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sabato 18 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Rassegna stampa

Conferenza del professore Di Bella su "Aspetti di deontologia medica", Clusone (BG) 1985
Solo il vero medico può reggere la sanità

Il professore Luigi Di Bella era un uomo notoriamente retto e probo, assolutamente riservato, un medico "vecchio stampo", per il quale prima di tutto veniva il paziente, prima anche delle stesse polemiche, ma anche dei riconoscimenti. Per questo vogliamo ricordarlo in questa pagina, a un anno dalla sua morte, più che per la Mdb, piuttosto per la sua grande umanità ed il suo modo diverso di fare il medico.

E proprio in questo periodo in cui si discute tanto in Sicilia del problema della spesa sanitaria, ci sembra opportuno richiamare quanto egli già 20 anni fa affermava: "il medico capace, libero da strettoie burocratiche, potrebbe contribuire decisamente a migliorare oltre che lo stato di salute generale, anche il bilancio dell'assistenza sanitaria". "Se il medico fosse più medico, se sfruttasse meglio i metodi personali della semeiotica fisica, se avesse una superba preparazione pratica e dottrinaria, le spese per esami ed analisi si ridurrebbero sensibilmente. Se poi alla tendenza invalsa di andare a tutti i costi alla ricerca della causa prima – ricerca non raramente praticabile inutile e fine a se stessa – , si preferisse una terapia pragmatica convalidata, si ridurrebbero sensibilmente anche le spese di degenza e cura".



Queste esternazioni del professore Di Bella sono tratte da una conferenza Aspetti di deontologia medica che egli tenne il 23 marzo 1985 nella città di Clusone (Bergamo) su invito del professor Belingheri, allora presidente dell'Ussl 25 nel contesto dell'aggiornamento per gli operatori sanitari.

Affermava Di Bella: "L'altro aspetto essenziale del problema riguarda l'assistenza farmaceutica. Oggi la potenza curativa dei farmaci e la tecnica farmaceutica hanno messo a disposizione del medico prodotti che potrebbero dare risultati ancora più consistenti se fossero noti e giustamente applicati. Se poi le farmacie disponessero di vitamine e di molti prodotti chimici sfusi e di tecniche di preparazione miniaturizzate, e i medici conoscessero meglio la fisiologia, la biochimica, la farmacologia e le scienze ancillari, allora la riduzione di spesa per l'assistenza sanitaria sarebbe tanto grande da poter essere anche sostenuta. L'assistenza sanitaria per essere efficiente dovrebbe disporre di medici onesti, liberi, colti, capaci ed esperti, devoti alla professione e liberi da qualsiasi deviazione ideologica".



LA POSIZIONE DEL MEDICO DI OGGI

Chi potrebbe non condividere quanto affermava Di Bella nelle sue riflessioni sulla professione del medico, ovvero quando diceva che se si considerassero tutti i problemi quali il diritto alla salute, il controllo delle nascite (aborto, contraccezione e sterilizzazione), la profilassi e gli esiti di embriopatie e fetopatie, i trapianti, l'eutanasia e la sperimentazione, si comprenderebbe quanto sia grave l'onere della responsabilità del medico.

Ma in una società in cui le leggi mutano continuamente, le basi tradizionali della famiglia crollano, sbiadiscono i sentimenti di gratitudine, di stima, di rispetto, anche il rapporto medico-paziente tende a raffreddarsi, a diventare formale, talvolta anche ostile.



Chi almeno una volta nella vita non si è trovato di fronte ad un rapporto di questo tipo? Il paziente viene "sbrigato" in pochi minuti, non viene ascoltato, considerato innanzitutto come persona, anzi viene trattato con aria di distaccata superiorità e si vede investito da una "caterva" di esami ed indagini, anche senza un'apparente giustificazione logica, e passivamente li accetta.

"L'interesse per l'ammalato fino al sacrificio, l'orgoglio per aver indotto una rapida e completa guarigione, la fugace ma ineffabile gioia per essere riuscito a cogliere l'esatta diagnosi, sono ricordi pallidi e sfumati – dice il professore – della gloriosa e carismatica figura del vecchio medico condotto, che poco chiedeva e tutto dava in dignitoso silenzio".

E chi oggi tra i medici intellettualmente più onesti, più attenti al paziente, non si ritrova travolto da una società moralmente decaduta e come dice Di Bella "sperimenta ogni giorno più a suo danno il costo della sua umiltà, della sua fede, del suo amore per il prossimo, del suo spirito di dedizione".



L'American medical association, già nel 1985, come illustrato da Di Bella, si avvaleva di standards di comportamento che il medico deve seguire nei confronti dei suoi pazienti, dei colleghi e del pubblico. Quello del medico è dichiarato come un servizio all'umanità, nel pieno rispetto della dignità dell'uomo. Il medico deve tendere a migliorare la sua cultura su basi scientifiche; a mantenere integra, sotto ogni aspetto, la sua moralità; a tenere alta la dignità e l'onore della professione; a denunciare i colleghi immorali e fuorilegge; a non abbandonare un paziente; a chiedere una ricompensa commisurata ai propri servizi ed alla disponibilità del paziente; a mantenere il segreto professionale; ad estendere gli ideali della professione alla società.

Lucia Russo

Il Quotidiano di Sicilia 03/08/2004
   
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