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La Multiterapia Di Bella, più che
un protocollo od una serie di protocolli, è un
METODO per la cura dei tumori – come più volte
ribadito dall’ideatore. Esso postula una conoscenza
profonda e multidisciplinare della medicina e, in modo
particolare, della Fisiologia, ed è stato creato
dal Prof. Luigi Di Bella dopo ricerche ultratrentennali
(i primi lavori sui retinoidi rimontano agli anni ‘39/40).
I farmaci alla base della prassi
prescrittivi Mdb variano in dipendenza della singola
patologia neoplastica, dello stadio del tumore, della
sua dislocazione e/o metastatizzazione, delle condizioni
cliniche e fisiologiche del paziente: di conseguenza
non esistono, in senso proprio, “protocolli”,
ma una serie di presidi farmacologici da adottare in
base ad una visione complessiva, elastica e dinamica
del caso singolo.
Tipicamente essi sono:·
Non ne fanno MAI parte prodotti
omeopatici, non essendo la Mdb una “terapia alternativa”,
bensì una terapia in linea con la più rigorosa
tradizione scientifica. Più precisamente la
Mdb è la Terapia Biologica del cancro per eccellenza,
definizione coniata dal Prof. Luigi Di Bella nel corso
della discussione di un suo lavoro ad Hong Kong nel
1988 (8th Congress of Endocrinology: “Melatonin
in cancer therapy”).
La
Somatostatina: è un ormone
secreto dall'ipotalamo ( si tratta di una parte
del cervello che, per esempio, regola la temperatura
corporea, l'appetito ed il sonno), che però è presente
anche in altri tessuti, ed in particolare nell'
apparato gastrointestinale, nel pancreas, nella
retina.
Questo ormone ha molte funzioni,
principalmente di carattere inibitorio ( cioè di
rallentamento ), così per esempio "frena" il
rilascio dell'ormone della crescita, il cosiddetto "ormone
somatotropo" (il GH ) che, prodotto dall'ipofisi
( è una ghiandola del cervello ), permette lo
sviluppo dello scheletro osseo e dei tessuti; inoltre è attivo
anche in tutti i processi di accrescimento e di ricambio
dei tessuti, e in particolare, in quelli delle cellule
tumorali (la crescita del cancro è infatti di
solito rapidissima ed invasiva proprio perchè "sfrutta" in
maniera abnorme l' ormone della crescita).
E' proprio su questo utilizzo anomalo
dell'ormone della crescita che agisce la somatostatina,
riducendolo al minimo possibile, in modo che la cellula
cancerosa non possa più crescere, cominci ad
invecchiare ed infine muoia.
Il Prof. Di Bella ha per primo
adottato e comunicato circa l’uso della somatostatina
nella terapia dei tumori, con un anticipo di oltre
vent’anni sugli attuali numerosi lavori clinici
(Bollettino Sibs-30/10/1977: Luigi Di Bella e coll.: “Effetti
della somatostatina sulla funzione del midollo osseo”*
First Colloquium of the European Pineal Study Group,
Amsterdam, 20/24 settembre 1978: Luigi Di Bella e coll.: “Perspectives
in pineal functions”*Atene, 1-3 giugno 1981,
2nd International Symposium of somatostatin: Luigi
Di Bella e coll.: “Somatostatin in cancer therapy”).
La somatostatina però esercita
una forte azione di rallentamento non soltanto sull'ormone
della crescita, ma anche su numerosi altri ormoni,
quali ad esempio l'insulina ed il glucagone ( ed è quindi
implicata nel controllo della concentrazione dello
zucchero nel sangue, e cioè della glicemia ).
Essa inoltre inibisce la secrezione acida dello stomaco,
il rilascio di enzimi nel pancreas, la motilità della
colecisti, ed infine agisce anche come neurotrasmettitore,
rendendo cioè possibile la trasmissione degli
impulsi nervosi da una cellula all'altra in molte zone
del cervello. Va inoltre ricordato che questo ormone è oggi
un prodotto di sintesi, con ovvii vantaggi in termini
di costo. Dato che l’emivita della somatostatina – cioè il
tempo dopo il quale la sua concentrazione nel sangue
si dimezza – è molto breve e che, di conseguenza,
la somministrazione in unica soluzione sortirebbe effetti
modesti o transitori, essa deve essere inoculata con siringa
temporizzata, preferibilmente nelle ore
notturne, per un periodo di 8-12 ore.
Esistono altri analoghi sintetici
della somatostatina, che il Prof. Di Bella ed i medici
che gli sono più vicini adottano con minor frequenza.
Studi di laboratorio hanno inoltre
dimostrato che la somatostatina riesce
a bloccare la proliferazione delle cellule maligne,
in molte forme tumorali, e particolarmente nel tumore
del pancreas.
La somatostatina ed altre molecole
ad essa simili prodotte in laboratorio, sono poi già da
tempo comunemente utilizzate nel controllo dei sintomi
di alcuni tumori, i cosiddetti "neuroendocrini".
Questi tipi di tumori provocano, in pratica, una produzione
eccessiva di alcuni ormoni, il che comporta delle conseguenze
decisamente negative per l'organismo. Dato che, come
abbiamo già detto, la somatostatina ha una azione
inibitoria, e cioè "di freno" sulla
produzione ormonale, è chiaro che la sua somministrazione
può servire a contrastare le conseguenze dei
tumori endocrini.I tumori endocrini che, secondo incontestata
ammissione, si possono combattere con la somatostatina
sono numerosi, e tra questi i più diffusi sono:
- l'insulinoma,
che colpisce determinate cellule del pancreas,
e che comporta una produzione eccessiva dell'ormone "insulina";
- il gastrinoma ,
che colpisce lo stomaco, determinando una produzione
eccessiva dell'ormone "gastrina" ( ormone
gastrointestinale che stimola la produzione di pepsina
e di acido cloridrico nello stomaco )
- alcuni tumori dell'ipofisi,
che comportano una grande sovrapproduzione dell'ormone
che stimola la "tiroide" ( ghiandola posta
all'altezza del collo, che secerne dei particolari
ormoni che, a loro volta, hanno la funzione di regolare
il metabolismo dell'organismo ).
Le persone colpite da uno di questi
tipi di tumori che decidono di far ricorso alla somatostatina
( o ad uno dei suoi "analoghi"), nel giro
di poco tempo presentano una netta riduzione della
secrezione degli ormoni che questi tumori fanno produrre
in eccesso ed un conseguente miglioramento dei sintomi
e delle condizioni generali di salute.
Inoltre talvolta si riscontra anche una consistente riduzione della stessa
massa tumorale.
La somatostatina viene
però impiegata anche nella cura dei tumori
comuni, in quanto essa ha una azione antiproliferativa
(impedisce cioè la replicazione delle cellule
tumorali), che si manifesta attraverso due diversi
meccanismi :
- I meccanismi diretti sono
legati anche alla presenza, nelle cellule tumorali,
di "recettori" ( piccole strutture, poste
appunto sulla superficie delle cellule, che permettono
o meno il passaggio di alcune sostanze all'interno
delle cellule stesse ) appunto per la somatostatina.
In questo caso, l'ormone "somatostatina" si
lega a questi recettori, il che comporta la conseguenza
di bloccare completamente la proliferazione delle
cellule malate.
- I meccanismi indiretti,
che sono legati al fatto che la cellula tumorale,
anche se non ha i recettori per la somatostatina,
può presentare tuttavia dei recettori per
fattori di crescita di altre sostanze che comunque
facciano proliferare questa cellula malata. Si crea
così una situazione per cui la somatostatina,
bloccando la produzione di questi fattori di crescita,
impedisce di conseguenza anche la proliferazione
delle cellule malate. Inoltre, quando un tumore è in
fase di accrescimento, si ha anche una parallela
formazione di nuovi vasi sanguigni, perchè il
tumore per vivere ha bisogno di circolazione sanguigna;
avendo però la somatostatina una notevole
azione di freno anche sulla crescita vascolare (è la
sostanza con azione “antiangiogenetica” per
eccellenza, impedisce, in altri termini, la formazione
di nuovi vasi sanguigni ), anche questo aspetto della
sua azione contribuisce ad accentuare la sua azione
antitumorale.
Effetti collaterali: a
volte si manifestano effetti collaterali, facili da
eliminare da parte di un medico esperto e, in ogni
caso, di breve durata.
I più comuni sono:
- Dolori addominali (soprattutto
crampi);
- Diarrea;
- Malassorbimento;
- Nausea;
- Flatulenza;
- Disturbi digestivi;
- Esagerata perdita di grasso
con le feci
La
Melatonina, è una sostanza
che si credeva secreta unicamente dalla ghiandola
pineale ( o epifisi ), posta nel cervello, e che
la secerne soprattutto in risposta ad alcuni stimoli
provenienti dall'ambiente esterno, in particolare
a seconda delle variazioni di luminosità,
raggiungendo i valori massimi quando il soggetto
si trova al buio, e minimi con la luce diurna.
Studi risalenti ormai a parecchi anni fa hanno
invece dimostrato che essa è prodotta in
diversi altri distretti dell’organismo.Essa
sembra avere un ruolo importante nel favorire l'entrata
in azione delle difese naturali dell'organismo
( è stato osservato, ad esempio, che nei
ratti un rallentamento della produzione di melatonina,
indotto con dei farmaci o con una esposizione permanente
alla luce, deprime sensibilmente le risposte immunitarie
dei loro organismi ).
Si può inoltre affermare
che la melatonina è un importantissimo "distributore" di
energia a tutto quanto l'organismo ( in particolare
essa porta i radicali energetici AMP, ADP, e ATP all'interno
delle cellule del midollo, dove nasce il sangue ).
Questa sostanza è stata scoperta nel 1958 e ‘archiviata’ quale “curiosità fisiologica”.
Il Prof. Di Bella cominciò a studiarla a fondo
nella seconda metà degli anni ’60, scoprendo
che essa ha un ruolo fondamentale nella crasi ematica
( la nascita e la maturazione delle cellule del sangue,
che si verificano appunto all'interno del midollo osseo
), della quale essa, attraverso vari meccanismi, riesce
ad assumere ed a mantenere il controllo ( Vol.
XLV Bollettino Società Italiana di Biologia
Sperimentale 31/10/1969 – Luigi Di Bella e coll.: “Ruolo
del sistema abenulo-epifisario nella regolazione del
tasso piastrinemico”. ).
Tra l'altro la sua somministrazione
porta ad un aumento delle piastrine ( migliorando così l'impermeabilità delle
pareti dei vasi sanguigni di fronte ai tentativi di
infiltrazione da parte delle cellule tumorali; ed è esattamente
il contrario di quanto avviene con i farmaci chemioterapici, che
invece la indeboliscono), come anche dei linfociti,
che danno vita alla sintesi degli anticorpi ( esaltando
quindi le difese immunitarie e favorendo così la
creazione di una serie di robuste barriere contro il
tumore).
La melatonina sarebbe poi molto
utile anche per il metabolismo nervoso, ed infine essa
ha pure un effetto direttamente anticancerogeno, dato
che blocca la trascrizione genica a livello dell'RNA.
A conferma di quanto detto, vi
sono numerosi studi che, seppure in ritardo di oltre
un ventennio rispetto a quelli del Prof. Di Bella (Progress
in Brain Research, 1979, Vol. 52, The Pineal Gland
of Vertebrates including Man: L. Di Bella e coll. – Perspectives
in pineal functions) attestano l'importanza
della melatonina nel rallentare la crescita di alcune
forme tumorali, come per esempio nel caso del cancro
della mammella, di quello della prostata, di quello
del sistema gastro-intestinale ed infine di quello
del fegato (International Symposium on
Melatonin – Brema, 28-30 settembre 1980* Luigi
Di Bella: “Melatonin: an essential factor for
the treatment and recovery from leucemia and cancer”).
La melatonina, inoltre, riesce
a modificare il metabolismo dei prodotti cancerogeni
di origine chimica assimilati dall'organismo ed a limitare
l'azione dello stress, che, abbassando le difese immunitarie,
concorre alla progressione ed alla crescita delle neoplasie.
I Retinoidi,
comprendono le forme naturali delle vitamine, come
anche dei composti sintetici realizzati in laboratorio,
e molto simili a queste; essi agiscono sui fattori
di crescita del nucleo delle cellule.
La parola "retinoide" trae
origine dal ruolo fondamentale che queste sostanze
svolgono nei processi della vista, e dal fatto che
esse si trovano normalmente nella retina. Senza di
queste sostanze non sarebbe infatti possibile vedere,
anche se esse sono presenti in quantitativi estremamente
piccoli (si va da un miliardesimo fino a cento miliardesimi
di milligrammo).
Dei retinoidi fanno parte anche
gli acidi retinoici, i caroteni ( o carotenoidi ) e
la vitamina A, tutti egualmente fondamentali per la
crescita, e più in generale per la fisiologia
di un gran numero di cellule. Va però precisato
che bisogna prestare una grande attenzione
nell'uso di queste vitamine (contrariamente a quello
che comunemente si crede), perchè le
dosi prescritte devono obbligatoriamente essere nell'ordine
dei milligrammi, dato che le loro quantità hanno
valore determinante, e che dosi eccessive di esse possono
procurare anche seri danni.
La Vitamina A ( il retinolo), della
quale esistono ben tre diversi tipi che funzionano
sinergicamente, riesce a stabilizzare in maniera assolutamente
eccezionale i potenziali della membrana cellulare.
Essa è indispensabile per :
- la vista;
- la crescita ( campo nel
quale essa svolge un ruolo veramente fondamentale,
tanto da essere chiamata anche "vitamina dell'accrescimento",
o "della crescita normale");
- garantire le normali funzioni
dei tessuti epiteliali ( come la cornea) e delle
ossa;
- la riproduzione e lo sviluppo
dell'embrione;
- l'integrità del sistema
delle difese naturali.
Dato che la vitamina A regola la
proliferazione di alcuni tessuti, sono state a lungo
studiate le sue potenziali attività anticancerogene,
e si è verificato che la sua carenza, negli
esseri umani, fa crescere la loro predisposizione alla
formazione di tumori.
Si è potuto così constatare
che, negli animali da esperimento, la somministrazione
di vitamina A impedisce la trasformazione delle cellule
precancerose in cellule maligne. Nell'uomo, invece,
la possibilità di invertire la crescita di un
tumore, o di far regredire la metastasi di un tumore
già radicato, attraverso la somministrazione
di vitamina A, è risultata abbastanza limitata,
mentre ha ottenuto dei buoni risultati nella cura di
alcune forme di leucemia.
Va però notato che la trasformazione
che l'organismo fa di alcune sostanze chiamate "carotenoidi" (
di queste la più importante è il Beta-carotene,
che si trova anche nelle carote) in Vitamina A si verifica
nelle cellule epiteliali dell'intestino e nel fegato;
di conseguenza, se il fegato è malandato e deficitario
nelle sue funzioni, questa trasformazione non avviene,
o avviene come non dovrebbe. Da ciò si ricava
quindi che, se i carotenoidi somministrati nel corso
della Terapia Di Bella non danno risultati soddisfacenti,
questo dipende in buona misura proprio dalle condizioni
del fegato del paziente.
La Vitamina E,
ha una importante azione antiossidante e inoltre inibisce
completamente i radicali liberi. Essa previene l'ossidazione
delle cellule e la formazione di composti tossici.
E' inoltre provato che esiste una relazione tra Vitamina
A e Vitamina E, tanto è vero che l'assorbimento
della Vitamina A, da parte dell'intestino, è favorito
appunto dall'azione della Vitamina E, e che, forse
proprio a causa del suo effetto antiossidante, che
ne impedisce la degradazione, la Vitamina E ottiene
il risultato di potenziare la concentrazione della
Vitamina A nel fegato ed in altre cellule dell'organismo.
La soluzione di retinoidi, citata
all’inizio del presente prospetto, è stata
ideata dal Prof. Luigi Di Bella, realizzata con la
collaborazione del Dr. Vigildo Ferrari (chimico e farmacista
di riferimento per i galenici della Mdb), e prescritta
fin dalla metà degli anni settanta.
La
Vitamina C, che va sempre sciolta
in acqua minerale prima di essere bevuta (altrimenti
il cloro che è presente nell'acqua potabile
la disattiva completamente), è un potente
ossido riduttore.
La
Vitamina D3, rinforza, unitamente
alle altre vitamine che vengono prese, le condizioni
biologiche dell'organismo ed è un potente
antiblastico.(da notare che la composizione di
retinoidi e di vitamine è appositamente
calibrata in modo che non si arrivi mai ad un accumulo
eccessivo di queste sostanze nell'organismo.)
L'Acido retinoico,
del quale si conoscono tre diversi tipi, è un
elemento centrale per diverse funzioni della cellula.
Di questi tre, due agiscono non entrando direttamente
nelle cellule, ma avvalendosi della presenza di recettori
sulla superficie delle stesse. Attraverso appunto questi
recettori, essi possono penetrare all'interno delle
cellule stesse; il terzo tipo invece è autonomamente
in grado di penetrare attraverso la parete della cellula.
La
Bromocriptina, è un farmaco
che solitamente viene impiegato nella cura del
Morbo di Parkinson ed in quella della iperprolattinemia
(malattia che è caratterizzata da una eccessiva
secrezzione di un ormone chiamato "prolattina",
il quale è prodotto dall'ipofisi. La prolattina è un
importante fattore di crescita, e favorisce l'
azione proliferativa delle cellule).
La bromocriptina serve appunto
a rallentare la produzione di questo ormone. Essa quindi
ha una forte azione di rallentamento sul rilascio di
questo ormone di crescita in tutti quei tipi di tumore
che fanno sì che esso sia invece prodotto in
eccesso (adenomi somatotropi) e che provocano di conseguenza
una crescita abnorme delle persone. E' sufficiente
invece solo qualche decimo di milligrammo di bromocriptina
per riportarne la produzione entro limiti convenienti.
Da alcuni anni il Prof. Di Bella
associa alla Bromocriptina anche la Cabergolina,
in genere prescrivendone l’assunzione settimanale
o quindicinale insieme a quella, giornaliera della
Bromocriptina.
La
ciclofosfamide , è un farmaco
antitumorale che interagisce con il DNA delle cellule,
alterandone integrità e struttura. Essa
viene usata spesso, in associazione con altri antitumorali,
dopo l'asportazione dei tumori della mammella.
Questo antiblastico, come del resto
anche la Idrossiurea,
viene usato, nel quadro della Terapia Di Bella, per
periodi limitati e con dosaggi decrescenti.
Si tratta tra l'altro di dosi
veramente minime ( un centesimo o anche un duecentesimo
delle dosi che abitualmente vengono prescritte) e
che vengono somministrate per bocca. Queste microdosi
di antiblastici sono previste, nel quadro della Terapia
Di Bella, non con una finalità citotossica – cioè di
riduzione, grazie all’intrinseca tossicità,
della massa tumorale – bensì allo scopo
di accelerare l’apoptosi,
la morte naturale della cellula neoplastica.
In conclusione di questa breve
panoramica sulla Terapia Di Bella, va ricordato infine
che tutti i farmaci di cui abbiamo parlato,
se presi singolarmente, hanno effetti antitumorali
modesti o transitori, mentre è la loro associazione
consente di ottenere dei risultati positivi.
Se essi sono somministrati insieme
inducono un effetto fattoriale (non semplicemente sommatorio).
Gradualmente, si ottiene dapprima
un rallentamento della crescita tumorale, quindi il
blocco della riproduzione e della crescita e quindi
il lento ma inesorabile processo dell’apoptosi: è questo
il meccanismo fondamentale della Terapia Biologica
dei tumori del Prof. Di Bella.
Questo complesso di principi attivi
agisce praticamente su tutte le forme tumorali ( ad
oggi sono stati classificati circa 110 diversi tipi
di neoplasie ), dato che caratteristica comune di tutte
le cellule neoplastiche è quella di avere un
ritmo di crescita molto maggiore del normale; di conseguenza è evidente
che esse devono risentire di tutte le modulazioni dei
fattori di crescita.
L’efficacia della terapia è ovviamente
condizionata da numerosi fattori legati alle condizioni
del paziente, allo stadio del tumore, alla costanza
e precisione nell’osservanza delle prescrizioni,
alla purezza dei galenici (Soluzione di retinoidi e
Melatonina).
NON è una terapia
che si pratichi a cicli: essa deve essere
continuata il più delle volte per qualche
anno, naturalmente con graduale eliminazione di qualche
farmaco, diminuzione dei dosaggi e della frequenza
di assunzione, secondo le indicazioni che solo uno
dei (pochi) medici esperti nella Mdb può dare.
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