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venerdì 24 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Rassegna stampa

Il ministro Storace riapre la questione. Un blogger si chiede: la lobby medica è pronta?
Chi ha ancora paura della cura Di Bella?

Bravo FrancescoStorace, che inaugura il suo mandato di ministro della Sanità con un atto tanto impopolare quanto coraggioso e giusto: riaprire la discussione sulla cura Di Bella.
Oggetto di contestazioni violentissime da parte della lobby dei medici, fu sperimentata sotto il ministro Rosi Bindi in modo approssimativo e scorretto, fino a decretarne ingiustamente l'inefficacia.
"Ingiustamente" perchè laddove la terapia fu praticata con particolare attenzione alle prescrizioni del suo proponente - il fisiologoAntonio Di Bella - spesso portò a risultati positivi che vennero volutamente e sistematicamente sottovalutati o peggio taciuti.
In moltissimi casi, invece, la cura Di Bella venne sperimentata scorrettamente, senza alcuna attenzione al protocollo e alle più elementari garanzie farmacologiche.
Certo è che la terapia è stata osteggiata dalla lobby medica per motivi facilmente individuabili, mentre sarebbe opportuno che venisse sperimentata e analizzata con rigore e senza pregiudizi.
In un noto ospedale romano, ad esempio, i casi sottoposti alla cura con rigore e onestà, diedero una buona percentuale di risultati positivi o comunque incoraggianti, tenendo conto che la sperimentazione fu riservata ai soli malati terminali, già sottoposti senza esito alle terapie tradizionali e giudicati non passibili di miglioramento alcuno.
Questo dato mi fu comunicato, ai tempi del ministro Bindi, da uno dei medici che acconsentì alla sperimentazione, e che stupito ne constatava i risultati.
Ora, io non credo che questa cura sia miracolosa per qualsiasi male, nè intendo incoraggiare l'abbandono delle terapietradizionali, tutt'altro; ritengo però che nessuna strada alternativa nella cura del cancro vada esclusa, salvo che non sia totalmente fallimentare. La cura Di Bella non può essere definita in questo modo, anche perchè non è stata protetta nella sua sperimentazione da coloro che non avevano alcun interesse affinchè funzionasse.
Bravo e coraggioso Storace, allora, se questa volta ci permetterà di conoscere, nel bene e nel male, gli effetti della terapia.
Siamo disposti a buttarla nel cestino, se fallisce, a patto però che l'iter sperimentale venga seguito correttamente fin nei minimi particolari.
Resta la domanda: la lobby medicaè pronta ad accettarla nel caso funzionasse? Purtroppo per i cittadini temo di no.

tratto da:rolliblog.net

di Rolli

Libero News 06/05/2005
http://liberoblog.libero.it/italia/bl371.phtml
   
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