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venerdì 24 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Rassegna stampa


Terapia Di Bella: le esperienze sul campo

Lei ha un cancro al seno e decide di non operarsi. Lui ha un linfoma che riparte più forte di prima dopo avere fatto la chemioterapia e rifiuta le cure che gli vengono riproposte in ospedale. Entrambi si affidano poi alla cura Di Bella e ottengono in breve tempo benefici che meravigliano anche l'ecografista, che sostiene: «Sono soddisfatto quando vedo questi pazienti stare meglio». La Multiterapia Di Bella contro il cancro (Mdb) continua a far parlare di sé anche in Sicilia, terra natia del fisiologo Luigi Di Bella, ideatore di un'associazione di farmaci, basata su somatostatina, melatonina, retinoidi, bromocriptna, ACTH, vitamine C, D e un chemioterapico a dosi molto blande. Intanto il ministro della Salute, Francesco Storace, dichiara all'agenzia Adnkronos che la valutazione della cura Di Bella rappresenta una priorità per il 2006. Questo perchè sono sempre di più le testimonianze che urtano contro il verdetto negativo emesso nel 1998 dall'Istituto superiore di sanità al termine di una sofferta, contestata e anche frettolosa sperimentazione.

Tra le testimonianze di persone che hanno tratto beneficio dalla Mdb che, occorre ricordarlo, è una terapia sperimentale non riconosciuta dalla comunità scientifica, abbiamo raccolto in questi giorni a Catania quelle di Lorenza Lacchiana, 50 anni, e di Alfio Nicotra, 48, proprio mentre il Tribunale etneo (provvedimento firmato dal giudice Riccardo Camilleri) ordina all'Asl 3 di "fornire gratuitamente i farmaci indicati per il periodo reso necessario dal trattamento con protocollo Multiterapia Di Bella" a un altro paziente di 60 anni che avrebbe ottenuto benefici con la cura contestata.

Lorenza Lacchiana, titolare di un negozio, a maggio 2003 scopre sotto l'ascella l'esistenza di una sorta di pallina, molto visibile anche allo sguardo. Il proprio medico dice che non è niente, ma la successiva ecografia dimostra che c'è bisogno di un intervento urgente e la donna viene inviata in clinica. «Sono andata alla Clinica Musumeci – racconta la signora – e il dottore che mi ha visitato mi ha raccomandata di operarmi subito, non ho avuto neppure il tempo di riflettere. Il medico dopo le analisi mi ha spiegato quale parte sarebbe stata asportata». La signora vuole vederci più chiaro e si rivolge a un altro medico che le conferma l'assoluta urgenza di operarsi. «La prenotazione per l'intervento – aggiunge Lorenza – era per il 16 luglio 2003». Ma intanto aveva sentito parlare del professor Di Bella e della sua cura e quindi si è rivolta a un medico che pratica la Mdb anche a Catania, Giovanni Calogero. Che l'ha però invitata (inutilmente) a operarsi d'urgenza prima di prendere in considerazione la cura. «Ho deciso di seguire il mio cuore – confessa la donna – e ho comunicato al mio medico di famiglia che il giorno dopo non mi sarei operata. La stessa sera del 15 luglio mi sono recata in farmacia e ho iniziato la cura Di Bella. In dicembre il tumore era sceso da 2 centimetri a 9 millimetri, come emerge dall'ecografia. Il dottor Calogero insisteva per l'intervento ma io non l'ho voluto fare, e mi sono ripromessa di praticare in maniera minuziosa e completa la cura Di Bella. Così ho fatto i controlli ogni tre mesi e oggi il tumore è quasi sparito. Quando l'ecografista ha visto non ci credeva e mi ha detto che avrei dovuta rifarla. Dunque l'ho ripetuta ma il tumore non c'era. L'ecografista ha commentato che se non avessi portato l'ecografia precedente non ci avrebbe creduto e ha ammesso di essere contento della cura che sto facendo».

Lo stesso ecografista, Michele Giaimo, redige il 10 novembre 2005, un referto positivo anche nel caso di Alfio Nicotra, impiegato in città, che si giova di una remissione del Linfoma Non Hodgkin trattato con la cura Di Bella. "Nei confronti del precedente esame del 15.7.05 – si legge tra l'altro nel documento – non appare più apprezzabile la raccolta liquida in cavità peritoneale, sottoepatica, perisplenica e interenterica, in precedenza segnalata". E ancora: "Non appaiono più sicuramente visibili i linfonodi iperplasici della regione peripancreatica e paraortici". Conclusioni: "In riferimento al precedente esame – vi si legge ancora – il quadro ecografico è nettamente migliorato sia per il riassorbimento della componente liquida che per la volumetria dei linfonodi esplorabili". Appena prima, l'ecografia del 15 luglio aveva fatto emergere che "numerosi linfonodi iperplasici in riferimento alla malattia già nota si osservano in sede peripancreatica circa 16-18 e 22 mm. e della regione paraortica dell'addome superiore circa 24-25 mm".

Alfio Nicotra aveva fatto ricorso alla chemioterapia. Secondo le statistiche, in effetti, il Lnh è una di quelle malattie oncologiche che rispondono meglio a questo tipo di terapia convenzionale. Ma non sempre è così, ed è per questo che il Lnh è stato uno dei nove tumori sui quali fu eseguita la sperimentazione Di Bella nel 1998, nella speranza che si potessero ricavare nuove armi contro la malattia. «Mio marito – ricorda la signora Rita Messina – ha scoperto nel 2004 di avere un linfoma ed è stato seguito dal centro ematologico Ferrarotto. Gli hanno fatto subito dodici sedute di chemio senza però dirci nulla sulla possibile guarigione, i medici del resto non dicono mai nulla». La terapia è stata completata a dicembre di quell'anno e la Tac e la Pet eseguite a gennaio 2005 mostravano una completa remissione della malattia, il linfoma non c'era più: la chemio aveva funzionato. Però? «Però – spiega Rita – a giugno 2005 una successiva Tac torace-addominale mostrava una forte ripresa della malattia di mio marito». Leggiamo tra l'altro dal documento in nostro possesso: "Evidente progressione della malattia a livello linfonodale lombo-aortico e mesenterico, dove sono apprezzabili pacchetti linfonodali in parte confluenti, con diametro compreso tra 1 e 4 cm a livello mesenterico". E ancora: "Linfonodi aumentati di volume con diametro massimo di poco inferiore ai 2 cm si refertano lungo gli assi iliaci e in sede otturatoria bilaterale".

La malattia di Alfio è dunque ripartita più forte di prima. «A quel punto – racconta la donna – siamo tornati al Ferrarotto, non c'era il medico che lo seguiva e un'altra dottoressa ha deciso di eseguire una biopsia e poi ha prospettato altri cicli di chemioterapia. Mio marito era distrutto e io gli ho detto: tu la chemio non la fai più. Hanno subito telefonato a casa per dire che era tutto pronto, gli ho risposto che non eravamo d'accordo di fare la chemio e che stavamo pensando alla terapia Di Bella. La dottoressa mi ha lasciato in linea per riferirlo al suo professore, poi è tornata al telefono per dirmi che mio marito avrebbe rischiato la vita con la terapia Di Bella». Che invece con la chemio l'uomo stava diligentemente mettendo al sicuro? «Io le ho risposto che ognuno può fare ciò che crede e che se avessimo cambiato idea l'avrei volentieri richiamata».

Nel frattempo l'uomo sta molto male: «Quando è venuto a ritirare i farmaci della Multiterapia Di Bella il paziente non si riconosceva», è la testimonianza di Teresa Palermo, titolare della farmacia Della Guardia a Catania, che crede sempre di più nelle preparazioni galeniche prescritte dal contestato fisiologo che anche la sua farmacia prepara da anni come altre farmacie italiane, a dimostrazione che si sta parlando di farmaci riconosciuti e non di non meglio identificati cocktail. «Aveva un herpes lunghissimo sul naso – prosegue la farmacista – il viso distrutto, non si poteva guardare, aveva febbre notte e giorno, era magrissimo. L'ho pure fatto vedere dal mio medico che mi ha rivelato che era al terzo stadio di una malattia in veloce progressione». Insomma si doveva intervenire ma di fare la chemio non se ne parlava. Il medico Calogero prescrive allora la cura Di Bella all'uomo annunciandogli che stando al razionale della cura e in base all'esperienza acquisita con la Mdb qualche importante risultato ci sarebbe stato di sicuro e presto.

In effetti la cura inizia a fare effetto già a fine estate 2005. La febbre è già passata, se a luglio era invaso dall'ascite, a settembre sta decisamente meglio. L'umore migliora e l'uomo propone al figlio di stare a casa da scuola per qualche giorno. Vuole rifarsi dell'estate persa e inizia ad andare al mare dove nuota fino a novembre. «E a novembre – prosegue la moglie – l'ecografia dice che i linfonodi sono assorbiti». L'ecografia eseguita da Giaimo il 10 novembre 2005, e citata sopra, testimonia il beneficio ottenuto dal paziente. Il 18 gennaio 2006 l'altra buona notizia scaturisce da un ecocardiogramma. Vi si legge: "Rispetto al precedente controllo, riduzione della frequenza cardiaca. Non più visibile il liquido precedentemente riscontrato in cavità addominale e lungo la parete laterale del cuore". Nicotra, che riusciamo poi a incontrare, ci conferma di persona l'attuale buono stato di salute. Grazie a una terapia che gli sta costando 600 euro al mese. Certo, non sono più i 16 milioni di lire mensili, causati dall'eccessivo prezzo della somatostatina (516.000 lire a fiala giornaliera, contro i circa 15 euro di oggi) che fecero scendere in piazza i pazienti nel 1997 e che fecero scoppiare il caso Di Bella, ma si tratta di una cifra importante per la quale anche lui pensa ora di rivolgersi al giudice per ottenerne la gratuità. Come hanno fatto già migliaia di pazienti in tutta Italia. Alcuni sono deceduti lo stesso ma tanti altri no.

Vincenzo Brancatisano

Quotidiano di Sicilia 17/01/2006
   
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