Rassegna stampa

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"Terapia Di Bella": e allora?

Dopo una settimana di notizie martellanti sul futuro della ricerca sul cancro, gli italiani hanno scoperto dalle parole del Professor Umberto Veronesi, che entro due anni sarà pronta un’arma efficace nella lotta ai tumori. Quest’arma, ha ripetuto Veronesi durante la trasmissione Rai, Elisir, porta il nome di ”Retinoidi”. Bella scoperta, Professor Veronesi. Peccato che i retinoidi vengono definiti cocktail, beveroni o sciroppi inutili e “alternativi” se a prescriverli è il Professor Luigi Di Bella....E peccato che il Ministro Bindi va ripetendo che la “Mdb non doveva essere sperimentata poiché destituita di presupposti scientifici”. Dopo il riconoscimento internazionale di somatostatina, - octreotoide - bromocriptina (inibitori dei fattori di crescita) della vitamina D3, della vitamina A, dell’acido retinoico e della vitamina E (tutti farmaci componenti la Multiterapia Di Bella) ora l’oncologia italiana scopre pure i retinoidi, quelle sostanze - per intenderci - che furono preparate con l’acetone, sostanza velenosa che non fu eliminata prima di somministrare i retinoidi ai pazienti della sperimentazione. I pazienti in cura da decine di anni con i retinoidi e con la Mdb, esprimono il proprio sconcerto per l’ingiustificata censura perpetrata nei confronti della figura del Professor Luigi Di Bella, ideatore di una terapia che si basa su sostanze che piano piano vengono “scoperte” e rilanciate da coloro che nei mesi scorsi le hanno ridicolizzate. Il Professor Veronesi deve ancora motivare il mancato rispetto dell’impegno assunto con il Professor Di Bella a Modena il 5 maggio del ‘98 circa la sperimentazione presso l’IEO (da lui diretto) del protocollo escluso dalla sperimentazione di Stato. La terapia Di Bella così come è stata sperimentata non poteva che fallire, un vero test che deve essere riprogrammato seguendo le indicazioni effettive del Professor Luigi Di Bella, affidato a medici che non abbiano preventivamente dichiarato la loro ostilità al metodo e utilizzando farmaci galenici sulla cui bontà abbia espresso parere positivo il professore stesso. La qualità dei pazienti da arruolare inoltre dovrà essere compatibile con le finalità biologiche della “terapia Di Bella”. Quello che si vuole è il risveglio del senso civico e di responsabilità nei confronti degli ammalati da parte dei vari enti sanitari, dei vari addetti ai lavori e dei cosiddetti divulgatori scientifici. Quello che non si vuole è che persone disperate (quelle cioè che scoprono di trovarsi dalla parte sbagliata delle statistiche tanto sbandierate in questi giorni) cercando la “Mdb” (multiterapia Di Bella) cadano in balìa di gente senza scrupoli o non qualificata. Troppi danni, molti irreparabili, sono stati prodotti nelle famiglie italiane, da chi, per i motivi più disparati, non ha voluto affrontare coscienziosamente questa vicenda. Negli ultimi anni non si è fatto alcun passo avanti effettivo nella cura dei tumori, mentre il tumore sì che ne ha fatti di passi avanti quanto ad aumento annuale delle persone colpite. Possibile poi che i mezzi di informazione non si accorgano che da circa dieci anni gli argomenti usati dai grandi nomi dell’oncologia per raccogliere fondi sono sempre gli stessi? Controllare è facile basta consultare gli archivi dei quotidiani. Così come è facile consultare la “medline” banca dati medica mondiale sulla conferma dell’efficacia antitumorale di tutti i componenti della “terapia Di Bella”. O forse dopo la beffa della sperimentazione adesso piano piano stanno cercando di scippare a Luigi Di Bella la paternità della terapia? E’ questo il modo scelto per rimediare alla brutta figura dei mancati successi contro il cancro nonostante le migliaia di miliardi spesi negli ultimi venti anni di cui buona parte chiesti al buon cuore della gente?

di P. Mizzan, V. Brancatisano e I. Camponeschi

L'Opinione 12/11/1999
http://www.opinione.it/3.commenti/archivio_commenti/1999/08-11_14-11/12-11-99_mizzon.htm  
   
indirizzo di questo documento: http://www.atsat.it/articolo.asp?id_articolo=170
   
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