Rassegna scientifica

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L’azione delle Vitamine

“Per parlare di vitamine è necessario applicare la chimica alla biologia che significa conoscere i principi della chimica e della biologia. Di vitamine ne conosciamo a decine, che chiamiamo anche sostanze particolari, identificate tutte chimicamente e molte costruite in laboratorio. Sono sostanze che agiscono in piccolissime quantità e la loro tossicità deriva esclusivamente dalla cattiva adduzione di queste. Quanti bambini hanno bisogno di vitamine per correggere la crescita, come la vitamina A e C.? La sintomatologia tale da poter fare la diagnosi e la terapia con facilità, per poter somministrare i dosaggi necessari. Gli studi hanno consentito la terapia di molti fenomeni che noi chiamiamo malattie, le quali confinano a volte con i tumori. Si tratta di alterazioni della crescita dei tessuti, di una cellula, processo ai confini del tumore.” (Prof. Luigi Di Bella - Conferenza associazione Mentana 19.5.2001) LE VITAMINE E LA PREVENZIONE E CURA DELLE MALATTIE Le vitamine occupano un importante ruolo in medicina preventiva , affermazione messa in evidenza da numerose ricerche che hanno preso in considerazione gli effetti protettivi che alcune di esse determinano. La vitamina C, l'acido pantotenico e l'acido nicotinico somministrate in opportune dosi, svolgono una azione ipocolesterolemizzante ed ipolipemizzante, e pertanto proteggono l'apparato cardiovascolare dai danni determinati dall'accumulo di colestererolo e di lipidi nei liquidibiologici. Ma sono la vitamina E, la vitamina C ed b-carotene che per loroazione antiossidante devono essere considerate le sostanze naturali dotate di un eccezionale potere protettivo nei confronti dei radicali liberi che sempre più incidono nella pataologia degenerativa delle cellule e dei tessuti; annullando il potere oncogeno dei radicali liberi le suddette vitamine devono essere considerate gli antitumorali più efficaci e nello stesso tempo innocui in quanto privi di effetti collaterali e secondari. E`sempre più evidente che gli agenti patogeni, siano essi di origine batterica o virale, possono determinare lo stato di malattia se prendono il sopravvento sui poteri naturali di difesa dell'organismo. Le vitamine, assunte in quantità ottimale, potenziando al massimo i meccanismi biologici di difesa ci danno la possibilità di bloccare l'attività sia degli agenti patogeni che di quelli oncogeni, di vincere le malattie e di godere di un ottimo stato di salute e di efficienza fisica, e di conseguenza, ottenere un reale benessere. Le vitamine infine, per il loro potere di attivare tutti i processi metabolici contribuiscono notevolmente a ritardare l'invecchiamento generale specie quello di alcuni organi e tessuti come il nervoso ed il cutaneo, la cui efficienza è espressione di attività e giovinezza. VITAMINE E PREVENZIONE DEI TUMORI In questi ultimi anni numerosi ricercatori hanno messo in evidenza che stretti rapporti esistono tra vitamina A,vitamina E, vitamina C, e sviluppo delle neoplasie. In particolare per la vitamina A è stato osservato che le alterazioni istologiche, riscontrate in animali a dieta carente di vitamina A, hanno una certa analogia con alcune lesioni precancerose della cute e delle mucose; questa osservazione ha spinto alcuni studiosi ad ipotizzare un eventuale ruolo della vitamina A nel prevenire le lesioni neoplastiche. Alcune ricerche infatti, condotte sia in vivo che in vitro hanno indicato che sia la vitamina A che i retinoidi sono capaci di inibire la proliferazione di cellule normali e sopprimendo in alcuni modelli sperimentali l'evoluzione maligna delle cellule promossa da cancerogeni chimici, radiazioni ionizzanti e virus. Inoltre sia studi epidemiologici che prospettici hanno mostrato che esiste uan interralazione tra assunzione di vitamina A e valori plasmatici del retinolo, dei carotenoidi ed insorgenza delle neoplasie. Nell'ambito dei rapporti esistenti tra vitamine e cancro, anche sulla vitamina E si è polarizzata l'attenzione dei ricercatori; la vitamina E come è noto svolge la sua principale azione come antiossidante fisiologico sulle strutture lipidiche cellulari bloccando i radicali liberi, intermedi estremamente reattivi, capaci di provocare danni sia al livello del DNA, sia a livello dei fosfolipidi di membrana con formazione di perossidi degli acidi grassi polinsaturi. E` stato anche dimostrato che i radicali liberi svolgono un ruolo importante sullo sviluppo delle neoplasie; dati sperimentali hanno infatti messo in evidenza che le radiazioni U.V. inducono la formazione di radicali liberi ed infine diversi agenti chimici cancerogeni devono subire modificazioni molecolari per diventare attivi; pertanto i radicali liberi possedendo una elevata reattività chimica potrebbero essere implicati nell'attivazione dei chemiocancerogeni. Anche la vitamina C trova indica- zioni sempre più precise nella prevenzione della cancerogenesi; in particolare tale vitamina somministrata per via orale, è capace di inibire la formazione delle nitrosamine, prodotte per reazione dei nitriti con i gruppi aminici. Le nitrosamine sono sostanze cancerogene responsabili di tumori a carico dell'esofago, dello stomaco, del fegato, della vescica e del polmone. Infine prove sempre più evidenti indicano che gravi stati di ipovitaminosi A,E e C, l'herpes tipo 2, i contraccettivi orali ed il fumo, possono essere possibili cocacencerogeni del Papilloma virus umano (HPV), principale agente cancerogeno del cervicocarcinoma. Bibliografia: Prof. Alberto Fidenza, Le Vitamine Editrice I.T.L Palestrina 1998 L’AZIONE DELLE VITAMINE NEL MDB Il protocollo MDB deve gran parte della sua attività al livello energetico della struttura polietilenica dei carotinoidi adoperati; disciolti nel solvente quasi apopolare dell'alfatocoferile acetatao (HUDSON B:S: &Co. In LIME E.O.:Excited states,1980,6,92-95). A queste proprietà soprattutto viene attribuita la capacità eliminatoria (scavanger) dei radicali liberi, antiossidante ed anticancerosa (STERNBERG O.J.A.& Coli.: Circulation: 1922,85,2338-2344). Da circa un migliaio di carotinoidi noti solo circa 600 si trovano in natura e solo uan quarantina vengono introdotti con gli alimenti (BENDICH A. Bilogical functions of dietary carotinoids: Ann. N.Y. Acad. Sc. 1993,691,61- 67). I carotinoidi con nove o più doppi legami coniugati soni i migliori scavengers. Alcuni carotinoidi agiscono attivando l'espressione dei geni per la sintesi della connessina 43, che fa parte dei "gaps" intercellulari (BERTRAM J.S:: Cancer Prevention by carotinoids. Ann. N.Y. Acad. Sci. 1993,691,177-191), allo stesso modo che la canthaxanthina ed il beta-carotene, capacità indipendente dall'attività antiossidante. Gli acidi retinoici attivano il gene attraverso un recettore; non invece il betacarotene. Molti carotinoidi poi esercitano la loro attività antiinfiammatoria ed immunodomulante attraverso l'attività lipossigenasica e le molecole prodotte dall'attività dell'enzima. (CAFIELD L. M. &J.G.VALENZUELA; Ann. N. Y. Acad. Sci. 1993,691, 192-iu). Il b-carotene, più che l'alfa-, il licopene, la luteina, la zeaxantina, la criptoxantina, contenuti tutti in molte frutta e verdure, riconducono significativamente la frequenza del cancro della cute e delle mucose (GREENBERG E.R.: Ann. N.Y. Acad. Sci. 1993, 691, 120-126 GAREVAL H. 5.: Ibidem139-147). DI BELLA adopara da decenni il beta-carotene, sospeso nel latte di mandorla contro gli effetti dell'irradiazione U.V. sulla pelle, mentre ha visto regredire fino alla guarigione il melanoma, istologicamente confermato, per applicazione diretta quotidiana di axerofttolo-palmitato sui noduli di melanoma. (DI BELLA L.; boll. S.I.B.S.; 1940, XV, 402. IDEM: Arch. Sci. Bio 1940, XXXVI, 470-492; IDEM: Arch. D Sci. Biol. 1943, XXIX, 301-334; Ibidem, XXX, 3-8). Quando per coercitive strategie accademiche sono stato costretto a tacere ho continuato discretamente a raccogliere le mie osservazioni ed a seguire gli sviluppi bibliografici. Nel 1981 comparve il lavoro di SHEKELLE R.B. & Coll. (Lancet, 1981, 2, 1185-1190) in cui su 2000 impiegati della Western eletric Co. Di Chicago, 33 si ammalarono di Ca. del polmone ed il minor rischio di malattia si trovò fra quelli che consumavano maggiori quantità di vitamina A e carotinoidi. In un'indagine prospettica su 7000 giapponesi hawaiani, lungo un periodo di 10 anni, il maggior rischio di Ca. del polmone si ebbe tra quelli che avevano il più basso tasso serico di beta-carotene (NOMURA N.M.Y.: Cancer Res. 1985, 45, 2369-72). Risultati praticamente sovrapponibili ebbe ZIEGLER R. G. (Amer. J. Epidemiol. 1986, 123. 1080-1093). Non tutti i tipi di tumore sono altrettanto strettamente correlati col tasso serico di axeroftolo, nè ugualmente con quello di b-carotene. Probabilmente solo una parte della molecola polietilenica partecipa alla cascata carcinogenitica, nè tutte le fasi della carcinogenesi si svolgono ugualmente in tutti i tipi di cellule.

Prof. Luigi Di Bella

Per Vivere 10/09/2002
 
   
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