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martedì 21 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Rassegna stampa


Oncologia: Fa discutere la comunità scientifica la poposta del ministro Storace di riesumare la terapia Di Bella

Non pregiudizi ma rigore scientifico di Gilda Mautone Terapia di Bella e chemioterapia di nuovo a confronto dopo l’annuncio del ministro della Salute Francesco Storace che si è detto pronto a verificare l’attendibilità della sperimentazione clinica, condotta alla fine degli Anni Novanta, che bocciò l’efficacia del cocktail anticancro proposto dal fisiologo modenese. Mentre Storace rilancia l’ipotesi di utilizzare la terapia Di Bella (almeno per i pazienti terminali e per uso compassionevole) gli oncologi campani - pur con qualche apertura alle metodologie alternative di cura e timide riserve sulla reale efficacia delle armi tradizionali - restano ancorati su posizioni di rigore scientifico e confidano nella svolta, già concreta, rappresentata dai nuovi farmaci biologici.

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Sul piano dei costi non c’è partita: un ciclo mensile della multiterapia Di Bella, soprattutto dopo la liberalizzazione della vendita di Somatostatina, non supera gli 800 euro per tutti i componenti della formulazione dell’originale formula anticancro ancora utilizzata in tutta Italia da alcune centinaia di pazienti seguiti da una fitta rete di medici di base e di specialisti presenti su tutto il territorio nazionale, soprattutto nel Centro-Nord del Paese. Il costo di un ciclo di chemioterapia tradizionale, invece, pur considerando i consistenti sconti concessi dalle case farmaceutiche alle strutture pubbliche del Servizio sanitario nazionale, oscilla da alcune centinaia di euro per i farmaci a base di taxani, considerati obsoleti, alle migliaia di euro per i preparati di ultima generazione a base di anticorpi monoclonali, farmaci biologici e antiangiogenetici. Farmaci che, tuttavia, garantiscono un’efficacia notevole in un’elevata percentuale di casi con una tossicità molto ridotta rispetto al passato ed effetti collaterali tollerabilissimi. La ricerca avanza e la strada è tracciata. Ne è convinto Giacomo Cartenì, primario di oncologia medica dell’azienda ospedaliera Cardarelli «Al congresso mondiale di Orlando è stato è documentato l’aumento della sopravvivenza dei pazienti trattati con la chemioterapia adiuvante anche nelle forme iniziali di tumore e comunque sempre dopo un intervento chirurgico, almeno per il carcinoma del Polmone e della prostata”. Promesse anche dalle nuove classi di molecole biologiche, ad alta selettività, per un numero sempre più ampio di neoplasie. «Fatti concreti che danno entusiasmo fondato sulla ragione non sulla suggestione».


La scienza è rigore

Dello stesso parere Sabino De Placido, ordinario di Oncologia medica della Federico II: “Non è eticamente accettabile alimentare false speranze per metodologie di cura prive di scientificità. Di Bella ci ha insegnato che nella cura del cancro gli aspetti dell’umanizzazione delle cure e del rapporto con il paziente diventano fondamentali, probabilmente al punto di influenzare anche le percentuali di sopravvivenza. Ma è nostro dovere continuare a proporre cure che abbiamo reale responso clinico».


Sperimentazione fallita

Ancor più netta la posizione di De Matteis, primario di Oncologia medica all’Istituto Pascale: “Su 386 pazienti che accettarono, anni fa, di entrare nella sperimentazione della terapia a base di somatostatina sono state riscontrate solo 3 risposte parziali con un arresto della progressione della malattia e un rallentamento in altri due casi. Al confronto le terapie di cui oggi disponiamo danno ben altri riscontri. Ciò è quello che conta. Io fui tra quelli che parteciparono con speranza al test, definito nelle dosi e nelle modalità dallo stesso professor Di Bella insieme all’ex ministro della Salute Umberto Veronesi e Rosi Bindi. Capisco le ragioni del ministro ma non possiamo tacere la verità dei dati».


Indaghiamo di più

Più aperta la posizione di Francesco Cremona, oncologo presso lo stesso istituto di ricerca partenopeo: «Negli Usa contro il cancro studiano e sperimentano tutto, anche il digiuno prolungato. Sono documentati casi di remissione e anche di guarigione. Se ciò accade, come pare, anche con la Terapia Di Bella non mi meraviglia che si possa approfondire il ruolo anticancro svolto da ciascuna delle sostanze che compongono la multiterapia. Il nostro punto di vista, e la stessa ricerca, del resto, guardano alla malattia tumorale da un solo punto di vista. Tutto quello che funziona, anche in un solo caso merita, a mio parere, di essere tenuto in considerazione. Una revisione critica dei dati della sperimentazione è secondo me legittima. Recettori per la somatostatina sono presenti in tutti i tumori. E singolarmente prese tutte le sostanze del cocktail proposto da Di Bella hanno un effetto ancticancro» Ciò spiegherebbe le guarigioni documentate dai seguaci di Di Bella. Come il caso di un bambino affetto da neuroblastoma illustrato da Bruno Vespa a Porta a Porta: “Il neuroblastoma è un tumore particolare — spiega tuttavia Caponigro, oncologo partenopeo dell’organizzazione europea contro il cancro — che in alcuni rari casi, soprattutto dell’infanzia, possono andare incontro a remissione spontanea. I chemioterapici presenti a basse dosi nella multiterapia Di Bella possono, inoltre, esplicare un effetto anticancro con meccanismi molecolari diversi».

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La scheda


I farmaci utilizzati si distinguono in essenziali e complementari. Le sostanze essenziali rientrano nella cosiddetta tetralogia di base ad effetto terapeutico esponenziale. Si tratta di una miscela costituita da retinoidi, bromocriptina, melatonina e somatostatina o suoi analoghi (octreotide).

Le sostanze complementari coadiuvanti, alcune specifiche per alcune patologie neoplastiche (isoniazide, urotropina, selenio metionina, clodronato di sodio, aminoglutetimide, cortisone, glucosamina, condropolisolfato, gluconato lattato di calcio, carbonato di calcio, diidrotachisterolo, vitamina C, ACTH simile). Pochi chemioterapici a dosaggio molto basso, la ciclofosfamide, l’idrossiurea ed il mitobronitol, che come tutti gli altri farmaci sono modulati in base alle indicazioni dei periodici esami di laboratorio.


Le differenze con la chemioterapia

Lo scopo della terapia non è quello chemioterapico di distruggere le cellule tumorali insieme a quelle sane ma quello di aumentare le capacità delle cellule di difendersi dalla neoplasia e al tempo stesso di limitare gran parte degli stimoli fisiologici all’accrescimento cellulare e quindi anche delle cellule tumorali. Impedire al tumore di crescere accerchiando le cellule tumorali riducendo la loro capacità di crescita incontrollata.La cellula tumorale utilizza l’ormone della crescita (GH) 500 volte più del normale. La modulazione di questo ormone avviene per mezzo della somatostatina.Fondamentalmente restituire al paziente una qualità di vita dignitosa: renderlo più autosufficiente, limitargli la sofferenza fisica prolungando il più possibile la sopravvivenza determinando in pratica una convivenza con la malattia. In alcuni casi, secondo i propugnatori della terapia, si assiste ad una scom parsa della malattia, quindi ad una guarigione che deve comunque essere seguita da un impiego dei farmaci, sia pure a dosi ridotte, e dai periodici controlli diagnostici.


Le modalità di somministrazione

La terapia Di Bella può essere fatta a domicilio perchè si tratta di assumere solo terapia per via orale (compresse ed uno sciroppo) prima e dopo colazione, dopo pranzo e dopo cena, mentre la sera dalle ore 22 alle ore 6 va somministrata la somatostatina per mezzo di un infusore automatico, una specie di portasiringa elettronico dotato di un timer (siringa temporizzata) che mentre il paziente dorme provvede ad infondere il farmaco gradualmente sotto la pelle, con un ago a farfalla, proprio per ostacolare l'azione di una sostanza che l’organismo produce ad ondate durante le ore notturne e che farebbe accrescere la neoplasia.Al posto della somatostatina si può usare con pari efficacia l'OCTREOTIDE LAR, un'iniezione intramuscolare da somministrare ogni 25 giorni. Almeno una volta al mese occorre fare un prelievo di sangue comprensivo dei markers specifici per patologia. Utili esami ecografici trimestrali, TAC o Risonanza Magnetica Nucleare ogni sei mesi. Il resto (ecg, radiografie, scintigrafie, ecc.) su consiglio del medico al quale vanno segnalati eventuali effetti collaterali per apportare le modifiche necessarie. Il costo complessivo per la terapia da assumere per un mese è di circa 800 euro , ma varia a secondo dell'uso della somatostatina o dell'octreotide LAR (da 20 mg. costa circa 1.800 euro). Alcuni farmaci sono prescrivibili ed in vendita in tutte le farmacie. La somatostatina (meglio quella biologica-galenica) in alcune farmacie italiane ed estere è in vendita ad un prezzo accessibile, intorno ai 16 euro per una dose di 3 mg. La melatonina, il complesso ai retinoidi ed altri farmaci cosiddetti galenici perchè creati nel laboratorio del farmacista, hanno un costo contenuto e si trovano in alcune farmacie italiane ed estere


Nel 1998 la sperimentazione

Nel '98 si è conclusa la sperimentazione voluta dal Ministero della Sanità che non ha fornito risultati positivi. Il prof. Di Bella ha contestato i risultati dichiarando che quella sperimentata non è la sua cura, riferendosi alla qualità ed alla quantità dei farmaci utilizzati. Alcune Procure italiane hanno indagato sulla validità dello studio osservazionale mentre la procura di Maglie ha raccolto centinaia di cartelle cliniche che attesterebbero guarigioni e stazionarietà delle patologie. A distanza di tre anni dalla fine della sperimentazione il Ministero della Sanità ha disposto, per motivi compassionevoli, di continuare a fornire gratuitamente i farmaci ai pazienti arruolati nella sperimentazione, allora definiti terminali con prognosi di circa tre mesi di vita, Nel 2001 Emilia, Lazio e Lombardia hanno chiesto che gran parte delle spese per sostenere la terapia Di Bella sia a carico della Regione. E' stata fatta anche richiesta di istituire 15 posti ospedalieri per pazienti da curare con la terapia del compianto Professore modenese, scomparso all'età di 91 anni nel luglio 2003.

Il Denaro 21/05/2005
   
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