Diritto e Giurisprudenza

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Aspetti giuridici sul MDB

Parlare oggi di diritto alla salute è come parlare al vento. Citare il dettato Costituzionale è giusto e corretto solo quando non ci si riferisce alla cura Di Bella. Sostenere che l'art. della Costituzione tutela il bene più prezioso per ogni uomo è una falsità, quando tutti sappiamo che l'organizzazione sanitaria del Paese, le condizioni ambientali e l'assetto del territorio non sono in grado di assicurare cure idonee ad ognuno di noi. Affermare poi che questo diritto spetta anche sugli indigenti è veramente utopistico. "Da decenni la Cassazione afferma che il diritto alla salute si estrinseca in un diritto che deve essere fruito anche da coloro che non hanno mezzi sufficienti, per ottenere gratuitamente dalle strutture pubbliche tutti i medicinali insostituibili ed indispensabili per la cura della malattia da cui sono affetti, ancorché non compaiono nel prontuario terapeutico del Servizio Sanitario Nazionale. Ne deriva il potere del giudice ordinario di disapplicare tale prontuario come qualunque atto amministrativo che incida sul diritto fondamentale alla salute dell'individuo". (Corte di Cassazione 20.2. 1985 n. 1504, tratto dal "Corriere Giuridico" n.5/1998). Non c'è quindi da stupirsi se il Pretore di Lecce ordina al SSN di somministrare ai pazienti la cura del prof. Di Bella, ovvero se il Tar del Lazio incarica il direttore dell'Istituto Superiore della Sanità di provvedere agli adempimenti necessari per consentire l'erogazione gratuita della somatostatina. "Il diritto alla salute è un diritto soggettivo perfetto, inalienabile indispensabile, non solo nei rapporti fra gli individui e la Repubblica". (Mario Cicala, Consigliere Corte di Cassazione). Pertanto i controlli sui farmaci, così come le modalità per altro discutibile con il quale si è avviata e poi conclusa la cosiddetta "sperimentazione" del metodo Di Bella hanno, o meglio avrebbero dovuto avere come unico fine quello di tutelare l'interesse della collettività a che non venissero somministrato farmaci nocivi o non utili in relazione alle condizioni patologiche degli assistiti". (Questo non può senz'altro addebitarsi ad una terapia che non è, per i prodotti impiegati, tossica). Purtroppo il clamore suscitato attorno a questa vicenda potrebbe avere irrimediabilmente falsato i risultati delle ricerche. Troppo bailamme per avere chiarezza. Non sono un medico, quindi non so quello che tecnicamente debbo pensare sulla MDB. Non conosco i processi chimici, fisiologici, biologici, per i quali dovrebbe guarire chi si sottopone a questo trattamento. Sono un uomo che ha avuto nella sua famiglia un malato di cancro ed a tutt'oggi questo malato, definito due anni fa dalla scienza "terminale" è in vita e conduce un'esistenza normalissima e invidiabile per un anziano della sua età. Sono altresì un uomo di legge e trovo assai grave che occorra rivolgersi alle sedi di giustizia per vedersi riconosciuto ed applicato un principio cardine non solo della nostra Costituzione, ma anche della Comunità Internazionale: il principio del diritto alla salute e quindi a potersi curare nel modo migliorare nel rispetto della Legge, assecondando il principio internazionale 'autodeterminazione. Il Consiglio di Stato, sez. IV, il 24.02. 1998 ha stabilito avverso ricorso per incostituzionalità che "bisognava subordinare l'utilizzo della cura Di Bella ad una previa sperimentazione". E' quindi oggi più necessario che mai rifare una ricerca scevra da pregiudizi e condizionamenti di parte. Enrico Meacci (consulente legale del Comitato Libertà di Cura d'Arezzo) Comitato per la difesa della libertà di cura – via Golgi, 44 - Tel. 0575/382275 - 52100 Arezzo.

Enrico Meacci

Per Vivere 31/05/2000
 
   
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