Rassegna stampa

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I dati emersi dal convegno sulla terapia ideata dal noto oncologo
«La cura Di Bella sta funzionando»

Domenica scorsa a Milano si è tenuto il convegno dei medici che prescrivono il Metodo Di Bella per le cure dei tumori neoplastici. «Al congresso - ha commentato Giuseppe Di Bella, figlio del professor Luigi, ideatore della terapia - erano stati invitati tutti i gruppi consiliari della Regione Lombardia, che entro il mese dovranno votare la mozione urgente presentata dal consigliere Stefano Galli della Lega Nord. È intervenuto unicamente il consigliere Galli, cui i medici e tutti i partecipanti hanno tributato un sentito e sincero applauso perché ha testimoniato viva attenzione e rara sensibilità a problemi e valori umani, sociali scientifici senza lasciarsi condizionare e intimidire da poteri forti». Nel corso del Convegno, al quale hanno partecipato circa 60 medici che prescrivono l’Mdb, è stata presentata la più ampia casistica di casi trattati con successo, documentati con recenti mezzi informatici quali la proiezione computerizzata di diapositive, evidenziando il blocco o la regressione di numerose varietà neoplastiche. Novità particolarmente significativa la partecipazione quali relatori di oncologi e ricercatori noti tra cui il prof. Pianezza, docente a Genova, il vice direttore sanitario del Forlanini Fatebenefratelli di Roma dr. Mauro Madarena, e oncologi di esperienza decennale quali i dottori Bandini, Petruccioli e Scala, che ha presentato e documentato nella forma più esauriente dieci casi. Dalle 22 relazioni relative a decine di casi delle più varie neoplasie sono emerse tre costanti altamente significative: 1) Il Metodo Di Bella (Mdb) risponde chiaramente, a volte in forma risolutiva, anche in patologie gravi come melanomi, epatocarcionomi, tumori cerebrali, linfomi ad alto grado di malignità, sarcomi, carcinomi pancreatici in cui le attuali possibilità sono pressoché nulle. 2) Tollerabilità, assenza degli effetti tossici e debilitanti della chemioterapia, con rapido e netto miglioramento della qualità di vita, del dolore, conservando a lungo una condizione accettabile anche negli ammalati che l’Mdb non riesce a salvare. 3) Le percentuali di remissioni o guarigioni sono in forma evidentissima superiori se l’Mdb non è stato preceduto e inquinato da altre terapie, così come le ricadute sono molto più frequenti nei pazienti che praticano l’Mdb dopo la chemioterapia rispetto a coloro che hanno praticato unicamente l’Mdb. Inoltre ogni ammalato pretrattato con chemioterapia, che passi all’Mdb deve continuare per tempi molto più lunghi per prevenire ricadute, al contrario di quanti hanno seguito unicamente Mdb contestualmente alla formulazione della diagnosi. Così come è essenziale la precocità del trattamento appena accertato il male. «Alla fine del congresso - riferisce ancora il dottor Giuseppe Di Bella - molti pazienti che avevano avuto prognosi infausta a breve e che con l’Mdb sono guariti o stanno bene da anni, hanno dato diretta, spesso commovente testimonianza manifestato un affetto e una devozione profonde al padre della terapia, il prof. Di Bella. Se anche solo una parte delle benedizioni che ha ricevuto lo raggiungessero, dovrebbe varcare la soglia del secolo».

La Padania 09/05/2001
http://www.lapadania.com/2001/maggio/09/09042001p16a1.htm  
   
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