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venerdì 24 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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E il professore passa le giornate a visitare pazienti

MODENA — Che fa il vecchio professore mentre intorno a lui e alla sua controversa cura alla somatostatina infuria il dibattito a colpi di inchieste e di interpretazioini scientifiche? Anche in queste giornate di freddo polare, col termometro a - 4, lo vedono al mattino presto, prima delle sette. Esce in giardino con suo passo lento, il capino reclinato di lato e coperto di capelli bianchi come fosse un batuffolo di cotone, va sul retro prende un po' di legna e torna dentro. Poi si tuffa in laboratorio. Sospira e medita, legge e rilegge testi e documenti. Parla poco e visita. A metà mattina, come ai vecchi tempi del braccio di ferro con la Bindi, è ripreso massiccio il pellegrinaggio del dolore. Sono pazienti vecchi e nuovi. Ci sono quelli che arrivano per un semplice controllo e quelli che provano a suonare chiedendo una visita. Fa quello che può l'anziano fisiologo. Vorrebbe dire di sì a tutti ma i suoi collaboratori dirottano la maggior parte dei nuovi pazienti a medici di fiducia. Saranno un centinaio in tutta Italia ma buona parte è concentrata nel Lazio e in Emilia Romagna. Una ventina di ammalati al giorno tuttavia riesce a passare il cancelletto della villetta bunker. «Ogni giorno arrivano centinaia di telefonate — dicono quelli dello staff dibelliano — e noi non possiamo far altro che dirottarle alle associazioni di pazienti come l'Aian che conoscono i recapiti dei medici consigliati». Di fatto le visite del professore sono contingentate. «Mio padre è anziano e non si risparmia — spiega Giuseppe Di Bella, il figlio medico — ma ne va della sua salute. Se potesse accoglierebbe tutte le richieste ma tenete conto che deve continuare le ricerche, deve aggiornarsi, studiare e spesso viene invitato a convegni e incontri». Anche per il Duemila ha già in programma alcuni viaggi all'estero, soprattuto adesso che nonostante la bocciatura della sperimentazione illustri riviste mediche straniere hanno cominciato a considerare i suoi studi e a pubblicare i risultati della sua personale attività che la medicina ufficiale comtinua ad ignorare, almeno sul piano strettamente formale. I pazienti l'hanno cercato anche a Natale. E non solo per farsi visitare. L'ingresso intero della villetta era ingombro di regali, donati in beneficenza. Beppe Boni Nella foto: l'esterno della casa modenese del professor Di Bella

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IL GIORNO/IL RESTO DEL CARLINO/LA NAZIONE 05/01/2000
   
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