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sabato 25 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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I farmaci impiegati nella Multiterapie Di Bella (MDB)

 

 

La Multiterapia Di Bella, più che un protocollo od una serie di protocolli, è un METODO per la cura dei tumori – come più volte ribadito dall’ideatore. Esso postula una conoscenza profonda e multidisciplinare della medicina e, in modo particolare, della Fisiologia, ed è stato creato dal Prof. Luigi Di Bella dopo ricerche ultratrentennali (i primi lavori sui retinoidi rimontano agli anni ‘39/40).

I farmaci alla base della prassi prescrittivi Mdb variano in dipendenza della singola patologia neoplastica, dello stadio del tumore, della sua dislocazione e/o metastatizzazione, delle condizioni cliniche e fisiologiche del paziente: di conseguenza non esistono, in senso proprio, “protocolli”, ma una serie di presidi farmacologici da adottare in base ad una visione complessiva, elastica e dinamica del caso singolo.

Tipicamente essi sono:·

Non ne fanno MAI parte prodotti omeopatici, non essendo la Mdb una “terapia alternativa”, bensì una terapia in linea con la più rigorosa tradizione scientifica. Più precisamente la Mdb è la Terapia Biologica del cancro per eccellenza, definizione coniata dal Prof. Luigi Di Bella nel corso della discussione di un suo lavoro ad Hong Kong nel 1988 (8th Congress of Endocrinology: “Melatonin in cancer therapy”).

La Somatostatina: è un ormone secreto dall'ipotalamo ( si tratta di una parte del cervello che, per esempio, regola la temperatura corporea, l'appetito ed il sonno), che però è presente anche in altri tessuti, ed in particolare nell' apparato gastrointestinale, nel pancreas, nella retina.

Questo ormone ha molte funzioni, principalmente di carattere inibitorio ( cioè di rallentamento ), così per esempio "frena" il rilascio dell'ormone della crescita, il cosiddetto "ormone somatotropo" (il GH ) che, prodotto dall'ipofisi ( è una ghiandola del cervello ), permette lo sviluppo dello scheletro osseo e dei tessuti; inoltre è attivo anche in tutti i processi di accrescimento e di ricambio dei tessuti, e in particolare, in quelli delle cellule tumorali (la crescita del cancro è infatti di solito rapidissima ed invasiva proprio perchè "sfrutta" in maniera abnorme l' ormone della crescita).

E' proprio su questo utilizzo anomalo dell'ormone della crescita che agisce la somatostatina, riducendolo al minimo possibile, in modo che la cellula cancerosa non possa più crescere, cominci ad invecchiare ed infine muoia.

Il Prof. Di Bella ha per primo adottato e comunicato circa l’uso della somatostatina nella terapia dei tumori, con un anticipo di oltre vent’anni sugli attuali numerosi lavori clinici (Bollettino Sibs-30/10/1977: Luigi Di Bella e coll.: “Effetti della somatostatina sulla funzione del midollo osseo”* First Colloquium of the European Pineal Study Group, Amsterdam, 20/24 settembre 1978: Luigi Di Bella e coll.: “Perspectives in pineal functions”*Atene, 1-3 giugno 1981, 2nd International Symposium of somatostatin: Luigi Di Bella e coll.: “Somatostatin in cancer therapy”).

La somatostatina però esercita una forte azione di rallentamento non soltanto sull'ormone della crescita, ma anche su numerosi altri ormoni, quali ad esempio l'insulina ed il glucagone ( ed è quindi implicata nel controllo della concentrazione dello zucchero nel sangue, e cioè della glicemia ). Essa inoltre inibisce la secrezione acida dello stomaco, il rilascio di enzimi nel pancreas, la motilità della colecisti, ed infine agisce anche come neurotrasmettitore, rendendo cioè possibile la trasmissione degli impulsi nervosi da una cellula all'altra in molte zone del cervello. Va inoltre ricordato che questo ormone è oggi un prodotto di sintesi, con ovvii vantaggi in termini di costo. Dato che l’emivita della somatostatina – cioè il tempo dopo il quale la sua concentrazione nel sangue si dimezza – è molto breve e che, di conseguenza, la somministrazione in unica soluzione sortirebbe effetti modesti o transitori, essa deve essere inoculata con siringa temporizzata, preferibilmente nelle ore notturne, per un periodo di 8-12 ore.

Esistono altri analoghi sintetici della somatostatina, che il Prof. Di Bella ed i medici che gli sono più vicini adottano con minor frequenza.

Studi di laboratorio hanno inoltre dimostrato che la somatostatina riesce a bloccare la proliferazione delle cellule maligne, in molte forme tumorali, e particolarmente nel tumore del pancreas.

La somatostatina ed altre molecole ad essa simili prodotte in laboratorio, sono poi già da tempo comunemente utilizzate nel controllo dei sintomi di alcuni tumori, i cosiddetti "neuroendocrini". Questi tipi di tumori provocano, in pratica, una produzione eccessiva di alcuni ormoni, il che comporta delle conseguenze decisamente negative per l'organismo. Dato che, come abbiamo già detto, la somatostatina ha una azione inibitoria, e cioè "di freno" sulla produzione ormonale, è chiaro che la sua somministrazione può servire a contrastare le conseguenze dei tumori endocrini.I tumori endocrini che, secondo incontestata ammissione, si possono combattere con la somatostatina sono numerosi, e tra questi i più diffusi sono:

  • l'insulinoma, che colpisce determinate cellule del pancreas, e che comporta una produzione eccessiva dell'ormone "insulina";
  • il gastrinoma , che colpisce lo stomaco, determinando una produzione eccessiva dell'ormone "gastrina" ( ormone gastrointestinale che stimola la produzione di pepsina e di acido cloridrico nello stomaco )
  • alcuni tumori dell'ipofisi, che comportano una grande sovrapproduzione dell'ormone che stimola la "tiroide" ( ghiandola posta all'altezza del collo, che secerne dei particolari ormoni che, a loro volta, hanno la funzione di regolare il metabolismo dell'organismo ).

Le persone colpite da uno di questi tipi di tumori che decidono di far ricorso alla somatostatina ( o ad uno dei suoi "analoghi"), nel giro di poco tempo presentano una netta riduzione della secrezione degli ormoni che questi tumori fanno produrre in eccesso ed un conseguente miglioramento dei sintomi e delle condizioni generali di salute.
Inoltre talvolta si riscontra anche una consistente riduzione della stessa massa tumorale.

La somatostatina viene però impiegata anche nella cura dei tumori comuni, in quanto essa ha una azione antiproliferativa (impedisce cioè la replicazione delle cellule tumorali), che si manifesta attraverso due diversi meccanismi :

  • I meccanismi diretti sono legati anche alla presenza, nelle cellule tumorali, di "recettori" ( piccole strutture, poste appunto sulla superficie delle cellule, che permettono o meno il passaggio di alcune sostanze all'interno delle cellule stesse ) appunto per la somatostatina. In questo caso, l'ormone "somatostatina" si lega a questi recettori, il che comporta la conseguenza di bloccare completamente la proliferazione delle cellule malate.
  • I meccanismi indiretti, che sono legati al fatto che la cellula tumorale, anche se non ha i recettori per la somatostatina, può presentare tuttavia dei recettori per fattori di crescita di altre sostanze che comunque facciano proliferare questa cellula malata. Si crea così una situazione per cui la somatostatina, bloccando la produzione di questi fattori di crescita, impedisce di conseguenza anche la proliferazione delle cellule malate. Inoltre, quando un tumore è in fase di accrescimento, si ha anche una parallela formazione di nuovi vasi sanguigni, perchè il tumore per vivere ha bisogno di circolazione sanguigna; avendo però la somatostatina una notevole azione di freno anche sulla crescita vascolare (è la sostanza con azione “antiangiogenetica” per eccellenza, impedisce, in altri termini, la formazione di nuovi vasi sanguigni ), anche questo aspetto della sua azione contribuisce ad accentuare la sua azione antitumorale.

Effetti collaterali: a volte si manifestano effetti collaterali, facili da eliminare da parte di un medico esperto e, in ogni caso, di breve durata.
I più comuni sono:

  • Dolori addominali (soprattutto crampi);
  • Diarrea;
  • Malassorbimento;
  • Nausea;
  • Flatulenza;
  • Disturbi digestivi;
  • Esagerata perdita di grasso con le feci

La Melatonina, è una sostanza che si credeva secreta unicamente dalla ghiandola pineale ( o epifisi ), posta nel cervello, e che la secerne soprattutto in risposta ad alcuni stimoli provenienti dall'ambiente esterno, in particolare a seconda delle variazioni di luminosità, raggiungendo i valori massimi quando il soggetto si trova al buio, e minimi con la luce diurna. Studi risalenti ormai a parecchi anni fa hanno invece dimostrato che essa è prodotta in diversi altri distretti dell’organismo.Essa sembra avere un ruolo importante nel favorire l'entrata in azione delle difese naturali dell'organismo ( è stato osservato, ad esempio, che nei ratti un rallentamento della produzione di melatonina, indotto con dei farmaci o con una esposizione permanente alla luce, deprime sensibilmente le risposte immunitarie dei loro organismi ).

Si può inoltre affermare che la melatonina è un importantissimo "distributore" di energia a tutto quanto l'organismo ( in particolare essa porta i radicali energetici AMP, ADP, e ATP all'interno delle cellule del midollo, dove nasce il sangue ). Questa sostanza è stata scoperta nel 1958 e ‘archiviata’ quale “curiosità fisiologica”. Il Prof. Di Bella cominciò a studiarla a fondo nella seconda metà degli anni ’60, scoprendo che essa ha un ruolo fondamentale nella crasi ematica ( la nascita e la maturazione delle cellule del sangue, che si verificano appunto all'interno del midollo osseo ), della quale essa, attraverso vari meccanismi, riesce ad assumere ed a mantenere il controllo ( Vol. XLV Bollettino Società Italiana di Biologia Sperimentale 31/10/1969 – Luigi Di Bella e coll.: “Ruolo del sistema abenulo-epifisario nella regolazione del tasso piastrinemico”. ).

Tra l'altro la sua somministrazione porta ad un aumento delle piastrine ( migliorando così l'impermeabilità delle pareti dei vasi sanguigni di fronte ai tentativi di infiltrazione da parte delle cellule tumorali; ed è esattamente il contrario di quanto avviene con i farmaci chemioterapici, che invece la indeboliscono), come anche dei linfociti, che danno vita alla sintesi degli anticorpi ( esaltando quindi le difese immunitarie e favorendo così la creazione di una serie di robuste barriere contro il tumore).

La melatonina sarebbe poi molto utile anche per il metabolismo nervoso, ed infine essa ha pure un effetto direttamente anticancerogeno, dato che blocca la trascrizione genica a livello dell'RNA.

A conferma di quanto detto, vi sono numerosi studi che, seppure in ritardo di oltre un ventennio rispetto a quelli del Prof. Di Bella (Progress in Brain Research, 1979, Vol. 52, The Pineal Gland of Vertebrates including Man: L. Di Bella e coll. – Perspectives in pineal functions) attestano l'importanza della melatonina nel rallentare la crescita di alcune forme tumorali, come per esempio nel caso del cancro della mammella, di quello della prostata, di quello del sistema gastro-intestinale ed infine di quello del fegato (International Symposium on Melatonin – Brema, 28-30 settembre 1980* Luigi Di Bella: “Melatonin: an essential factor for the treatment and recovery from leucemia and cancer”).

La melatonina, inoltre, riesce a modificare il metabolismo dei prodotti cancerogeni di origine chimica assimilati dall'organismo ed a limitare l'azione dello stress, che, abbassando le difese immunitarie, concorre alla progressione ed alla crescita delle neoplasie.

I Retinoidi, comprendono le forme naturali delle vitamine, come anche dei composti sintetici realizzati in laboratorio, e molto simili a queste; essi agiscono sui fattori di crescita del nucleo delle cellule.

La parola "retinoide" trae origine dal ruolo fondamentale che queste sostanze svolgono nei processi della vista, e dal fatto che esse si trovano normalmente nella retina. Senza di queste sostanze non sarebbe infatti possibile vedere, anche se esse sono presenti in quantitativi estremamente piccoli (si va da un miliardesimo fino a cento miliardesimi di milligrammo).

Dei retinoidi fanno parte anche gli acidi retinoici, i caroteni ( o carotenoidi ) e la vitamina A, tutti egualmente fondamentali per la crescita, e più in generale per la fisiologia di un gran numero di cellule. Va però precisato che bisogna prestare una grande attenzione nell'uso di queste vitamine (contrariamente a quello che comunemente si crede), perchè le dosi prescritte devono obbligatoriamente essere nell'ordine dei milligrammi, dato che le loro quantità hanno valore determinante, e che dosi eccessive di esse possono procurare anche seri danni.

La Vitamina A ( il retinolo), della quale esistono ben tre diversi tipi che funzionano sinergicamente, riesce a stabilizzare in maniera assolutamente eccezionale i potenziali della membrana cellulare. Essa è indispensabile per :

  • la vista;
  • la crescita ( campo nel quale essa svolge un ruolo veramente fondamentale, tanto da essere chiamata anche "vitamina dell'accrescimento", o "della crescita normale");
  • garantire le normali funzioni dei tessuti epiteliali ( come la cornea) e delle ossa;
  • la riproduzione e lo sviluppo dell'embrione;
  • l'integrità del sistema delle difese naturali.

Dato che la vitamina A regola la proliferazione di alcuni tessuti, sono state a lungo studiate le sue potenziali attività anticancerogene, e si è verificato che la sua carenza, negli esseri umani, fa crescere la loro predisposizione alla formazione di tumori.

Si è potuto così constatare che, negli animali da esperimento, la somministrazione di vitamina A impedisce la trasformazione delle cellule precancerose in cellule maligne. Nell'uomo, invece, la possibilità di invertire la crescita di un tumore, o di far regredire la metastasi di un tumore già radicato, attraverso la somministrazione di vitamina A, è risultata abbastanza limitata, mentre ha ottenuto dei buoni risultati nella cura di alcune forme di leucemia.

Va però notato che la trasformazione che l'organismo fa di alcune sostanze chiamate "carotenoidi" ( di queste la più importante è il Beta-carotene, che si trova anche nelle carote) in Vitamina A si verifica nelle cellule epiteliali dell'intestino e nel fegato; di conseguenza, se il fegato è malandato e deficitario nelle sue funzioni, questa trasformazione non avviene, o avviene come non dovrebbe. Da ciò si ricava quindi che, se i carotenoidi somministrati nel corso della Terapia Di Bella non danno risultati soddisfacenti, questo dipende in buona misura proprio dalle condizioni del fegato del paziente.

La Vitamina E, ha una importante azione antiossidante e inoltre inibisce completamente i radicali liberi. Essa previene l'ossidazione delle cellule e la formazione di composti tossici. E' inoltre provato che esiste una relazione tra Vitamina A e Vitamina E, tanto è vero che l'assorbimento della Vitamina A, da parte dell'intestino, è favorito appunto dall'azione della Vitamina E, e che, forse proprio a causa del suo effetto antiossidante, che ne impedisce la degradazione, la Vitamina E ottiene il risultato di potenziare la concentrazione della Vitamina A nel fegato ed in altre cellule dell'organismo.

La soluzione di retinoidi, citata all’inizio del presente prospetto, è stata ideata dal Prof. Luigi Di Bella, realizzata con la collaborazione del Dr. Vigildo Ferrari (chimico e farmacista di riferimento per i galenici della Mdb), e prescritta fin dalla metà degli anni settanta.

La Vitamina C, che va sempre sciolta in acqua minerale prima di essere bevuta (altrimenti il cloro che è presente nell'acqua potabile la disattiva completamente), è un potente ossido riduttore.

La Vitamina D3, rinforza, unitamente alle altre vitamine che vengono prese, le condizioni biologiche dell'organismo ed è un potente antiblastico.(da notare che la composizione di retinoidi e di vitamine è appositamente calibrata in modo che non si arrivi mai ad un accumulo eccessivo di queste sostanze nell'organismo.)

L'Acido retinoico, del quale si conoscono tre diversi tipi, è un elemento centrale per diverse funzioni della cellula. Di questi tre, due agiscono non entrando direttamente nelle cellule, ma avvalendosi della presenza di recettori sulla superficie delle stesse. Attraverso appunto questi recettori, essi possono penetrare all'interno delle cellule stesse; il terzo tipo invece è autonomamente in grado di penetrare attraverso la parete della cellula.

La Bromocriptina, è un farmaco che solitamente viene impiegato nella cura del Morbo di Parkinson ed in quella della iperprolattinemia (malattia che è caratterizzata da una eccessiva secrezzione di un ormone chiamato "prolattina", il quale è prodotto dall'ipofisi. La prolattina è un importante fattore di crescita, e favorisce l' azione proliferativa delle cellule).

La bromocriptina serve appunto a rallentare la produzione di questo ormone. Essa quindi ha una forte azione di rallentamento sul rilascio di questo ormone di crescita in tutti quei tipi di tumore che fanno sì che esso sia invece prodotto in eccesso (adenomi somatotropi) e che provocano di conseguenza una crescita abnorme delle persone. E' sufficiente invece solo qualche decimo di milligrammo di bromocriptina per riportarne la produzione entro limiti convenienti.

Da alcuni anni il Prof. Di Bella associa alla Bromocriptina anche la Cabergolina, in genere prescrivendone l’assunzione settimanale o quindicinale insieme a quella, giornaliera della Bromocriptina.

La ciclofosfamide , è un farmaco antitumorale che interagisce con il DNA delle cellule, alterandone integrità e struttura. Essa viene usata spesso, in associazione con altri antitumorali, dopo l'asportazione dei tumori della mammella.

Questo antiblastico, come del resto anche la Idrossiurea, viene usato, nel quadro della Terapia Di Bella, per periodi limitati e con dosaggi decrescenti.

Si tratta tra l'altro di dosi veramente minime ( un centesimo o anche un duecentesimo delle dosi che abitualmente vengono prescritte) e che vengono somministrate per bocca. Queste microdosi di antiblastici sono previste, nel quadro della Terapia Di Bella, non con una finalità citotossica – cioè di riduzione, grazie all’intrinseca tossicità, della massa tumorale – bensì allo scopo di accelerare l’apoptosi, la morte naturale della cellula neoplastica.

In conclusione di questa breve panoramica sulla Terapia Di Bella, va ricordato infine che tutti i farmaci di cui abbiamo parlato, se presi singolarmente, hanno effetti antitumorali modesti o transitori, mentre è la loro associazione consente di ottenere dei risultati positivi.

Se essi sono somministrati insieme inducono un effetto fattoriale (non semplicemente sommatorio).

Gradualmente, si ottiene dapprima un rallentamento della crescita tumorale, quindi il blocco della riproduzione e della crescita e quindi il lento ma inesorabile processo dell’apoptosi: è questo il meccanismo fondamentale della Terapia Biologica dei tumori del Prof. Di Bella.

Questo complesso di principi attivi agisce praticamente su tutte le forme tumorali ( ad oggi sono stati classificati circa 110 diversi tipi di neoplasie ), dato che caratteristica comune di tutte le cellule neoplastiche è quella di avere un ritmo di crescita molto maggiore del normale; di conseguenza è evidente che esse devono risentire di tutte le modulazioni dei fattori di crescita.

L’efficacia della terapia è ovviamente condizionata da numerosi fattori legati alle condizioni del paziente, allo stadio del tumore, alla costanza e precisione nell’osservanza delle prescrizioni, alla purezza dei galenici (Soluzione di retinoidi e Melatonina).

NON è una terapia che si pratichi a cicli: essa deve essere continuata il più delle volte per qualche anno, naturalmente con graduale eliminazione di qualche farmaco, diminuzione dei dosaggi e della frequenza di assunzione, secondo le indicazioni che solo uno dei (pochi) medici esperti nella Mdb può dare.


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