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venerdì 24 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Rassegna stampa


«Proveremo l'efficacia del metodo Di Bella»

Il Ministro della Salute a fine luglio stava per varare un Provvedimento che avrebbe portato al blocco della Terapia Di Bella, che il giorno 12 agosto sarebbe stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Il Provvedimento prevedeva il passaggio della somatostatina in fascia ospedaliera impedendone di fatto l’acquisto in farmacia da parte dei pazienti.
Per interessamento dell’on. Ercole, che ha sempre attivamente difeso la libertà di terapia, Radio Padania mi ha dato ampio spazio per trattare l’argomento. Successivamente anche altri parlamentari della Casa delle Libertà sono intervenuti chiedendo al Ministro Sirchia di non attuare il Provvedimento, che al momento è stato accantonato.
Le interrogazioni parlamentari e l’interpellanza (trasmessa in diretta dalla 2° rete Tv nel corso della trasmissione "Question time") saranno reperibili nella sezione "News Legislative" del sito ufficiale www.metododibella.org.
Il Provvedimento ha destato sorpresa in quanto, dopo il Congresso MDB, il Ministro Sirchia aveva inviato a me, in qualità di presidente della Sibor-Mdb, il fax allegato in cui si prospetta una rivalutazione del MDB partendo da alcune patologie. Nel corso del 2004, infatti, è stata creata la Società Italiana di Bioterapia Oncologica Razionale - Metodo Di Bella organizzatrice del congresso di maggio.
Il programma e gli atti congressuali sono già in parte reperibili sul sito ufficiale della terapia Di Bella www.metododibella.org nella sezione "News scientifiche".
Non vi era alcuna giustificazione né scientifica e tanto meno etica per questo Provvedimento, coincidente con la ripresa di un crescente interesse scientifico sul MDB e l'incremento dei pazienti che si rivolgono a questo metodo. Questo rinnovato interesse per il MDB coincide con la crisi della chemioterapia, i cui presupposti scientifici si stanno progressivamente vanificando, sostituiti da un orientamento sia della ricerca che terapeutico di tipo biologico, che non potrebbe confermare in forma più evidente e completa l’intera impostazione terapeutica e la concettualità razionale del Prof. Di Bella. Infatti la chemio, in base alle crescenti e ormai indiscusse conferme ed evidenze scientifiche del notevole potenziale antitumorale di ogni componente del MDB, non può più nè scientificamente nè eticamente essere posta a fulcro ed asse portante della terapia dei tumori.
Al congresso MDB, per la prima volta, personalità eminenti della scienza e dell’oncologia hanno preso atto del razionale del MDB, delle sue solide e integrate basi matematiche, fisiche, chimiche, biochimiche, farmacologiche, biologiche e cliniche. Non a caso alcuni scienziati intervenuti sono profondi conoscitori della biologia molecolare, dei meccanismi della matrice extracellulare, chiavi di lettura dell'oncologia che stanno confermando la razionalità del Metodo Di Bella, basato sulle scienze esatte, ma forse troppo innovativo e avanzato per essere compreso e accettato. Sta approvando il MDB un numero ancora modesto ma crescente di oncologi ed ematologi, inizialmente scettici e ostili al MDB, non per spirito di conservazione o faziosità, ma perché non sufficientemente informati su un razionale che affonda le sue radici nella conoscenza ampia e nell’integrazione continua di chimica, fisica, matematica, biologia molecolare e pratica clinica.
L’impiego dei principi attivi del MDB, e la piena comprensione del loro meccanismo d’azione sinergico e interattivo sulle popolazioni cellulari neoplastiche, e i relativi aspetti di biologia molecolare attivati e controllati, aprono nuove e insperate possibilità nella lotta ai tumori. Il MDB rappresenta un cambio traumatico di concezioni terapeutiche e mentalità cliniche convenzionali, acquisite, consolidate, tradizionalmente, abitudinariamente impiegate non per quei successi che non possono dare, perché fondamentalmente inadeguate ad intervenire sulle cause del tumore e pertanto sostanzialmente inefficaci, nè per la tossicità inaccettabile, ma per varie cause.
1. L’assenza, fino alla comparsa del MDB, di valide alternative razionali, - che potessero sostituirle per maggiore efficacia e minore tossicità.
2. La naturale tendenza ad appiattirsi su concezioni terapeutiche protocollate, ripetitive, standardizzate, abitudinarie, anche se superate, obsolete, ingessate nei loro schematismi, talvolta difese contro ogni logica ed evidenza. Riesce difficile comprendere e accettare questa sorta di conservatorismo medico- scientifico, in quanto nei tumori solidi, quando la neoplasia supera le possibilità chirurgiche, il fallimento regolare e sistematico e le drammatiche sofferenze che gli inutili trattamenti chemioterapici infliggono ai malcapitati, non hanno ancora provocato molti ripensamenti critici nè la diffusa consapevolezza dell'assoluta necessità di ricercare e attuare percorsi terapeutici totalmente difformi e innovativi.
3. Noti ed evidenti conflitti d'interesse ideologici e finanziari.
Lascio inoltre ai lettori il giudizio sull'atteggiamento di personaggi del potere accademico-sanitario che hanno vivamente e ripetutamente "sconsigliato" i docenti universitari partecipanti al congresso sul MDB a intervenire, e li hanno "avvertiti" dell’assoluta "inopportunità" ad associarsi con i medici iscritti alla Società Italiana di Bioterapia Oncologica Razionale - Metodo Di Bella che prevede, tra i suoi obiettivi primari, la liberazione della scienza e della medicina dall’asservimento sempre più avvilente e degradante a mafie e circoli di potere. Alcuni professori universitari hanno chiaramente denunciato questi "consigli" nel corso della loro relazione congressuale, ed essendo stati registrati tutti gli interventi per la pubblicazione degli atti, esiste prova documentale delle loro dichiarazioni.
Se i nemici occulti e dichiarati del MDB avessero avuto ancora qualcosa da dire scientificamente e idee valide da proporre e difendere, avrebbero accettato l’invito a intervenire al Congresso, che era stato inviato a numerosi centri universitari. È sempre più evidente che non osano accettare il confronto e il dibattito scientifico e che le loro posizioni sono ormai obsolete, per non dire arcaiche, scientificamente e clinicamente indifendibili, imposte dal potere accademico-politico-finanziario, e sostenute da una logica corporativa, non dalla razionalità del dato scientifico.
La manifestazione ancora più meschina di questo atteggiamento farisaico si ebbe il giorno seguente alla conclusione del congresso, cui avevano dato ampio spazio numerosi organi di informazione come "la Padania", il "Corriere della Sera", l’inserto "Salute Repubblica", "Panorama", il "Quotidiano Nazionale", il Tg2 ecc.
Il Congresso si concluse il 10 maggio, il giorno undici maggio fui contattato dalla redazione di "Porta a Porta" per partecipare il giorno seguente alla trasmissione con la testimonianza di pazienti affetti da gravi patologie tumorali, che potevano documentare la guarigione avendo ampiamente superato i fatidici cinque anni in assenza di malattia.
Numerosi pazienti da varie parti d’Italia, in numero ben superiore a quello richiesto per la trasmissione, si mobilitarono, dando la massima disponibilità. Essendo stato l’invito inaspettato e a brevissima scadenza, molti disdissero impegni lavorativi, organizzarono il viaggio a Roma, raccolsero e ordinarono tutta la documentazione.
Alcuni professori universitari e dirigenti ospedalieri che avevano partecipato con comunicazioni al congresso MDB, accettarono l’invito e ci organizzammo per la trasmissione, che fu improvvisamente disdetta a poche ore della registrazione dalla redazione di "Porta a Porta" per l’atteggiamento di ostracismo e di assoluta chiusura di importanti settori dell’oncologia, che inviarono un comunicato alla redazione (come mi fu riferito da un collaboratore della redazione stessa).
Non sono mai venuto in possesso del documento, che deve essere stato oltremodo eloquente e determinante se ha stroncato immediatamente la trasmissione, allontanando il temuto pericolo di un pubblico confronto e di un aperto dibattito tra oncologi che per l'occasione vennero definiti "possibilisti" (sul MDB), e "fondamentalisti" (radicalmente e visceralmente ostili al MDB) paladini ad oltranza della chemioterapia e di una restaurazione post-dibelliana di concetti ormai superati e vanificati dalle evidenze scientifiche.
Come se non bastasse, qualche collega al rientro dal congresso stato è stato convocato dai superiori e ripreso, come se avesse partecipato ad una congiura antibaronale, e si fosse macchiato del delitto di lesa maestà per aver ignorato il perentorio divieto a partecipare al congresso.
Attorno ai medi MDB si stanno aggregando sostenitori, amici e parenti di ammalati associazioni, per aiutarli nella raccolta, elaborazione e pubblicazione di conferme scientifiche del Mdb.
Infatti, subito dopo il congresso, è stata riconosciuta dal Ministero degli Interni la "Fondazione Di Bella", che continuerà le linee di ricerca del prof. Di Bella. Il sito della Fondazione Di Bella è www.metododibella.org, con indirizzo di posta elettronica "info@metoddibella.org".
Con la collaborazio dei medici della Sibor-MDB, di docenti universitari e di un importartante centro oncologico di ricerca e clinica, la Fondazione ha recentemente avviato la raccolta di dati clinici e il monitoraggio di pazienti in trattamento con MDB, secondo i criteri dell’Oncologia basata sull'Evidenza codificati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Entro 2 anni circa è previsto il completamento della raccolta dei dati elaborati statisticamente, e una base documentale scientificamente inattaccabile delle reali possibilità terapeutiche del MDB.

Giuseppe Di Bella

La Padania 13/10/2004
http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine/index2.aspx?pDesc=255,1,8
   
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