Rassegna stampa

< C L I C C A  P E R  S T A M P A R E  >


Silenzio sulla cura Di Bella !!

Parola d'ordine: silenzio, vietato parlarne, il caso è chiuso. Restano i malati a testimoniare che la vicenda Di Bella non ha trovato la parola fine. Per malati si intende naturalmente quella categoria di persone che non hanno trovato o non trovano beneficio dalle cure tradizionati, cosiddetto consolidate, che di consolidato hanno solo la percentuale di insuccessi invariata. imalati spesso osteggiati e allontanati dai reparti di oncologia, accusati di non voler accettare le cure devastanti e dolorose della chemioterapia, preferendo rivolgersi a metodi meno invasivi e rispettosi della dignità umana, come il mdb. l'opposizione alla libera scelta di cura Testa categorica anche quando per stessa ammissione degli oncoloqi: "Non c'è più nulla da fare". Dichiarata la loro impotenza viene preclusa al malato la scelta di tentare anche in via parziale e non risolutiva, una terapia che dia sollievo e beneficio alla qualità di vita. A distanza di motti mesi il problema "Di Bella" non ha trovato, a nostro avviso, una risposta definitiva, per un motivo molto semplice: la sperimentazione non ha risolto i quesiti che si era posta (ad un metodo sperimentale e superficiale per condotta, inquinato da fattori pregiudicanti, è venuto a mancare un risultato obiettivo e imparziale). Ildisegno dello studio sperimentale non ha tenuto conto di una caratteristica principale del mdb: quella dell'applicazione a lunga distanza delta terapia; condizione sine qua non per l'efficacia del risultato terapeutico. la scetta del parametro di controllo che voleva verificare la riduzione della massa tumorale, analogamente a quanto fa la chemioterapia, è risultata fuorviante. Non poteva da-re un risultato statisticamente significativo (in poche settimane?), quando i t mdb persegue una metodologia differente. la modutazione della terapia e non una rigida applicazione standard. Il risultato: assenza di effettività della sperimentazione (la rispondenza terapeutica alle esigenze richieste dal paziente). 1 -risultati della ricerca condotta dal prof. Di Bella evidenziano una precisa ipo- tesi di cura: diminuire la velocità di crescita, per aumentare la morte cellulare. Un'azione di induzione all'apoptosi (Per Vivere n. 4.99 pa3. 4). Nella chemio le cellule tumorali diventano resistenti all'urto della terapia, quindi la loro morte ce[[utate si blocca. Ecco perché va ricercata un'altemativa che ne prolunghi l'effetto. lo studio va verificato nella pratica clinica (fase 3), andando a controllare cosa succede mediante la somministrazione dei farmaci che com- pongono il mdh (ampiamente usati nella farmacopea internazionale e riconosciuti scientificamente). l'inibizione data dalla somatostatina e dalla bromoe-riptinal la regofazione della crescita data dalla melatonina, Induzione causata dalle vitamine (vedi art. 5 ISTF-, pag. ii). Non erano sufficienti i trials sperimentali applicati per poche settimane, andava data pari importanza afí'esperienza clinica di molti medici che da tempo ragionevole prescrivono, e non ultime, le testimonianze dei malati con la loro prova che la cura dava risultati significativi. la[ mdb possiede due caratteristiche fondamentali: l'aumento della sopravvivenza e la qualità di vita del malato, due indicatori che la medicina ufficiale non tiene in conto, quasi voler Disconoscerne il merito. Ma allora cosa è più giusto per un malato? Avere [la speranza di allungare la sua vita o sottoporsi alle atroci sofferenze della chemio in nome di per centuali statistiche di guarigione assoluta, salvo poi rischiare la vita per setticemia. Si è detto che non esistono prove in letteratura a supporto del metodo. Bene. Per ogni categoria di farmaci usati nel mdb, vi sono migliaia di studi ,scientifici in inglese presenti sulle banche dati bio- mediche, che dimostrano l'azione anti tumorale di queste sostanze (-ricerca effettuata da Vaccinetwork - www.waccinetvork.org su Med-line nella quale risultano i 63 abst-racts scientifici su studi clinici effettuati da gruppi di ricerca indipendenti di motti stati, che comprendono ricerche dal i966 al 9.9.98). AlIa domanda: "Quanti sono gli studi clinici sul- l'uomo riguardanti il[ cancro, in cui sono stati usati uno o più farmaci del mdb?", la risposta è stata: 1/ 1163 studi sui farmaci di origine biologica utilizzati nella prevenzione e cura del cancro'. In un numero crescente di questi studi si è iniziato ad usare due o più farmaci in associazione in tal modo l'azione oncostatica aumenta e quella onco[itica diretta (tramite l'induzione della morte cellulare o apoptosi). In questi studi non vengono riportati effetti tossici importanti dall'uso di fannaci di derivazione biologica, mentre si evidenziano gli effetti protettivi sugli effetti tossici derivanti daf['uso di chemioterapici. Da questi articoli (abstracts) si sottolinea che è necessario iniziare studi clinici su pazienti affetti da tumore in fase iniziate, utilizzando farmaci di origine biologica. Dalla raccolta bibliografica si evidenze che i farmaci di origine biologica, dati in associazione, non agiscono con effetti tossici diretti sulle cellule tumorali (come nella chemio) , ma inibendo i fattori che favoriscono losvi luppo dei tumori. Queste referenze smentiscono categoricatnente la contestazione secondo la quale sull'uso di farmaci di orisine biolosicanei tumori nonvi è bibliografia scientifica. mentre la ricerca più avanzata si apre, in Italia si è pensato bene di far cadere tutto nell'oblio. I mass media dalla propaganda sono passati all'indifferenza più totale. Il ministro della Sanità, a fronte di 8.ooo firme raccolte per il diritto di libertà di scelta terapeutica, ha esclamato: 'Venga pure riferito ai firmatami che non dirò mai di sì. Il caso Di Bella è chiuso. Gli ammalati di cancro non sono abbandonati, li seguono bene i centri oncologici' . Neí[a relazione terapeutica avviene che il paziente dia, la delega al medico in cambio del consenso. In mancanza del consenso non è possibile parlare di pratica medica quando i malati stessi sono diventa- ti fina[mente consapevoli dei propri di-ritti, stanchi di non poter esprimere i[ desiderio di sapesse quello che viene fatto loro. l'efficacia di una terapia nasce dalla,spe,rimentazione clinica che è i I frutto della deleega /consenso informato. Il caso DB non è chiuso, la scienza prosegue il suo cammino e certo non saranno qli uomini ottusi a fermarla.

Roberto Rinaldi

Per Vivere 30/06/1999
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