Rassegna stampa

< C L I C C A  P E R  S T A M P A R E  >


Continuo a sperare

Speranza, sogno nuove opportunità, quesiti e tanti altri sentimenti ha suscitato in me il caso Di Bella. Speranza che una nuova porta si fosse aperta e accanto alle terapie già applicate, una nuova occasione fosse data a tutti quei malati che disperatamente cercano una risposta di vita. Sogno di aver conquistato un'arma in più per combattere contro il male oscuro. Nuove opportunità d'approfondimento e di studio per debellare un male così complesso e multiforme. Tante vicende, tanti clamori, tanti commenti, smentite urlate o sussurrate, si sono susseguite in questi anni, ma mai ho notato un momento di serietà da parte della medicina ufficiale nel voler profondamente capire la validità di questa terapia. Per tanto l'unica testimonianza che posso dare è quella vissuta direttamente sulla mia pelle, ben poco per tanti, ma abbastanza da desiderare un riconoscimento più serio di una terapia in molti casi efficaci. Infatti, nonostante le tante difficoltà, ho potuto constatare di persona in questi due anni di volontariato all'interno dell'associazione, che molti malati, seppur gravissimi, vedono tutti i giorni allungarsi la propria vita. In alcuni casi conquistando due, tre, quattro anni di vita, in altri l'arrestarsi della malattia, in altri più ricettivi e fortunati la guarigione. Tanti in questi anni se ne sono andati, ma tanti sono ancora qui con noi combattendo ogni giorno contro la propria malattia con uno strumento che permette loro di vedere la propria vita mantenere i propri ritmi, realizzare i propri desideri.

Lettera firmata

Per Vivere 25/12/2001
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