Rassegna stampa

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La sconcertante denuncia del professore: «Quella firma è mia ma è stata fotocopiata»
Di Bella: «Falsificato un protocollo»

C'è una firma di Di Bella "fotocopiata" sotto un documento che non rispecchia i contenuti del protocollo «compilato durante una riunione a Siena», una città dove il professore è andato l'ultima volta 20 anni fa. Per questa ragione la sperimentazione in atto sulla Mdb (la Multiterapia Di Bella) non può essere valida. Il particolare inedito è stato rivelato dallo stesso Di Bella durante la presentazione avvenuta ieri mattina a Modena del libro-intervista che il giornalista che punge, Bruno Vespa, ha dedicato al professore: «Si può guarire», edito da Mondadori.Il professore ha raccontato di aver visto questo documento 2 domeniche fa. Glielo mostrarono «due funzionari della giustizia di Torino» inviati dal pretore Guariniello che ha da tempo aperto una inchiesta. Di quell'incontro è stato redatto un verbale nel suo laboratorio - ha precisato ancora Di Bella - firmato dallo stesso professore, dai 2 ispettori e da uno dei figli di Bella. Perché i protocolli non vanno bene? Perché in quei protocolli c'è il tamoxifene, uno chemioterapico che «non mi sono mai sognato di dare». Secondo Di Bella avrebbe anche effetto "cancerogeno sul collo dell'utero". Mancano d'altro canto la vitamine D3 e il ciclofosfamide che invece il professore aveva consigliato. Di Bella, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha chiarito che la firma riprodotta nel documento è sì la sua, ma che è stata fotocopiata. Il professore naturalmente non sa spiegarsi perché quel documento sarebbe stato compilato a Siena, ma di una cosa è certo e ha tenuto a sottolinearlo. Lui ha firmato solo 2 documenti. Il primo riguarda il trattamento dei malati attraverso i protocolli siglato oltre che da lui, dal ministro Bindi e dagli altri professori della commissione oncologica nazionale; l'altro riguarda invece le istruzioni per preparare i farmaci che vanno somministrati e che «non sono correntemente preparati in farmacia», cioè le modalità tecniche per i preparati galenici. Il documento incriminato era rivolto invece all'Istituto di sanità militare. Di Bella, rispondendo ai cronisti al termine della presentazione del libro di Vespa, ha parlato di firma fotocopiata per diversi protocolli, mentre l'avvocato Enrico Aimi, legale del professore, che gli era a fianco, ha detto che si tratta di tutti i protocolli che riguardano la sperimentazione della Mdb. In ogni caso il professore non crede assolutamente alla validità della sperimentazione ed ha ribadito che a suo giudizio si tratta di "imbroglio per tante ragioni" a cominciare dal fatto che viene sperimentata da persone che «sono rigorosamente contro il sottoscritto, che non hanno voluto capire nulla del mio metodo». Quanto al "documento della riunione di Siena" e agli eventuali responsabili, Di Bella ha aggiunto: «Il ministro può dare delle direttive, ma non può sorvegliare come si fanno le cose». Chi allora ha falsificato i protocolli?, hanno insistito i cronisti. «Vuole che lo dica io? - ha tagliato corto - Loro lo sanno meglio di me».Non si è fatta attendere la risposta "ufficiale" a Di Bella. «Rispondendo a notizie stampa "tese a screditare la sperimentazione dell'Mdb" - ha fatto sapere il ministero - i protocolli che si stanno seguendo utilizzano il regime terapeutico definito Mdb, così come è stato standardizzato nella riunione di Bologna, di comune accordo tra il professor Di Bella e gli oncologi presenti».

di Pietro Madrassi

La Padania 28/04/1998
http://www.lapadania.com/1998/aprile/28/280498p13a1.htm  
   
indirizzo di questo documento: http://www.atsat.it/articolo.asp?id_articolo=209
   
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