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E i tribunali condannano le Ausl a distribuire la somatostatina o dare gratis la cura Di BellaGIUDICI & CAMICI Modenesi vanno in altri tribunali?
E i tribunali condannano le Ausl

Dopo la bocciatura della sperimentazione molti pazienti si sono rivolti al giudice per ottenere il riconoscimento della gratuità della terapia Di Bella o almeno della somatostatina che, sia pure scesa drasticamente di prezzo, riesce a mettere in crisi un bilancio familiare.Tribunali di tutta Italia stanno condannando le Asl, con provvedimenti di urgenza e con sentenze di merito definitive, ad erogare il farmaco a pazienti che, secondo il medico curante e sulla base di relazioni tecniche redatte da oncologi di ufficio, hanno tratto vantaggio dalla terapia ora in termini di riduzione del tumore, ora in termini di aumento della sopravvivenza o constatando la migliorata qualità della vita del malato. I provvedimenti positivi, contando solo quelli successivi alla bocciatura della sperimentazione, sono centinaia, e ad essi si contrappongono provvedimenti negativi a carico di pazienti che spesso vantano condizioni in tutto analoghe.La contraddizione trova fondamento nella libera interpretazione della legge di ogni magistrato. A Modena, ad esempio, la tendenza giurisprudenziale è totalmente negativa. Spiega un avvocato modenese: «La sperimentazone è cessata con esito negativo e tanto basta ai nostri giudici per negare i presupposti del diritto ad accedere ai farmaci in questione».E questo regge dal punto di vista giuridico?«Non regge nella misura in cui dalla documentazione medica emerge che il paziente ha fatto altre terapie senza successo e viceversa ha avuto miglioramenti o stabilità con la Mdb. Ne ho seguiti tanti ma i giudici rigettano i ricorsi". Un giudice modenese ha scritto nella sentenza che riconoscere la terapia ad una paziente (che pure stava meglio, come lui aveva scritto)"sarebbe come screditare l'autorità che l'ha bocciata". Ancora il legale: «Molti emigrano da Modena verso tribunali più sensibili, modificando la residenza». Anche l'Aian di Modena testimonia che i giudici cittadini sono orientati in senso negativo. Il problema è che la sperimentazione ha sì decretato che la terapia Di Bella non riesce, come detto, a far regredire drasticamente e repentinamente i tumori, tuttavia il diritto alla salute è visto dalla giurisprudenza dominante come il diritto fondamentale e irrinunciabile alla sopravvivenza e alla salvaguardia della qualità della vita e non come il diritto alla riduzione del tumore. E' per questo che i tribunali italiani che riconoscono ai pazienti l'accesso gratuito alla Mdb si limitano a"disapplicare", come previsto dalla legge, qualsiasi provvedimento amministrativo (quale la bocciatura della sperimentazione) che ostacoli il diritto del paziente ad accedere ad un farmaco che, secondo il proprio medico curante, lo fa o potrebbe farlo stare meglio e vivere di più, tanto più quando è orfano di terapie convenzionali.

Vincenzo Brancatisano

La Gazzetta di Modena 29/05/2002
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