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mercoledì 22 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Rassegna stampa


Convegno: Frattura od aria di Revisionismo sul fronte dell'oncologia?

A1 Royal Hotel Carlton di Bologna, sabato 8 e do¬menica 9 maggio, si è tenuto un Convegno sul tema "Bioterapia oncologica: inibitori dei fattori di crescita, principi prodifferenzianti e proapoptotici", il primo organizzato dalla neonata "Società Italiana di Bioterapia Oncologica Razionale - Metodo Di Bella" (S.I.B.O.R. - MDB). Le finalità che si pro¬pone la SIBOR - nata per iniziativa del Dr. Giusep¬pe Di Bella (figlio del professione) - sono quelle di assicurare aderenza e fedeltà alle linee prescrittive dello scienziato - spesso disattese o "integrate" (!) dalla stolta presunzione di medici di dubbia levatu¬ra.
L'Hotel Carlton era stato prescelto anche nel 2000, per una conferenza del Prof. Di Bella, la cui effigie è stata ininterrottamente proiettata per tutto il corso del convegno; questo è stato anche motivo di emo¬zione e commozione per molti dei presenti, medici, farmacisti, esponenti delle Associazioni, da anni le¬gati allo scienziato da vincoli di stima, affetto e ri¬conoscenza.
Il dato saliente è stata la partecipazione di persona¬lità di indiscusso rilievo del mondo della medicina e dell'oncologia, ed il loro vivo interessamento al Me¬todo Di Bella: riteniamo quindi particolarmente uti¬le soffermarci su alcuni di questi interventi.
Prof. Paolo Lissoni.
Direttore del reparto di radioterapia dell'ospedale San Gerardo di Monza, è un ricercatore di fama mondiale che di fatto ha riconosciuto, nei suoi lavo¬ri sulla melatonina, il ruolo di "caposcuola" del Prof. Di Bella. Il primo incontro con lo scienziato mode¬nese era avvenuto il 15 giugno 1996, ad una tavola rotonda sulla melatonina organizzata per protestare contro un decreto-legge (291 sulla sperimentazione farmaceutica) che, in pratica, inibiva ai medici la possibilità di prescrivere la sostanza. In quell'occa¬sione molti pazienti del Prof. Di Bella si erano di¬chiarati pronti a "denunciare il Ministero per omici¬dio colposo plurimo" qualora il decreto non fosse stato ritirato (ne venne in seguito contestata la costi¬tuzionalità ed il provvedimento decadde) e Paolo
Lissoni dichiarò: "Questo decreto umilia gli scien¬ziati italiani che sono stati i primi al mondo ad in¬tuire e comprovare le possibilità terapeutiche della melatonina. Introducendo due principi gravissimi: primo, che è meritevole di indagine solo ciò che il mercato (cioè le case farmaceutiche) ritengono va¬lido; secondo, accentrando la ricerca nelle mani del Ministero della sanità, trasformato in una sorta di KGB della scienza" (Da `Il Giorno', domenica
16/6/1996, pag. 10). Un secondo incontro scientifi¬co ebbe luogo a Reggio Calabria il 25 gennaio del¬l'anno successivo, in occasione del I Convegno na¬zionale su "Melatonina: dalla ricerca agli interven¬ti", quando il Prof. Di Bella comunicò su "Fisiologia della Melatonina. Premesse sperimentali ed impiego clinico", ed il Prof. Lissoni su "Studi clinici di fase II e di fase III con Melatonina in oncologia medica".

Nel recente convegno di Bologna il ricercatore ha presentato un lavoro sull'impiego di tre ormoni pi¬nealici, trascurati dall'oncologia tradizionale. Pre¬messa di tale indirizzo, il rifiuto delle metodologie correnti, quali la chemioterapia, che sembra aver eretto "colonne `d'Ercole invalicabili nella cura dei tumori" e la rivendicazione di nuovi orientamenti: "Due oncologie si fronteggiano, quella antica o tu moro-centrica, fondata cioè sullo studio delle sole caratteristiche del tumore (istologia, grading, ana¬lisi genetica) e quella nuova o atropo-centrica, va¬le a dire fondata sulla comprensione della biologia immunobioendocrina del paziente".

Prof. Stefano Iaeobelli.
Direttore della Clinica Oncologica -Università «G. D'Annunzio» - Chieti, è un noto oncologo, che nel 1998 fu responsabile del protocollo n. 7 della criti¬cata sperimentazione riguardante il carcinoma del pancreas esocrino. L'illustre clinico, a differenza di colleghi incaricati degli altri protocolli, aveva tenu¬to un atteggiamento aperto e non prevenuto verso la Mdb, giungendo, nel corso di una trasmissione con¬dotta da Bruno Vespa successiva alla chiusura della sperimentazione, ad affermare che avrebbe visto con favore l' ultilizzo della Mdb, quale terapia di prima linea, nei tumori pancreatici. Il Prof. lacobel¬li ha riferito di uno studio clinico che sta conducen¬do, tutt'ora in corso, su 320 pazienti affetti da car¬cinoma polmonare a piccole cellule, patologia par¬ticolarmente severa, visto che le statistiche ufficiali fanno registrare una sopravvivenza del 5% a 5 anni dalla diagnosi. I pazienti sono trattati con Octreoti¬de, un analogo della somatostatina. Lo studio, che si concluderà il prossimo anno, mira a verificare i ri¬sultati confrontandoli con quelli dei protocolli che¬mioterapici in uso.

Prof. Lucien Israel
Oncologo di chiara fama internazionale, svolge la sua attività presso l'Università di Parigi XIII. Sem¬pre vivamente interessato all'opera del Prof. Luigi Di Bella, nei confronti del quale ha in più occasio¬ni espresso la più alta stima e considerazione, la sua comunicazione ha riguardato le "Strategie terapeu¬tiche non utilizzate in oncologia", con particolare riferimento ai retinoidi, le cui proprietà antineopla¬stiche erano state intuite già alla fine degli anni trenta da fisiologi tedeschi.
Per brevità ci limitiamo a citare fugacemente altri interventi, quali quello del Prof. Fabio Truc, (Poli¬tecnico di Torino. Il cancro: un programma di so¬pravvivenza ereditato dai batteri), e del Prof. Mar¬cello Farinelli (Neurologo Responsabile della Struttura di Diagnostica Biomeccanica presso il Centro di Bioingegneria Università di Genova del¬l'Ospedale «La Colletta» di Arenzano. La matrice extracellulare: spunti di riflessione in oncologia). Il Dr. Giuseppe Di Bella ha presentato un suo libro sulla Mdb, che mira ad illustrare i principi fonda¬mentali del metodo e ad evidenziare la copiosissima letteratura scientifica esistente sui suoi principi atti¬vi. Di grande interesse anche la comunicazione del Dr. Achille Norsa, dirigente ospedaliero presso l'o¬spedale di Borgotrento, Verona, medico tra i più no¬ti e preparati tra quanti da anni applicano il metodo Di Bella, che ha presentato un suo lavoro (tratta¬mento con Mdb dei tumori polmonari al III e IV stadio) relativo ad un gruppo di 74 pazienti da lui trattati e che conta di pubblicare non appena possi¬bile. Al termine della sua esposizione il Dr. Norsa, nel ribadire la sua profonda ammirazione per il Prof. Di Bella, ha auspicato che il valore dell'opera del grande scienziato sia riconosciuto con il confe¬rimento del premio Nobel.

E' stato apprezzato anche l'intervento di altri medici che abitualmente prescrivono la Mdb, anche se in qualche caso i presenti hanno rilevato toni che sono apparsi enfatici e di compiaciuta autopromozione. L'auspicio dei più, in linea con i “desideri” del Padre della Terapia, é che si proceda, finalmente, a pubbli¬care casi clinici su riviste scientifiche - come fatto fi¬nora soltanto dal Dr. Mauro Todisco - evitando per il futuro ripetitive e platoniche esposizioni di casistiche.

Alcuni tra i presenti, che avevano molto apprezzato il convegno, ricordavano con rimpianto le confe¬renze ed i seminari tenuti dal grande scomparso dei quali, nonostante certe lodevoli interventi, si avver¬tiva la mancanza. "Un altro mondo era mezzo secolo avanti", ha mormorato con gli occhi umidi un anziano farmacista, da oltre cinquant'anni am¬miratore ed amico del fisiologo.

Nel primo pomeriggio di domenica 9 è tornato il si¬lenzio nella sala ormai vuota. Il viso di Luigi Di Bella, colto in un sorriso appena accennato, era an¬cora proiettato sullo schermo. Ricordavo il conve¬gno di quattro anni prima, quando avevo sentito parlare lo scienziato rimanendo in piedi, perché nessuno dei 500 posti della sala era libero, i lunghi applausi del pubblico presente, l'affollarsi di tanti intorno alla sua figura minuta, china, dai capelli candidi. Ho indugiato ancora, fissando la diapositi¬va. Quando il proiettore è stato spento, ho mormo¬rato un saluto e mi sono allontanato; rattristato per la drammatica conferma di un vuoto incolmabile.

E. C. - Volontario Aian Modena

Per Vivere 30/06/2004
   
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