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"Il metodo Di Bella funziona". Il figlio del noto oncologo: scoprono che la somatostatina fa bene e la scippano a mio padre

Per mesi il dibattito sul metodo del professor Luigi Di Bella per debellare il cancro ha occupato le cronache sanitarie, politiche e giornalistiche. L’allora ministro della Sanità, signorina Rosy Bindi, diede mandato a una commissione di valutare l’efficacia della terapia. L’esito non fu favorevole ma sulle modalità e i criteri con i quali fu condotta la verifica, la procura di Torino aprì un’inchiesta dalla quale emersero “stranezze” singolari. Partirono persino degli avvisi di garanzia. E ora, a distanza di qualche anno, la cosiddetta comunità scientifica sta “scoprendo” l’efficacia della somatostatina, intuendo in ritardo l’esattezza della strategia terapeutica del professor Di Bella. Peccato, scrive in un articolo denuncia su la Padania Giuseppe Di Bella, figlio del noto oncologo, che eminenti ricercatori dimentichino il padre del metodo: «L’efficacia antitumorale dei componenti del Mdb (metodo Di Bella, ndr) è stata ripresa nell’inserto salute di un noto quotidiano nazionale e di un quotidiano finanziario italiano che riportavano le conclusioni dei recenti congressi di Napoli e di Como e, senza minimamente citare il prof. Di Bella, magnificavano il ruolo primario di vitamina A e retinoidi nella terapia e prevenzione dei tumori e il ruolo fondamentale antitumorale della somatostatina, contraddicendo e smentendo tra l’altro gli esiti della sperimentazione».

Giuseppe di Bella

La Padania 21/11/2002
http://www.lapadania.com/news/211102/prima_pagina.htm#04  
   
indirizzo di questo documento: http://www.atsat.it/articolo.asp?id_articolo=205
   
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