Rassegna stampa

< C L I C C A  P E R  S T A M P A R E  >


Tre mesi di vita

Mi chiamo M.L.D.G e ho 62 anni. Nel gennaio del 1996 sono stata operata al seno sinistro per un carcinoma, doveva essere una quadrantectomia e invece mi hanno asportato un seno. I linfonodi risultavano essere normali per cui mi dimisero, dicendomi che ero guarita, senza prescrivermi nessuna terapia per eventuali recidive. Dopo due mesi al primo control1o dei marcatori tumorali questi risultano alterati, l'oncologo mi diagnostica un tumore intestinale, gli esami diagnostici (c1isma opaco, colonscopia, rettoscopia) danno tutti esito negativo. L'oncologo non mi riceve mai per commentare i referti e io allora mi rivolgo ad uno specialista in privato che mi assicura che sono guarita. I marcatori salgono e comincio ad accusare dolore al polmone sinistro e una tosse secca insistente. Ritorno dal chirurgo che mi ha operata, ancora una volta non da importanza ai valori degli esami e quando chiedo di fare una Tac o una Pet, mi sorride dicendomi che non serve: "Lei è guarita " .Continuo a stare sempre più male e mi rivolgo ad altri centri oncologi- ci senza ricevere la ben minima attenzione per i miei sintomi. Finalmente mi prescrivono la Tac a Milano e una scintigrafia ossea. Il risultato: "al polmone sx si evidenzia carcinoma maligno di 3 cm. Noduli vari al mediastino, la scintigrafia parla di metastasi alla sesta costola dx. Torno dall'oncologo precedente che non si scusa ma afferma che tutto ciò è anomalo, non succede quasi mai. Vengo operata la polmone nel 1997 in altro ospedale e dopo venti giorni inizio 4 cicli di chemioterapia alquanto devastanti senza alcun beneficio. Dopo un mese torno dall'oncologo il quale non ritiene di proseguire la chemio perchè mi dice testualmente che restano tre mesi di vita. Le sue parole mi fanno male anche perché vengono dette in presenza dei miei figli, ma mi danno il coraggio di lottare per la vita, Cambio altri tre ospedali e faccio sei cicli di chemio, nonostante questo peggioro. Cerco allora di mettermi in contatto con il prof. Di Bella e il 4 aprile 1998 inizio la sua terapia. Dopo solo un mese i dolori diminuiscono e riesco a camminare di nuovo quasi eretta. A luglio, su mia richiesta, vengo inserita nello studio osservazionale del protocollo sperimentale della cura Di Bella. Dopo un anno la Tac risulta quasi normale (solo un nodulo al mediastino) con scomparsa totale di metastasi ossee e i marcatori tumorali sono quasi nella norma. L'ospedale mi cambia ogni mese il tipo di somatostatina spesso scaduta e non conservata in frigorifero, inoltre la soluzione dei retinoidi contiene acetone e la melatonina risulta scaduta da sei mesi, per cui sono costretta ad acquistarla privatamente in farmacia. Nella primavera del 2000 la Tac evidenzia un pacchetto linfonodale di 6 cm. Il responsabile ospedaliero mi cancella dallo studio Osservazionale e mi invita a tornate alle cure tradizionali. Torno dall'oncologo che mi aveva inserito nella 1^ sperimentazione e mi ripropone la chemio che rifiuto. Ho visto troppe persone morire di ictus e infarto dopo la chemioterapia. Sapendo che il prof. Di Bella ( non è contrario in certi casi alla radioterapia, chiedo di sottopormi ad un ciclo. La Tac cerebrale segnala sospetto di meningioma, per la risonanza magnetica la lista di attesa è di tre mesi, per cui i sanitari propendono per un intervento chirurgico che rifiuto. Mi affido invece ad un neuroradiologo che mi esclude la , diagnosi di meningioma e mi consiglia di proseguire la cura del prof. Di Bella. La terapia mi costa molto e, grazie al sostegno delle associazioni posso proseguirla e dopo tre anni dall'inizio la mia qualità di vita è accettabile, nonostante i danni subiti dalla chemio, tra i quali una dolorosa radicolite. Non posso ancora dire di essere guarita, perché i marcatori tumorali sono un po' sopra la norma, ma mi chiedo se con le cure cosiddette consolidate sarei ancora qui a parlarne, e soprattutto in buone condizioni. Posso solo ringraziare il Professore che in questo mondo per certi aspetti ancora barbaro, dedica il suo cuore e la sua mente a chi soffre, donando senza lucro la speranza e la serenità. Grazie anche a Eliana e Ivana che mi aiutano e mi sono sempre vicine.

Lettera firmata

Per Vivere 25/12/2001
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