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mercoledì 22 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Rassegna stampa

INCONTRO AL CINEMA ROSSI CON IL PROFESSORE ORGANIZZATO DALL'ASSOCIAZIONE PRO MALATI NEOPLASTICI DI BELLA DI MENTANA Presenti anche persone colpite da tumore. "Tante difficoltà ancora da superare"
Applausi a Di Bella per la Speranza

Il Professor Luigi Di Bella è sceso dalla macchina e subito è esploso spontaneo l'applauso delle tante persone che erano ad accoglierlo. E dentro al cinema Rossi, dove l'Associazione ha organizzato l'incontro di sabato 19 maggio con il Professore, le persone erano ancora di più. In tanti con una storia da raccontare, un malato di cancro in famiglia, tra gli amici. E c'erano anche gli stessi malati, che vedono nel professore una speranza, una luce per il futuro. Tanti erano anche i curiosi accorsi a vedere questo uomo che tanto clamore ha suscitato nei media. Tutti alla fine lo hanno definito più o meno così: un misto di forza e determinazione, gentilezza e amore. La serata è stata introdotta da Alessandro CIARELLA, speaker di Radio BBS. Il primo intervento è stato quello del sindaco di Mentana Luigi CIGNONI, che non è entrato nel merito del discorso puramente medico "perchè non è di mia competenza - ha detto - ma è innegabiule che il metodo del prof. Di Bella ha rappresentato una grande speranza. Molti seguono il professore, molti ne traggono benefici. Da discutere c'è una malattia particolarissima, forse si sta avvicinando ad una soluzione. Ma certo è che questo è un momento caloroso, di solidarietà per coloro che soffrono. Una speranza". La parola è poi andata al prof. Luigi DI BELLA, che ha rievocato le tante a cui è andato incontro e che ancora deve affrontare. Non ha offerto facili speranze ma ha parlato delle grandi difficoltà ancora da superare: "la ragione per cui il mio metodo ha suscitato tanti clamori è causa del fatto che il tumore fino ad ora era considerato incurabile. Dopo lungo tempo e svariati mezzi, dopo tutto ancora si muore. Il problema non è solo questo. La vita è un dono più bello. Ne ho già parlato a New York, dobbiamo cercare non di adattarci ma tendere a migliorare lo stato di cose sotto l'aspetto profilattico. Mezzi che possono consentire il ritardo o la scomparsa del tumore. Io sono stato punito perchè, quando ebbi la ventura di fare una comunicazione di facili guarigioni, i giornali sparsero la notizia e le rimostranze delle autorità non si fecero attendere a lungo, arrivarono avvertimenti di non interessarmi più di tumori maligni." Il professore ha brevemente riassunto il suo metodo e la differenza che si viene a trovare con la tradizionale chemioterapia. Se infatti la chemio risponde alla crescita delle cellule tumorali con aggressività, la cura del prof. Di Bella affronta rinforzando il terreno biologico, il sistema immunitario, dall'altro inibendo i fattori di crescita delle cellule tumorali, "sono stato accusato di essere un visionario, per avere ingannato il prossimo con notizie non vere, e un maldicente". La cosa che ha colpito molte persone è stata la filosofia che muove quest'uomo oltre il suo innegabile bagaglio di conoscenze ed esperienze, "la cosa affascinante - dice Luigi Mastra uno studente universitario intervenuto all'incontro per curiosità - è il fatto che un uomo solo possa, con la sola forza delle sue parole e dei suoi gesti, contrastare quel gigante che è la medicina tradizionale, tutto con difficoltà ma ci riesce. Il suo non è stato un discorso tecnico, ma quasi filosofico. Ed è da questa sua base filosofica che il professore è partito per fare poi quello che ha fatto. E poi è stato sincero, ha detto che il problema in molti casi c'è ed è molto pericoloso, ma lui continua a lottare. E finché c'è lui penso ci sia una speranza per gli uomini malati, e un esempio per tutti gli altri". "La vita è sacra - ha continuato il professor Luigi Di Bella - è ozioso e peccaminoso aspettare con i vecchi metodi quando le possibilità ci sono. I principi ai quali mi sono appellato per la terapia non sono falsi. Il primo principio è la sicurezza di non fare del male. Primum non nuocere". Il professore ha parlato per più di un ora. Alla fine, con un'ovazione che ha coinvolto tutta la platea, si è voluto sigillare questo momento prezioso, "commovente - ha commentato Silvana Nicola, - per tutti. Vedere persone che piangono nell'averlo vicino non può lasciare indifferenti. Queste persone erano veramente disperate e credevano di morire. Ha salvato molte vite, vite che altrimenti andavano perse."

Giovanni LEMBO

LE TESTIMONIANZE

A prendere il microfono dopo il discorso del professore una emozionatissima Orlanda IACOVACCI presidente dell'Associazione pro malati neoplastici Di Bella di Mentana. "Di Bella a Mentana era un sogno mio e dell'Associazione - ha detto con voce tremante - quando ho conosciuto il Professore nel 1997 a Modena, ero un mucchietto d'ossa, dopo una serie di operazioni. Grazie al professore ho ricominciato a vivere, vivo grazie a lui. Mi alzo la mattina e vado a dormire la sera con il suo viso pulito, dolce, sempre davanti ai miei occhi. Ha rappresentato una speranza nella vita ed ha insegnato che umiltà e amore sono la cosa principale per andare avanti nella vita".

Mauro Antini ha portato alla platea l'esperienza del fratello, "nel '97 è stata diagnosticata a mio fratello un tumore cerebrale. E' stato operato subito. Dall'esame istologico risultava che la cosa non era bella. Il quel periodo si paralava molto di Di Bella. Prendemmo contatto. Scoprimmo che al Regina Elena erano abilitati alla terapia. Qui incontrammo un dottore che ce ne disse di tutti i colori sulla terapia, dottore che poi divenne responsabile della terapia. Comunque, mio fratello incominciò la terapia. Da quattro anni nessun segno di recidiva malattia. Mio fratello sta bene, lavoriamo insieme, tutto questo è stato possibile grazie alla terapia".

La sig.ra Eliana che è arrivata da Civitavecchia per l'incontro con il prof. Di Bella : "Nel '90 mi asportarono un rene per un carcinoma. Nel '98 un nuovo carcinoma. Sono stata operata dalla medicina tradizionale. Niente da fare. Il tumore progrediva e intaccò il pancreas. I medici mi dissero che non c'era nulla da fare, dovevo aspettare per vivere serenamente gli ultimi anni della mia vita. Per carattere ho la tendenza a lottare. Mi sono rivolta alla cura Di Bella, da allora la malattia si è stabilizzata. Sono due anni che pratico la multiterapia, svolgo la mia attività, e mi godo la vita e la famiglia. Mi consente di condurre una vita normale, forse sono più attiva di prima".

Dopo le testimonianze ci sono state delle domande per il professore, che i volontari dell'Associazione avevano raccolto tra le persone intervenute. Tante domande tecniche, di persone curiose, e vogliose di speranza, a cui il professore risponderà tramite l'Associazione di Mentana. ma c'è stata una domanda e una risposta che ha suscitato ammirazione più delle altre. Alla domanda: "cosa prova quando la terapia funziona sul paziente e lui si salva?" il professor Di bella ha così risposto: "mi meraviglio, anche se me lo aspetto. e poi non mi considero degno di aver fatto tanto. Spero solo che questo sentimento il paziente lo comunichi ad altri".


Tiburno 23/01/2001
   
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