha ignorato, deriso, sabotato. Lo impone la forza della verità e lo impongono milioni di croci.

E se non fosse per le tragedie che si sono consumate, e che in percentuale significativa avrebbero potuto essere evitate, verrebbe quasi da sorridere di fronte a certi "ricercatori", anche nostrani ed anche noti, che vengono scoprendo via via le straordinarie proprietà antitumorali dei retinoidi, della somatostatina, della melatonina.

Adolfo Di Bella

Per Vivere 26/05/2003
   
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