Rassegna scientifica

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Piastrinopenia e melatonina

“Melatonin for refractory Idiopathic Thrombocytopenic Purpura: a report of 3 cases” (La melatonina nella piastrinopenia idiopatica refrattaria: una relazione su tre casi) è un lavoro di Mauro Todisco e Nazzareno Rossi che è stato pubblicato sull’ultimo numero della nota rivista scientifica statunitense American Journal of Therapeutics. Nell’articolo in questione, Todisco e coll. descrivono di aver utilizzato con successo la melatonina in tre pazienti affetti da piastrinopenia idiopatica refrattaria al trattamento iniziale con corticosteroidi o splenectomia, ed indicano chiaramente che a fornire il rationale del loro lavoro sono stati gli studi del Prof. Di Bella. Nell’introduzione, infatti, si legge: “La melatonina è conosciuta soprattutto per le sue interrelazioni con i ritmi circadiani dell’organismo. La melatonina, però, è stata anche descritta come capace di influenzare la funzione del midollo osseo e, in particolare, il numero delle piastrine circolanti nel sangue. Nel 1979, Di Bella et al. hanno descritto di aver usato con successo la melatonina in molti pazienti piastrinopenici. Gli stessi autori, inoltre, hanno dimostrato che la melatonina induce una evidente emissione di piastrine dai megacariociti di ratto in vitro. Questi studi hanno fornito il rationale per valutare la tossicità e l’efficacia della melatonina in pazienti con porpora trombocitopenica idiopatica (piastrinopenia idiopatica) refrattaria all’iniziale trattamento con corticosteroidi o splenectomia.” Si tratta di un articolo che riteniamo importante perché da un lato ribadisce decisamente la paternità del Prof. Di Bella sulla scoperta dell’azione piastrinopoietica della melatonina, dall’altro può costituire un passo significativo verso l’affermazione della melatonina come farmaco per la cura della piastrinopenia idiopatica. Un’affermazione, questa, che, considerata l’assenza di tossicità della melatonina, risulta quanto mai auspicabile tenuto conto del fatto che, come scrive Todisco, la piastrinopenia idiopatica si rivela refrattaria ai cortisonici e alla splenectomia nel 25-30% dei casi e, in queste circostanze, può presentare difficili problemi gestionali. Nei pazienti refrattari, infatti, sono stati proposti altri trattamenti (per es. la ciclosporina, l’azatioprina, il danazolo, la vincristina), ma non ci sono evidenze sufficienti per dare raccomandazioni circa tali alternative di trattamento o per stabilire quando i benefici di questi trattamenti superano i loro potenziali effetti avversi, sicchè, di fatto, i pazienti con piastrinopenia idiopatica refrattaria presentano attualmente una elevata morbilità legata alla malattia e ai suoi trattamenti, ed hanno una mortalità di circa il 16%.

Sito Luigi di Bella 27/12/2002
http://www.luigidibella.it/forum/messages/29/9505.html?1040865546  
   
indirizzo di questo documento: http://www.atsat.it/articolo.asp?id_articolo=224
   
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