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sabato 18 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Rassegna stampa


Italcoop e l'A.I.A.N. di Modena per il diritto alla salute e alla libertà di cura.

"L'animo mi dice che non sono vissuto inutilmente,

perché ho fatto del bene ed ho gioito per il bene fatto".


Luigi Di Bella



Il Dottor Adolfo Di Bella, figlio dell'esimio Professore, ha cortesemente contribuito alla stesura del presente articolo. Il Dottor Di Bella sarà nostro ospite alla Convention del 10 luglio per ricordare l'opera straordinaria del caro padre.



Associazione Italiana Ammalati Neoplastici

L’A.I.A.N. è nata per volontà di alcuni pazienti e delle loro famiglie che, davanti al dramma del cancro, hanno scelto una strada diversa, consci delle difficoltà che avrebbero incontrato.

Oggi la terapia antitumorale messa a punto dal Professor Di Bella è ben più accessibile di un tempo (l'onere medio mensile si attesta intorno ai 500/600 euro) ma per alcuni pazienti continua a risultare di difficoltosa praticabilità. Dal momento che diversi farmaci non sono ancora dispensati gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale, l'Associazione, tramite i propri legali, aiuta le famiglie dei pazienti ad impostare la presentazione di ricorsi diretti ad ottenere dalla magistratura provvedimenti che obblighino le Asl a corrispondere gratuitamente i farmaci necessari. Ciò è scandaloso se si pensa all’effettiva validità terapeutica del Metodo di Bella, testimoniata da innumerevoli successi clinici e da prove scientifiche accertate e pubblicate su riviste scientifiche internazionali.

Per questo la nostra cooperativa, edotta circa le ostruzioni e i grandi sacrifici, anche economici, cui vanno incontro le persone che scelgono di seguire una terapia non istituzionalizzata, ha voluto offrire un contributo a sostegno del diritto alla salute e alla libertà di cura. Nel fare questo ha scelto l’A.I.A.N. "Maria Teresa Rossi” di Modena, che ha avuto il privilegio di intrattenere frequenti rapporti con il Prof. Luigi Di Bella.







L’A.I.A.N. "Maria Teresa Rossi” di Modena

L’Associazione di Modena, grazie agli intensi rapporti con il Professor Luigi Di Bella, ha potuto interpretarne fedelmente gli orientamenti, agevolarne il lavoro tramite propri volontari, ed organizzare diverse conferenze, tenute dallo scienziato,

sempre affollate da un numeroso uditorio. Secondo le linee generali, condivise dallo scienziato e comuni alle altre consorelle, l'associazione persegue principalmente tre finalità:



- tutelare i pazienti ed assicurare loro appoggio materiale e morale;

- rappresentarli nelle sedi istituzionali:

- diffondere la conoscenza delle nuove metodologie terapeutiche, dando il proprio contributo perché il MDB venga recepito e praticato dalle strutture sanitarie.



L’Associazione fa parte della Federazione Nazionale delle Associazioni MDB. suggerita e riconosciuta dallo scienziato al fine di assicurare uniformità e rigore operativi nell’attività associativa e nella quotidiana opera di assistenza umanitaria.

La tutela dei pazienti viene assicurata anzitutto grazie alla collaborazione di medici che si sono tenuti in contatto con il Prof. Di Bella e che vantano una lunga esperienza nella prescrizione del Mdb ed operano con correttezza ed umanità.







Il "Caso Di Bella”

Il "Caso Di Bella” scoppia alla fine degli anni Novanta. Anche se il Professore cura fin dagli anni Settanta i malati oncologici con la sua terapia, la notizia arriva al grande pubblico attraverso la trasmissione "Verissimo” del 5 maggio 1997. Subito si scatena un’enorme ondata di partecipazione popolare, migliaia di nuovi pazienti si rivolgono al Professore di Modena. Il crescendo di manifestazioni, in cui si chiede il riconoscimento della terapia e l’immediata erogazione gratuita della somatostatina, farmaco cardine della MDB, costringono il Ministro Rosy Bindi ad avviare la sperimentazione. Sull’inadeguatezza della quale ha scritto un libro Vincenzo Brancatisano (Un po' di verità sulla terapia Di Bella), che passa in rassegna e documenta tutte le numerose macroscopiche anornalie della sperimentazione.

Il fallimento annunciato e il successivo silenzio dei media non impediscono a migliaia di italiani di credere alla validità del Metodo Di Bella. Dopo il clamore degli anni Novanta. dopo il prevalere di interessi economici e di casta che tante amarezze hanno causato, alcuni risultati di non poco conto sono stati raggiunti. Milioni di persone hanno potuto conoscere il Professor Di Bella e il suo Metodo, hanno preso coscienza del valore della libertà di scelta terapeutica, hanno assistito all’abbattimento dei prezzi di alcuni farmaci fondamentali (una fiala di Somatostatina è scesa da 500.000 lire a 12 euro circa).

Da allora, inoltre. diversi segnali di apertura per le idee del Professor Di Bella si sono manifestati in Italia ed all’estero, sotto forma di ulteriori studi clinici sui farmaci da lui prescritti da un trentennio e di adesione a nuovi indirizzi di ricerca.

La scomparsa del Prof. Di Bella non cancellerà certo la sua opera. Come da lui più volte sottolineato, l’intima essenza del suo metodo non è una serie di schemi terapeutici, ma una concezione globale della medicina fondata sul ritorno ad una effettiva e rigorosa scientificità, unico strumento per liberare il mondo della sanità da obliqui interessi economico-finanziari e dall’ottuso protocollarismo imperante.



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Il padre della Mdb



Il Professore Luigi Di Bella è nato a Linguaglossa (CT) il 17 luglio 1912 da una famiglia povera e numerosa.

Dotato di rare doti di ingegno e di tenacia, si mantenne gli studi grazie ai brillanti esiti scolastici. Dopo la laurea in Medicina conseguì la laurea in Chimica, quindi quella in Farmacia e, nel 1948, la libera docenza in Fisiologia Umana e la libera docenza in Chimica Biologica.

Dal 1936 insegnò prima all’Università di Parma. quindi a quella di Modena fino al 1984. Fin dal '39 iniziò complesse ricerche, approdate. dopo oltre trent’anni, ad un metodo per la cura di emopatie e tumori solidi incessantemente arricchito e perfezionato, al quale vennero col tempo ad affiancarsi diversi e specifici protocolli dedicati ad alcune patologie neurologiche. La sua scomparsa, avvenuta il 10 luglio del 2003, ha destato unanime commozione, costituendo l’occasione per dichiarazioni che hanno, reso parzialmente giustizia al valore dello scienziato e dell’uomo. L’attuale Ministro della Sanità, Girolamo Sirchia, ha scritto: "Con Luigi Di Bella scompare uno scienziato che ha sempre posto al centro del proprio operare non la tempia della malattia, ma la cura del malato". Ancora più eloquente il telegramma di condoglianze inviato da un celebre artista: "Vi sono molto vicino in questo momento di dolore per la scomparsa del caro Luigi. persona di cui ho sempre ammirato la profesionalità, la dedizione al lavoro e la tenacia dimostrata nel continuare sempre con coraggio la sua missione, pur dovendo superare ostacoli e vie impervie. Il mondo della medicina perde un personaggio unico, che per me sarà sempre il vero e unico vincitore del premio Nobel". Luciano Pavarotti.

Oggi lo studio-laboratorio del Professore è un piccolo 'museo' approntato dal figlio Adolfo, autore del libro Amarezze e dintorni, (2002), indelebile testimonianza dei giudizi e degli intendimenti dello scienziato.

Paola Marinoni

Italcoop News - Semestrale - Anno VI - N°10 - Giug 17/07/2004
   
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