Rassegna scientifica

< C L I C C A  P E R  S T A M P A R E  >


La Febbre

La febbre è il primo pensiero del medico curante: il suo intento è quello di sopprimerla o abbassarla, e non di capirne le ragioni. Una decisione che non è sempre giustificabile. La febbre è un fenomeno importante e i rimedi per eliminarla sono molteplici, i cosiddetti febbrifughi o antipiretici, ed è un sintomo che può portare, in rari casi, anche ad una prognosi infausta. E' importante capire perchè la temperatura a volte comincia ad elevare tanto da toglierci la capacità raziocinante, nel così detto delirio. Con l'aumentare della temperatura tutte le reazioni aumentano. Aumentano sia negli esseri viventi come anche nel mondo chimico-fisico. Per capire cos'è la febbre è importante studiare i meccanismi di regolazione del- la temperatura del nostro corpo, ovvero la termoregolazione. Si tratta di un meccanismo involontario di aggiustamento della temperatura del corpo. L'uomo è un animale omeotermico, cioè mantiene una temperatura costante, indipendentemente dalla temperatura ambientale. Come mai la temperatura rimane così stranamente costante nel tempo, pur con la variazione imponente della temperatura dell'ambiente in cui viviamo? La spiegazione è che anche l'uomo è in grado di produrre calore e di regolarne la produzione. La temperatura corporea dell'uomo si mantiene tra i 36- 37,5 gradi Centigradi, che corrispondono a 97 -99,5 gradi Fahrenheit. Più comunemente la temperatura viene misurata con il termometro clinico centigrado. I termometri centigradi hanno una scala che si estende da 36 gradi Centigradi a 42 gradi Centigradi, in intervalli di 0,1 gradi. Il principio dell'omeotermia è legato ai meccanismi di regolazione di quella forma di energia termica, che si chiama calore nel nostro organismo. Il calore dell'organismo è vitale ed è un fenomeno paragonabile a quello della combustione. La quantità di calore si misura attraverso le calorie. La caloria è la forma di energia che viene prodotta dal calore. La quantità del calore si misura in gradi Centigradi o Fahrenheit. Nel nostro organismo la temperatura è mantenuta ad un livello approssimativamente costante per l'equilibrio che esiste tra termogenesi, (processi di combustione con produzione di calore) e calore perduto. I nostri organi sono soggetti a fenomeni di scambio termico vitali. Per es. la temperatura del sangue che entra nel fegato è più alta della temperatura del sangue che esce dal fegato. Tutti gli organi bruciano combustione e consumando producono calore sotto forma di energia. Questo fenomeno si definisce con il termine di metabolismo. Il nostro organismo sfrutta il calore derivante dal metabolismo, oltre al calore esterno, per mantenere costante la temperatura. L'uomo ha degli organi che hanno un'attività simile a quella di una stufa odi una resistenza elettrica, cioè producono calore. La stufa brucia e produce calore lasciando come traccia la cenere, nel caso dei muscoli il calore produce cataboliti sotto forma di CO2 e urea, che sono l'espressione di misura della quantità di energia prodotta. Gli alimenti sono il combustibile. La combustione quindi in tutti i nostri tessuti ha un primo finalismo: mantenere la temperatura costante ad un certo livello. Il calore come espressione di vita, come entità fisica di responsabile vivente della vita stessa, è determinante. Senza produzione o assorbimento di calore non ci potrebbe essere vita. Importante però è anche lo smalti mento del calore che avviene tramite la pelle, per conduzione, convenzione, irraggiamento, evaporazione. A basso flusso sanguigno della pelle la temperatura cutanea è bassa e la cessione del calore dell'ambiente è mi- nima. Con flusso sanguigno elevato la temperatura cutanea è alta e la cessione di calore all'ambiente è massima. Lo si vede nella sclerodermia in cui i tessuti della pelle poco irrorati dai capillari, non trasmettono calore, causando un rischio per la vita stessa. La pelle abdica ad una delle sue funzioni fondamentali, quello di scambio termico, ma non è solo una forma di energia che non si scambia più sono anche tutte le sostanze gassose che normalmente passano attraverso la pelle che non vengono più ricambiate. La quantità di calore ceduto è proporzionale all'entità della superficie della pelle, alla differenza di temperatura tra l'interno e l'esterno della pelle. Un esempio di tale perdita di calore detto conduzione, è il contatto fisico del corpo con l'ambiente, o il contatto fisico del corpo con l'aria detto convenzione. Un'altra perdita di calore si può avere per irradiazione e per evaporazione dell'acqua. L'ipertermia e la febbre sono entrambe un aumento della temperatura corporea. L'ipertermia è un aumento di temperatura che interviene quando i meccanismi di scambio COo di produzione del calore sono alterati per conduzione-convenzione-irradiazione, evaporazione, per cosiddetti fenomeni fisiologici. Si parla di febbre quando i meccanismi che intervengono nell'aumento della temperatura sono fenomeni patologici con la modificazione dell'attività degli organi, responsabili del- la trasmissione delle funzioni del calore, e cioè quando ci sono alterazioni delle ghiandole. Con l'aumentare della temperatura tutte le reazioni aumentano. Aumentano sia negli esseri viventi come anche nel mondo chimico-fisico. Il quoziente di Van't Hoff sostiene che per ogni dieci gradi di aumento della temperatura la velocità delle reazioni raddoppia. Questa è una regola approssimativa e non si può certo dire che abbia sempre validità, serve appena per iniziare a capire come ci si debba compor- tare. Un altro quesito è quali reazioni raddoppiano nel caso di uno stato febbrile. La prima difesa è rappresentata dalla formazione di anticorpi, e nei fatti la loro formazione aumenta o tende ad aumentare con l'aumento della temperatura. I meccanismi che determinano questo fenomeno sono diversi, ed entrano in gioco in modo diverso a seconda dei tipi di anticorpi stimolati, o de vari organi coinvolti, o a seconda dell'età e delle condizioni di base del soggetto interessato. Quando si misura la temperatura e si comincia a somministrare l'antipiretico è il caso di porsi la domanda se si stia facendo un'azione corretta o non si vada contro la natura e i suoi meccanismi di difesa. La temperatura corporea è un'indice ma non è l'unico. Aumentare la temperatura significa aumentare la velocità del metabolismo, ma vuoI dire anche aumentare l'attività cardiaca, (frequenza cardiaca), e in genere l'attività di tutti gli altri organi. Se ci sono a loro carico delle lesioni particolari potrebbero, a seconda dei casi, risentire più o meno dell'aumento della temperatura. Con l'aumento della temperatura corporea la frequenza cardiaca tende ad aumentare , con l'abbassarsi della temperatura corporea, la frequenza tende a calare; un fenomeno ritmico. Al limite di queste due variazioni di frequenza subentra la morte con diminuzione prima, arresto della frequenza dopo; aumento prima e morte dopo l'aumento della frequenza. Per queste ragioni, oltre che per altre, non è possibile fare un'affermazione di ordine generale circa il fatto se si debba o meno abbassare la temperatura.

Prof. Luigi Di Bella

Per Vivere 22/02/2002
http://www.alternativepervivere.com  
   
indirizzo di questo documento: http://www.atsat.it/articolo.asp?id_articolo=122
   
<<:: Torna alla versione per schermo

AVVERTENZA: L'associazione A.T.S.A.T. non assume alcuna responsabilità nel caso di eventuali errori contenuti negli articoli o di inesattezze in cui fosse incorso nella loro riproduzione sul sito. Tutte le pubblicazioni su ATSAT.it avvengono senza eventuali protezioni di brevetti d'invenzione; inoltre, i nomi coperti da eventuale marchio registrato vengono utilizzati senza tenerne conto.