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lunedì 20 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Rassegna stampa

L'incredibile storia di un bimbo che ieri è stato visitato dal fisiologo modenese
Volevano amputarlo, salvo grazie a Di Bella

I medici dell'ospedale di Catania avevano deciso, nel 1999, di amputargli la gamba destra e una parte del bacino per salvargli la vita dal cancro. Ma i genitori del piccolo paziente si rifiutarono e lo affidarono alla terapia Di Bella.
Ieri mattina il piccolo Filippo - lo chiamiamo così per tutelarne la riservatezza - prima di entrare nell'ambulatorio del prof. Di Bella con papà, mamma e nonno arrivati dalla Sicilia con l'ultimo esaltante referto, è salito su una scala e ha saltato quattro gradini tutti in una volta. Poi si è lasciato visitare dall'anziano fisiologo che non ha nascosto la propria soddisfazione di fronte a un plateale successo della sua terapia che aveva prescritto a Filippo tre anni or sono, quando una coppia disperata gli aveva chiesto di visitare quella piccola creatura di appena tre mesi di vita.
Lui intanto è diventato un ometto alto e robusto: "Sono i retinoidi che lo fanno crescere così bene", ha spiegato alla mamma. Che in questo caso si tratti di successo della terapia Di Bella, con tutti i dubbi del caso, lo dimostrerebbe già il racconto dei genitori e quello del dottor Giovanni Calogero, medico di Rizziconi (RC) che segue la Mdb da molti anni e che ha preso in cura fin da subito il bambino, tenendosi in contatto con Di Bella, col quale si è incontrato ieri per approfondire il caso assieme alla farmacista siciliana Teresa Palermo che ha agevolato la famiglia nell'approvvigionamento dei costosi farmaci.
Ma è dalla cartella clinica, redatta dai medici ospedalieri siciliani che emerge con chiarezza plateale la verità sulla efficacia di una cura che, seppure bocciata dalla comunità scientifica, continua a far parlare di sé. Ecco cosa si legge in alcuni stralci di una lettera del policlinico di Catania spedita il 9 marzo 1999 alla Cattedra di Chirurgia Pediatrica di Padova per un parere urgente: "Il piccolo, come da protocollo RMS 96, ha eseguito la chemioterapia VA per 4 settimane (4 dosi di vincristina e 2 di actinomicina-D) dal 4 al 25 febbraio. Quindi il 5 marzo una ecografia addome ha indicato che la lesione non è regredita di volume, ma piuttosto mostra un lievissimo aumento di dimensioni. Pertanto riteniamo che a questo punto vada valutata la operabilità della lesione".
Da Padova il 16 marzo rispondono che "si tratta di un caso veramente difficile" e che "sarebbe necessaria un'emipelviectomia che ci sembra veramente troppo pesante".
A Padova si pensa pure a un'alternativa a questa amputazione, e cioè a "un intervento di asportazione della massa che potrebbe comunque comportare degli esiti funzionalmente mutilanti: il tumore infatti sembra inglobare i vasi femorali e il nervo femorale e la lesione di quest'ultimo comporterebbe un'impotenza notevole del quadricipite". Ma in definitiva, si legge nella lettera, "questa chirurgia ci sembra comunque che rappresenti la strada da percorrere inizialmente".
La mamma - che riferisce di essersi accorta, a pochi giorni dalla nascita di Filippo, di una tumefazione nella regione inguinale - si trova subito d'accordo col papà: quella amputazione la eviteremo e ci affideremo alla Mdb. Racconta: "Abbiamo conosciuto il dottor Calogero che ha seguito il bambino e il prof Di Bella che lo ha visitato quando è venuto a Messina a visitare il liceo che aveva frequentato da ragazzo. Abbiamo fatto la cura giorno per giorno a costo di sacrifici economici".
"Il tumore è regredito piano piano e oggi è scomparso completamente" aggiunge il papà, mostrando l'esito dell'ultima risonaza magnetica.
Non sappiamo come hanno reagito all'ospedale di fronte a questa situazione, che meriterebbe ben altro interesse dagli organi ministeriali dopo la frettolosa sperimentazione. Ma è significativo quanto si legge nella cartella redatta al Policlinico di Messina l'8 febbraio 2002: Il bambino - vi è riportato - "ha eseguito ciclo di chemioterapia senza ottenere risultati. Rivoltosi al professor Di Bella ha iniziato terapia e a tutt'oggi la massa si è ridotta dai 4,5 cm originali ai 12 mm odierni".
Aggiunge Calogero: "I 12 millimetri sono peraltro riferiti a fibrosi cicatriziale. Ero convinto che avremmo raggiunto risultati positivi perché conosco troppo bene i meccanismi di azione di questa terapia. Con questo tipo di tumore in genere non si superano i tre anni di vita. Si parla sempre più spesso di terapie biologiche e il loro fondamento è stato descritto ampiamente dal professor Di Bella"

Vincenzo Brancatisano

La Gazzetta di Modelna 01/09/2002
http://www.gazzettadimodena.quotidianiespresso.it/gazzettamodena/
   
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