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lunedì 20 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Rassegna stampa

Un’eccelsa figura di medico ingiustamente contestato
Un grande della Medicina, il Prof. Luigi Di Bella, ci ha lasciato

II 1°luglio 2003 è deceduto a Modena il Prof. Luigi Di Bella all'età di 91 anni.

Con lui è scomparso un personaggio che il Ministro Sirchia ha definito "Un uomo limpido ed onesto convinto di fare cose giuste, al quale dobbiamo rispetto'.

Certamente era una persona che amava il malato, gli era vicino, si immedesimava nei suoi problemi.
Per noi medici è stato un vero esempio di professionalità sono ogni punto di vista anche se I' umiltà del suo operare unita, alla gratuità dei suoi interventi, ne avevano fatto per la scienza ufficiale un personaggio d'altri tempi e sicuramente scomodo.

La sua vita è rifatti sempre tata oggetto di critiche severe, spesso al limite dell'offesa.
Lasciamo da parte tutto ciò che dissero alti personaggi sia della politica sia del campo scientifico universitario al momento della sperimentazione: furono momenti duri, ma se ciò può essere di consolazione le ultime notizie stampa riferiscono che la sperimentazione sarà oggetto di riesame in quanto sono state evidenziate gravi lacune ed irregolarità.

Certo tutto ciò non potrà ripagare le umiliazioni subite da questo uomo la cui unica colpa è stata quella di aver intuito la possibilità di un diverso percorso terapeutico e di aver agito silenziosamente e onestamente fra le quattro mura del suo laboratorio.

Nella storia il professor Di Bella non è certamente stato il solo a dover subire tali persecuzioni ideologiche.

La storia del passato è piena di personaggi simili il cui operato è stato solo con gli anni riconosciuto e rivalutato dalla scienza ufficiale che invece, inizialmente, gli si era scagliata contro.

In realtà gli studi del Prof. Di Bella, risalenti agli anni 70/80 non sono stati completamente ignorati. Sono stati infatti ripresi da studiosi di fama internazionale come il prof. W. K. Hong e il prof. Veronesi.
Infatti il prof. W. K. Hong in un'intervista ha magnificato i retinoidi del prof. Di Bella per la loro capacità di inibire il ciclo cellulare come " chemioprevenzione" destinati perciò ad avere un ruolo centrale nel nuovo secolo. Mentre il prof. Veronesi ha prestato con la sua equipe particolare attenzione alla fenritinide, nel tumore mammario, e tale sostanza altro non è che un sintetico della vitamina A. parente strettissimo dell'acido retinoico che il prof. Di Bella già usava da lungo tempo.
Del resto il Prof. Veronesi. come ricorda 0. Tarducci sulla rivista SKEPSIS del 2000, pur non appoggiando apertamente il Prof. Di Bella non si è mai unito alla schiera di feroci detrattori appartenenti al mondo della scienza ufficiale.

Per anni il prof. Di Bella ha compiuto numerosi studi nel campo della fisiologia interessandosi a varie sostanze utili per la cura del cancro: Melatonina. Retinoidi. Vitamina A ed E. Bromocriptina e Somatostatina. Su tali componenti si è lavorato anche nel resto del mondo tant’è che sono stati eseguiti 7040 lavori, recensiti e pubblicati dalle più prestigiose riviste medico scientifiche.
Anche in Italia sono stati pubblicati dei volumi in cui si riprendono gli studi del Prof. Di Bella: "Cancro siamo sulla strada giusta?" frutto dell'operato del Professore e della sua equipe; "Cancro ipotesi di una terapia" dei Prof. Palmieri dell'università di Modena ed infine “Cancro oltre la chemioterapia” una monografia del Prof. Pianezza, oncologo, docente dell'Università di Genova.
E' utile ricordare che in un intervento a Milano in occasione del convegno "Oncoterapia con M. D. B.: subire o scegliere la cura?" del 06/05/2001, il Prof. Pianezza concluse la sua relazione sottolineando la scarsa validità della sperimentazione, minata alla base proprio dal punto di vista metodologico ed invalidata nei suoi risultati e dichiarando: "è talmente forte questo convincimento che molti studiosi anche nell'ambito dell'Università, mi riferisco a Genova, si stanno avvicinando lentamente a questo tipo di pensiero. Istituzionalmente non ve lo dicono, ma dentro di loro comincia a far breccia questo discorso, io desidero che questo venga portato avanti e non venga tolta la paternità di questo pensiero al Prof. Di Bella. Purtroppo la ricerca internazionale oggi ha tanti dati clinici che si riferiscono ad associazioni di due o tre dei farmaci usati nel metodo MDB ma il principio chiave che oggi è ricercato è comunque quello".
Nel campo internazionale bisogna ricordare la conferenza di Helsinky dei 2000 che mise in evidenza la piena corrispondenza dell'oncoterapia MDB con i principi medico deontologici della medicina basata sull'evidenza.
Tutto il chiasso che accompagnò la sperimentazione ufficiale del suo MDB mise in luce contrasti che, molto spesso. poco avevano di scientifico, ma che erano dettate più spesso da diatribe di carattere politico-economico.
E' stato veramente triste vedere l'Autorità pubblica schierarsi contro gente disperata, che vedeva nella terapia Di Bella l'ultima speranza.
E' per questo che l'instancabile uomo riceveva il maggior numero di pazienti nel suo studio di Modena e dedicava loro il tempo necessario per far sì che chi usciva da lì fosse animato dalla convinzione di poter se non guarire, almeno convivere serenamente con la malattia.
A chi gli chiedeva il numero dei malati da lui guariti ribatteva di chiedergli piuttosto quanti ne avesse aiutati.
Perciò senza tanti clamori, solo con la forza della sua parola e del suo operato era riuscito a riunire intorno a sè migliaia di persone attratte non da un farmaco miracoloso ma da una terapia scientifica.
L'unica colpa che gli si può fare è quella di essere scomparso così presto prima di arrivare a poter dimostrare in maniera inconfutabile la grandezza della sua intuizione come spesso è già accaduto nella storia della scienza.

La sua figura vuole essere di esempio comunque a tutti i giovani medici che intraprenderanno tale strada. Una volta di più la storia ci ha dimostrato quanto possa essere vera la frase del letterato Ardengo Soffici il quale ha scritto che: "L'autorità è fredda conquista dell'ambizione, in essa mancanol’onestà, il disinteresse, la morale, le superiorità intellettuali o speciali competente che gli consentirebbero di indirizzare l'altrui volontà verso scelte migliori. Chi invece possiede tali doti è considerato non autorità ma un soggetto ricco di autorevolezza che è inconscia qualità dello spirito.

L'autorevolezza vive oltre i confini dei tempo anche quando sarà passato chi la possedeva, perché non è vissuto invano. L'autorità, invece, vive solo il tempo di una parentesi, che si chiude con il potere, con il tramonto delle varie illusioni di chi è vissuto per essa ".

Prof. Mario Petrocchi (V.-pres. AMI Ass. Med. It.)

Associazione Medica 30/07/2003
   
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