Rassegna scientifica

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La ricerca in laboratorio - I collaboratori del Prof. Di Bella

Il dottor Luciano Gualano Il dottor Luciano Gualano, biologo, collabora con il prof. Di Bella da oltre venti anni, da quando fece la sua conoscenza in una clinica privata dove il professore ricoverò un paziente per sottoporlo alla sua terapia. La collaborazione tra i due nasce da un rapporto di fiducia reciproca, grazie ad un episodio accaduto in clinica. «I medici cercarono di carpire e sfruttare le conoscenze del professore. Una situazione spiacevole, anche perché questi non avevano le capacità di comprendere quanto il professore spiegasse, se non in minima parte. Mi resi conto di quanto accadeva e decisi di intervenire per difendere la sua posizione. Informai il professore di quanto stava accadendo e lui rimase molto colpito da questo mio atteggiamento. Mi chiamò all'Università di Modena, dove lavorava, e mi chiese di collaborare con lui, cosa che accettai subito». Insieme al professore, il dottor Gualano ha condotto numerosi studi sui megacariociti, lo sviluppo della piastrinogenesi in vitro, saggiando varie sostanze e vedendo quali di queste avessero un influenza migliore nella posizione delle piastrine. Il dott. Gualano descrive così la ricerca condotta nel laboratorio dove il prof. Di Bella svolge il suo lavoro: «Siamo passati in un secondo tempo allo studio di sostanze capaci di inibire la produzione piastrinica, ricerche che rientrano nel campo della fisiologia cellulare. Un argomento interessante e specifico, ma molto difficile. Studi così complessi che per alcuni aspetti fuoriescono dalla nostra competenza specifica, i quali hanno richiesto una collaborazione da parte di specialisti dell'Università di Modena. La loro prima impressione è stata quella di stupore per quello che stiamo facendo, entusiasmo ed ammirazione per i risultati ottenuti». Le ricerche in laboratorio si avvalgano di strumentazioni molto sofisticate, necessarie per ottenere i risultati che il prof. Di Bella e i suoi collaboratori si prefiggono di ottenere. Ricerche che necessitano di molto tempo, anche anni, per trovare dei riscontri all'intuizione scientifica. «Ci avvaliamo di una strumentazione che attualmente è disposta in un "reke", un apparecchio di registrazione che collega un elettrodo che è posto in contatto con la membrana cellulare, nel nostro caso specifico è il megacariocita. Le variazioni di quello che avviene su questa membrana cellulare, in particolare al rapporto di apertura e chiusura dei canali delle cellule, sono registrate e visualizzate sul computer che ci permette di studiare il perché e come questi canali si aprano in rapporto a queste sostanze da noi studiate. Il mio compito specifico è sempre stato quello di trasformare in pratica quelle che sono le intuizioni del professore. Un compito difficile sia per la limitatezza dei mezzi, sia per le nostre capacità. Delle intuizioni del professore se ne riescono a mettere in pratica e realizzare il 15,20%, una percentuale che però può assumere un rilievo scientifico importante. Nel passato, e anche ora, abbiamo dimostrato e pubblicato su riviste scientifiche italiane, come avveniva la produzione di piastrine in megacariociti in vitro, una delle genesi fisiologiche più difficili da ottenere in vitro. Si tratta di ricostruire l'ambiente più simile possibile a quell'intramidollare. Siamo riusciti a farlo e lo abbiamo documentato con delle fotografie che attestano in modo inequivocabile l'esistenza di getti di piastrine, o di protusioni rilevanti dalla superficie cellulare. Una specifica della sperimentazione che in questi anni è stata fatta sotto la guida del prof. Di Bella, è quella del tentativo di ricostruire in vitro il più fedelmente possibile le condizioni esistenti in natura negli spazi intramidollari, allo scopo di poter saggiare più verosimilmente l'efficacia di sostanze terapeutiche, megacariociti nel nostro caso. Il più delle volte le sperimentazioni sono fatte anche in vitro, ricostruendo in modo più o meno complicato, situazioni; tenendo conto solo della praticità dell'esecuzione della sperimentazione stessa, e non badando di ricreare l'ambiente reale cellulare». La dott.ssa Carla Bruschi La dott.ssa Carla Bruschi è laureata in chimica e tecnologie farmaceutiche. La sua conoscenza con il professor Di Bella, la deve al libro scritto da Mauro Todisco, uno dei primi medici a praticare la terapia. L'interesse della dott.ssa Bruschi si rivolge in particolare all'uso della melatonina sulla quale prepara la tesi di laurea sperimentale. Si documenta su quanto è stato pubblicato su questa sostanza e vivendo a Modena, naturalmente sa del prof. Di Bella e s'impegna a trovare l'occasione per conoscerlo di persona. Grazie alla dott.ssa Elisa Mussatti, una delle prime laureate che hanno potuto avere una borsa di studi offerta dall'Associazione di Trento, ha la possibilità di essere presentata nello studio del professore. Inizia così la sua collaborazione nel 1997, dopo un mese di prova sotto la supervisione della dott.ssa Minuscoli e del dott. Gualano, nel campo della ricerca che si è sempre evoluta grazie all'acquisizione di una strumentazione d'elettrofisiologia. «Grazie alla collaborazione del dott. Tarozzi, potei seguire presso l'Università di Modena un corso di tre mesi per apprendere la nuova tecnica da utilizzare nella ricerca del prof. Di Bella. Insieme al dott. Gualano e alla dott.ssa Fazioli, laureata in farmacia, procediamo nella registrazione dei canali ionici presenti nei megacariociti, sottoposti al trattamento di numerose sostanze. La preparazione a questo lavoro richiede molto tempo, un lavoro interessante che necessita però di un continuo aggiornamento. I risultati li abbiamo comunque raggiunti e in parte pubblicati al congresso d'Amburgo. Seguirà una pubblicazione di un nuovo articolo scientifico per approfondire i risultati già ottenuti nella ricerca sui canali ionici, importanti per la vita del megacariocita, poiché è il produttore delle piastrine che promuovono la liberazione della melatonina. Attualmente stiamo lavorando al poster che presenteremo al congresso di Oxford (Inghilterra) dal 26 agosto all’1 settembre, a cui è prevista la partecipazione del prof. Di Bella».

Per Vivere 31/05/2000
 
   
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