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Rassegna stampa

Post spedito al forum Luigidibella.it da Piera L. domenica 30 novembre 2003 - 21:57
Genextra, Veronesi e il gene p66

Vorrei fosse chiaro da subito che non sono affatto contro il sistema imprenditoriale , non posso visto che ne faccio parte , però credo anche che imprenditoria e ricerca medica siano antitetiche . E' per questo che ho avuto un sussulto quando ho visto il nome di Francesco Micheli legato a quello di Veronesi , Pelicci e Di Fiore . Per chi di mestiere fa altro e non segue quindi le vicende della finanza , vorrei spiegare chi sia Francesco Micheli .
In breve : Francesco Micheli negli anni 70 era assistente del presidente di Montedison , a metà degli anni 80 con Finarte organizza il rastrellamento delle azioni Bi-Invest e alla fine di questa operazione permette a Schimberni di impossessarsi di Foro Buonaparte . Nello stesso periodo fu l'artefice delle mosse di alta finanza per cui l'Allianz riuscì ad acquisire la quota di maggioranza della RAS .
Oggi detiene il 20% di e-Biscom (quella di Fastweb per intenderci ) e con la stessa SpA detiene quote importanti in Rai Click ed altro ancora , ma credo che questo basti per far capire professione e ruoli di Micheli .

Veronesi ha da pochissimo creato la "Fondazione Umberto Veronesi" , una ONLUS nel cui programma di lavoro ci si prefigge tra l'altro di impegnarsi affinchè in Italia si crei un ambiente scientifico di eccellenza . Per realizzare questa operazione è necessario mettere a punto un'offerta di richiamo per gli scienziati .
La neonata Fondazione Veronesi annovera nomi di notevole rilievo nel Comitato Scientifico d'Onore , tra gli altri la Levi Montalcini e Dulbecco ; nel Comitato Sientifico : Pier Giuseppe Pelicci e Pier Paolo Di Fiore ; nel Comitato di Sostegno tra i tanti appaiono anche i nomi di Francesco Micheli e Marco Tronchetti Provera .
E fino a qui tutto sommato non c'è niente da eccepire , nè per la forma nè per la sostanza : è evidente che nel Comitato di Sostegno appaiono i nomi di coloro che hanno i mezzi per sostenere così come è normale che nei comitati scientifici siano d'onore o meno appaiano i nomi di studiosi o scienziati .
Eppure se si continua a cercare , qualcosa su cui eccepire si trova .
Torniamo a Micheli , il finanziere ha da poco fondato la GENEXTRA , capitale sociale 21 milioni di euro interamente versati , il capitale di GENEXTRA è stato versato dai soci fondatori : MICHELI - VERONESI - PELICCI - DI FIORE .
Che cosa è Genextra ? E' una holding che si prefigge di operare in modo di unire la ricerca applicata nel campo delle biotecnologie , della biomedicina e della genomica all'investimento privato di mercato .
Allora per ricapitolare , la Genextra è fondata da un finanziere ( Micheli ) e da tre scienziati : Veronesi che non ha bisogno di presentazione , Pelicci che è il Direttore del Dipartimento di Oncologia Sperimentale I dello IEO di Umberto Veronesi , e da Di Fiore Direttore Scientifico IFOM dell'Istituto FIRC di Oncologia Molecolare . Tutti e tre gli scienziati sono membri della Fondazione Veronesi e seppur con altro ruolo , membro della Fondazione è anche Micheli .
Il 7 Nov. scorso , Panorama esce con una esclusiva intitolata "DNA ,lunga vita a tutti" nella quale si descrive la scoperta del gene p66 che se viene inibito blocca l'invecchiamento cellulare , scoperta effettuata dai tre scienziati sopre citati . Panorama illustra come la sfida sia adesso quella di trovare un farmaco che agendo sul gene p66 limiti i danni dell'età .
Chi si è fatto carico di questa meravigliosa sfida ? Sorpresa : Genextra coadiuvata dalla Fondazione Umberto Veronesi .
Su Panorama c'è anche un meraviglioso editoriale di Veronesi intitolato :" Perchè le idee non rimangano nel cassetto " .In questo editoriale ad un certo punto Veronesi scrive ".....Per questo abbiamo salutato con entusiasmo l'idea di Francesco Micheli di creare un'impresa decisa a investire nello sviluppo di una scoperta , che io ritengo straordinaria , quella del gene p66 , fatta quattro anni fa ma che rischiava di languire senza la spinta necessaria a farla uscire dal laboratorio.....Quando venne offerto alla Fondazione che ho recentemente creato di partecipare all'iniziativa , la risposta non poteva che essere favorevole......." No , dico ma che fa finta di aver incontrato per caso Genextra ? Non si ricorda di essere uno dei soci fondatori di qauella che lui definisce un'impresa ? Di norma si parla di impresa quando ci si riferisce alle S.A.S. o alle S.R.L. ma quando si mira a quotarsi in Borsa si parla di S.p.A. e quindi di holding .
E non è che questa sia una mia illazione , in una intervista su Quotidiano.net , Micheli dichiara "Genextra per crescere e portare a termine la sua missione ha bisogno di capitali . La Borsa è un passo importante da fare" , ad un'altra domanda nella quale si chiede in che tempi , Micheli risponde "Secondo me molto brevi" . E dice ancora "In Genextra , l'ingresso nel capitale di Veronesi ha una funzione etica per lo spessore del personaggio....ma anche di garanzia dell'investitore . Ecco , sì , in simili operazioni imprenditoriali che poi si rivolgono agli investitori c'è bisogno di un garante specchiato e riconosciuto a livello mondiale . Se uno si presenta con simili credenziali e con un obiettivo ben preciso non è difficile trovare gli investimenti . Tant'è che oggi faccio un pò di fatica a dire di sì a tutti quelli che mi hanno chiesto di entrare nel capitale....."
Genextra però non ha detto no a Tronchetti Provera (ricordate è membro anche del Comitato di sostegno della Fondazione Veronesi ) ed a Interbanca . Eh , d'altra parte è logico , se si va a curiosare nelle cariche sociali di Interbanca , si scopre che Francesco Micheli ne è uno degli Amministratori , nonchè Membro del Comitato Esecutivo . Ora visto che Interbanca è merchant bank non è sicuramente azzardato dire che ben presto Genextra si troverà quotata in vari listini di Borsa .
Insomma bell'affare questo gene p66 ! Tant'è che lo stesso Micheli dichiara :" Se arriveremo alla fine e troveremo la chiave d'uscita , Genextra avrà un valore altissimo , questo è sicuro".
Ma come sarà stato scoperto p66 e da chi?
Questo colossale affare ha il suo incipit presso lo IEO , nella Divisione di Oncologia Sperimentale I , dove Pelicci è Direttore . Lo racconta lo stesso Pelicci a Panorama :" Ci siamo arrivati dalla ricerca sui tumori . Per caso . Nel 92 avevamo identificato un gene , lo SHC e stavamo cercando di decifrare i suoi segnali . Questo gene fa due proteine uguali al 90% , ma con funzioni opposte :la p52 che regola la crescita cellulare , e quindi anche quella tumorale , e la p66 che invece controlla la morte della cellula......".
Chiaro che l'eventuale "elisir di eterna giovinezza" deve essere sembrato molto più interessante del gene p52 che ha solo a che fare con i tumori(!) , ma cercando di soprassedere su questo particolare , ciò che ulteriormente colpisce è che Pier Giuseppe Pelicci detiene il brevetto della scoperta . Brevetto!?! Sarà anche legale , ma etico NO!
Da dove , o meglio da chi provengono i soldi per effettuare questa fantomatica ricerca ? Se andate sul sito AIRC.it scoprirete che l'associazione nel 2002 ha effettuato per la Lombardia 138 erogazioni pari a 10.190.000 euro e tra i beneficiari c'è anche lo IEO e quindi coloro che fanno parte anche di Genextra .
E' evidente , poi, che non sono solo questi i soldi dei cittadini destinati alla ricerca e a coloro che sostengono di portarla avanti .

Allora domani saranno 5 mesi che il Professor Di Bella si è spento e l'unica "agevolazione" che ha avuto è stata quella di avere una lapide verde , concessa dal sindaco di Fanano in deroga alla norma che impone il bianco . E' stato fatto morire senza i giusti riconoscimenti , insultato , perseguitato da illazioni indegne portate avanti dalle stesse testate giornalistiche che oggi fingono di non capire o di non sapere quanti miliardi di euro girano e gireranno dietro a questo affare . Perchè di affare si tratta , non c'entra con la medicina , è un'operazione finanziaria fatta con i controfiocchi che rimpinguerà delle casse e delle tasche . Se non fossi così nauseata ci sarebbe da essere ironicamente cinici e prevedere che un domani prossimo troveranno il modo di quotare in Borsa direttamente i malati , una fonte di guadagno inestinguibile.
Caro Professor Di Bella , come potevano non combatterLa , Lei voleva curare i malati , li voleva far guarire , non pensava di brevettare niente.....e poi loro come guadagnavano ?

Perdonatemi per la lunghezza , Vi abbraccio
Piera

Per verificare quanto è scritto :
www.panorama.it/scienze/medicina/articolo/ix1-A020001021608
www.interbanca.it/Dynamic/GenericPage.php?intCategoryID=8
www.quotidiano.net/economia/modules.php?nome=News&file=article&side=152
www.fondazioneveronesi.it/struttura/comitato-sostegno.html
www.fondazioneveronesi.it/struttura/comitato-scientifico.html
www.airc.it/sito/utilizzo/pagpr_LOMBARDIA.html

Piera L.

Forum del sito Luigidibella.it 30/11/2003
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